Quando Salvini ha parlato di “sentenza vergognosa”, si riferiva a quella che permette alla Lega di restituire 49milioni€ (sottratti alla comunità) in 80 anni?

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No, il ministro dell’interno nonchè segretario della lega nonchè vicepremier nonché padre di 60.000.000 di italiani (parole sue, non mie) si riferiva alla sentenza emessa dal giudice (GIP Agrigento) che scagiona il capitano della nave Sea watch da quanto accaduto con l’ingresso non autorizzato al porto di Lampedusa. 
Visto che Salvini non chiede scusa per quella scandalosa sentenza e non agisce diversamente, raccomando al ministro dell’interno di mettersi in fila dietro quei milioni di italiani che hanno subito direttamente o sentito o visto un numero preoccupante di sentenze scandalose, instillando forti dubbi sul sistema giuridico italiano e sulle sue strutture. Quanto sta avvenendo intorno al consiglio superiore della magistratura ha reso ulteriormente evidente quante situazioni perlomeno inappropriate -se non proprio illecite- vedono coinvolti magistrati di altissimo livello in scambi di “cortesie” (meglio definite influenze) per mettere Tizio piuttosto che Caio al comando di procure oppure di altri vitali uffici giudiziari. Magistrati che si sono permessi di dire “io non c’ero e se c’ero dormivo”, giustificazione così infantile da risultare oltremodo offensiva alla comunità. Ad un comune diavolo in un loro procedimento gli avrebbero fatto un culo come un paiolo…
Popolo italiano che ha anche dovuto sopportare (e qualcuno sperimentare sulla propria pelle) reati commessi dalle forze dell’ordine (caserma Diaz di Genova piuttosto che Stefano Cucchi), tutte situazioni che vanno a scapito di tutti quei fedeli e corretti “servitori dello Stato” che si impegnano al meglio delle loro possibilità per mantenere uno stato di diritto e democrazia in Italia. 
Salvini non si rende conto -oppure bellamente ignora- che oltraggiare un magistrato per sentenza che non è allineata al sentire del ministro dell’interno è una profonda ferita alla separazione dei poteri che da molti decenni rappresenta la tutela della democrazia: perché se i magistrati devono fare quello che vuole un ministro dell’interno allora non siamo più in democrazia, ma in dittatura. 
La democrazia porta con sé periodi di alternanza e un cittadino in buona fede ha tutto il diritto di votare per Salvini, ma quando i cittadini stanno inermi senza reagire davanti al pestaggio (a Cremona qualche settimana fa) che supporter di un ministro della Repubblica hanno fatto ad un singolo oppositore -che fra l’altro esponeva semplicemente la frase “ama il prossimo tuo” su un piccolo cartello- diviene importante esporsi per segnalare i rischi di una dittatura sottotraccia, che riprende gli accadimenti di 100 anni fa. Anche se io e la sinistra condividiamo poco.
Intanto Salvini decida se voler essere ministro dell’interno o segretario della lega, evidentemente non è in grado di essere abbastanza super partes; e se vuole insistere a sfidare tutti i magistrati che non sentenziano di suo gradimento a presentarsi alle elezioni -perché non applicano la legge come Salvini vuole-, faccia soltanto il segretario della lega. Perché qui si ritorna a quel indegno accrocco che ha permesso alla lega di restituire soldi sottratti alla comunità in 80 anni, eventualità che non mi risulta sia stata concessa a nessun cittadino. Due pesi e due misure, chieda agli italiani (ai suoi figli..) cosa ne pensano.
Io sarei stato contento se Salvini avesse rimpatriato migliaia di migranti illegittimamente sul territorio italiano a servizio della criminalità organizzata. O avesse tolto le accise dai carburanti.
Non sono supporter di Salvini come non lo ero di Renzi, ma se quello che un ministro fa a favore della comunità risponde alle promesse elettorali sono soddisfatto per il buon esito democratico di quella elezione: se oltre a essere rispondente alle promesse è anche positivo per parte ancora più grande della nazione probabilmente anche io mi sento soddisfatto e tutelato. Pagare i mercanti di carne per trattenere i migranti in Libia (idea di Minniti) era vergognoso oltreche non risolutivo. Litigare con mezza Europa mentre barchini fantasma scaricano centinaia di neri in Sicilia fa ridere i polli: la Sea Watch fa politica, non salvataggi, ma non è così che risolvi come dimostrano i fatti. Inviti piuttosto questa onlus a aprire un centro di accoglienza a loro carico e sotto la loro responsabilità, potrebbero così sottrarre ai rischi libici alcuni migranti e magari convincere i rispettivi governi e finanziatori a accoglierli. Perchè gli italiani annegano nei fallimenti dei governi italiani e europei.
Provvedimenti demagogici che non stanno in piedi, questi i fatti di questo governo: anche la farsa della finta espulsione di quel comandante Sea watch.
Qui siamo lontanissimi da ogni barlume di risultato positivo, è solo un’altra elezione vinta con vuote promesse, un governo sostenuto da un contratto che non ha avuto seguito (cito, essendo direttamente interessato, il ministero della disabilità che doveva essere costituito): cose già viste ad Arezzo, elezioni vinte grazie a promesse non mantenute.