Che dolore, il Comune di Arezzo nuovamente tra le mani della magistratura.

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Pensieri, in attesa degli sviluppi.

Io non voglio che siano  i procedimenti investigativi o le sentenze a guidare il Comune di Arezzo: per questo -come fanno tanti- auspico un velocissimo chiarimento perché la città possa archiviare o superare elettoralmente questo momento. È la 3ª volta che indagini della magistratura toccano i massimi livelli della amministrazione comunale aretina in età repubblicana.
Nel 1955 una persona specchiata, professionista e politico di livello, il sindaco Ivo Barbini fu incarcerato per 3 mesi per quello che venne definito lo scandalo ingic: la sua nomina decadde, il suo nome venne infangato, la sua attività calpestata da una indagine che lo portò in carcere insieme ad altri. Fare il paragone con i giorni odierni è imbarazzante, quando al processo venne assolto con formula piena niente poté restituirgli  quanto gli era stato sottratto soprattutto a livello personale e familiare. Con la politica aveva chiuso, ma continuava ad avere fiducia nella Repubblica italiana. Del resto era uno di quelli che avevano combattuto contro la dittatura di Mussolini e Hitler.
Negli anni 2000, sindaco Lucherini, le indagini puntarono il dito su 3 consiglieri comunali della maggioranza di centro-destra che ottenevano benefici personali attraverso l’approvazione o il rallentamento di talune pratiche nella commissione ambiente territorio del Comune di Arezzo. In questo caso, la giunta Lucherini cadde per dimissioni di 21 consiglieri ed il centrodestra fu sconfitto alle seguenti elezioni, e le tesi accusatorie trovarono conferma nei processi. Per il sindaco (e altri) arrivò la prescrizione finale (che annullò precedenti condanne), i tre consiglieri (ed altri) condannati a pene (secondo me) modeste.
Ora un filone di indagini che riguarda la correttezza di importanti consulenze (circa € 450.000, minchia!) disposte da Coingas, la partecipata più importante del Comune: questa vetusta azienda è ancora in vita soltanto perché intestataria delle quote di Estra, gli ultimi 2 presidenti sono espressione diretta della lista che sosteneva la candidatura di Ghinelli e sono entrambi sotto indagine. Sotto indagine sono anche taluni professionisti legati a queste consulenze e l’assessore al bilancio della giunta Ghinelli al Comune di Arezzo, direttamente interessato a tutte le partecipate del Comune.
Il sindaco Ghinelli ha difeso senza se e senza ma il suo assessore al bilancio, dicendosi sicuro che tutto verrà chiarito sulla regolarità del comportamento dell’assessore: tuttavia non ha speso una parola circa i 2 presidenti di Coingas, la cui sorte giudiziaria potrebbe avere un impatto dirompente sulla durata della attuale giunta. La difesa dell’assessore si inquadra anche con la volontà di rassicurare tutti gli interessati che il Sindaco non ha nessun  dubbio sugli atti di qualunque tipo promossi dall’assessore stesso, parole che tuttavia non sono state spese a favore di 2 personaggi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella campagna elettorale dell’attuale sindaco.
Indagini che naturalmente mettono in fibrillazione l’intero sistema delle partecipate e delle nomine effettuate dalla presente amministrazione.
Fate presto.