Estra e la miccia di tutti che morì di stenti

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I nostri nonni raccontavano che un gruppo di contadini si era accordato per acquistare, col contributo di tutti, una miccia da usare per i lavori pesanti.

Avevano messo le loro scarse risorse in comune perché, da soli, non sarebbero riusciti a sostenere la spesa dell’acquisto di un animale da soma a testa.

La miccia venne acquistata e veniva usata da tutti a turno, ma nessuno le dava da mangiare. Il risultato, come è ovvio, fu la morte di stenti della povera bestia.

La morale della storiella è che quello che è di tutti non è di nessuno e finisce per essere male utilizzato, magari, come nel caso dei contadini della storia, senza cattive intenzioni ma semplicemente per scarsa cura o per distrazione.

Anche se è ovviamente presto per giungere a qualsiasi conclusione non avendo piena contezza dei fatti, la vicenda Coingas, ma forse ancor più la parabola di Estra, potrebbero raccontarci una storia simile.

In effetti sembra da una parte logico che servizi monopolistici vengano erogati in modo comune, e l’idea originaria delle società di utility in mano pubblica era questa: mantenere il controllo pubblico su un patrimonio di tutti, anche per tenere le tariffe sotto controllo.

Questo ragionamento però è abbondantemente superato da una situazione nella quale sia il gas che l’energia elettrica, e quasi tutti i servizi, sono ormai erogati da molti soggetti in regime di concorrenza tra loro, che si litigano i clienti a furia di offerte e di concorrenza sul prezzo. In pratica, quindi, il controllo delle tariffe viene ormai effettuato comunque dalla concorrenza.

Semmai è diventato importante avere una dimensione adeguata a competere con le grandi aziende multi utility che sono nate nel frattempo. Per questo anche l’aggregazione di alcune realtà toscane che ha dato luogo a Estra può aver avuto senso.

Va però mantenuto un livello di efficienza in grado di erogare servizi di qualità e con la giusta attenzione al cliente. Questi ha ormai bisogno non solo di accendere luce e gas e constatare che funzionino, ma anche di essere coadiuvato nella scelta degli impianti in un’ottica di risparmio energetico e, se possibile, di avere un soggetto unico con il quale dialogare per i servizi necessari alla casa.

In quest’ottica la visione di un soggetto multi utility di una parte estesa del centro Italia ha senso anch’esso, ma una volta raggiunta una certa massa critica c’è bisogno di risorse. E per poter competere con i grandi è necessario cercare queste risorse sul mercato dei capitali.

A questo proposito: a che punto è la quotazione di Estra?

Chi ne ha sentito parlare in maniera concreta negli ultimi tempi?

Che passi sono stati fatti per raggiungere questo obiettivo?

Esistono tra i vertici aziendali figure in grado di guidare questo difficile processo? Più che la faccenda delle consulenze Coingas saranno le risposte alle domande di cui sopra a dirci se la miccia è ben gestita o se è destinata a morire d’inedia nelle mani di tutti, cioè di nessuno.

Francesco Checcacci