I rapporti di Coingas (e della sua area di riferimento) con lo studio Olivetti Rason di Firenze: il cuore dell’indagine aretina

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Facendo una ricerca storica negli archivi dei giornali, si trovano alcune informazioni interessanti. Pare infatti che non sia la prima volta che gli investigatori si occupano del celebrato e famoso studio.

Scrive Repubblica in un articolo del 18 gennaio 2011 a proposito dello scandalo della banca di credito cooperativo di Denis Verdini: “…i carabinieri del Ros di Firenze e gli investigatori della sezione di polizia giudiziaria hanno perquisito gli studi legali Olivetti Rason a Firenze. Alle perquisizioni, come previsto dalla legge, hanno presenziato tutti e tre i sostituti procuratori della repubblica di Firenze: Giuseppina Mione, Giulio Monferini e Luca Turco, titolari dell’indagine sul Credito Cooperativo”.

Qualche mese dopo (il 24 maggio 2011) il Fatto Quotidiano calava il carico: “Sei mesi fa la Procura di Firenze perquisisce gli avvocati Gian Paolo e Pier Ettore Olivetti Rason – che sono in rapporti con Licio Gelli e la sua famiglia – dopo aver scoperto che sono stati pagati, per una consulenza, da Riccardo Fusi.

I due avvocati, nel frattempo, avevano versato un bonifico di 260 mila euro sul conto di Verdini. Secondo l’accusa sono fatture per operazioni inesistenti. Sul sito dello studio – i due avvocati offrono consulenza alle società in affari – si legge che, tra i clienti, c’è anche la Ede Spa, di Stefano Biagini, costruttore edile.

E c’è un fatto curioso: il costruttore edile, tra il 2008 e il 2009, decide di darsi all’editoria, costituendo la “Edicopyright”. La sua più grande operazione? Acquista i diritti dei Diari di Mussolini di Dell’Utri.

Gli stessi diari pubblicati da Libero, di proprietà Angelucci, che ora risana la posizione di Verdini. E le famiglie? I piccoli risparmiatori? I dipendenti di Fusi? […]

A quanto risulta, le indagini avrebbero appurato che Mps, il maggior finanziatore, indicò alle aziende del Gruppo Btp lo studio legale fiorentino  Olivetti Rason perché le assistesse nella trattativa.

In seguito sono state trovate tracce di bonifici per consulenze da parte dello studio Olivetti Rason.

Uno di questi bonifici era diretto a Denis Verdini. Secondo le ipotesi di accusa, si tratta di compensi per i finanziamenti erogati, e quindi le fatture sarebbero state emesse a fronte di operazioni inesistenti. Le consulenze, insomma, secondo una prassi che sembra assai diffusa, sarebbero state soltanto fittizie.

Tra le figure che compaiono nelle indagini c’è il professor Andrea Pisaneschi, uno dei due più illustri collaboratori dello studio Olivetti Rason (l’altro è il professor onorevole Pdl Gaetano Pecorella, uno dei numerosi avvocati del premier Silvio Berlusconi) poi designato presidente di Banca Antonveneta, dopo la acquisizione dell’istituto da parte di Mps.

Sono due articoli di 8 anni fa, che illuminano un area e un modus operandi, ma che ancora non servono a  chiarire cosa leghi una parte della maggioranza che governa la città di Arezzo, con la stanza dei bottoni che ha trasversalmente governato la finanza della Toscana.