Lettera aperta al Liceo Petrarca di Arezzo

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Sono il genitore di un alunno che ha frequentato la seconda classe del Liceo Classico e vorrei divulgare quanto accade in occasione della formazione delle classi terze per il prossimo anno scolastico 2019/20.

La Dirigente Scolastica Prof.ssa Mariella Ristori ha informato le famiglie e gli alunni che hanno frequentato le classi seconde del Liceo Classico che per il prossimo anno scolastico sarà necessario su richiesta dell’UST di Arezzo (Ufficio Scolastico Terriroriale) ridurre il numero di classi da quattro a tre. Si deve procedere dunque a separare gli alunni di una classe che verranno collocati in altre due.
Si viene informati che la scelta della classe da dividere verrà effettuata “… tenendo conto dei criteri espressi dal C.I., della necessità di garantire al meglio i potenziamenti richiesti, delle caratteristiche dei vari gruppi classe …”.
Le quattro classi sono composte ciascuna da 14, 21, 21 e 27 alunni.
La classe con 27 alunni non subirà variazioni, verrà estratta a sorte il prossimo lunedì 8 luglio quale delle due classi con 21 alunni verrà divisa e distribuita tra le altre due.

Sino a questo punto credo di aver riportato i fatti.

Sono stato spettatore impotente del malumore di mio figlio e credo di aver percepito anche quello dei suoi compagni di classe.
Si ben comprende che questo tipo di “separazione” può non essere gradito dagli alunni e che generari disagio se non addirittura ansia.
Ciò che esalta il disagio è il criterio utilizzato per la scelta della classe da dividere. Non verrà utilizzato il criterio della classe con minor numero di alunni come logico sarebbe supporre nell’ottica di coinvolgere il minor numero di alunni e come fatto – per mio parere più che giustamente – negli anni passati.
Andando a “scartabellare” si trova che il C.I. (Consiglio di Istituto) ha di recente modificato – appunto – il criterio da utilizzare per la suddivisione delle classi abbandonando quello della classe meno numerosa in favore di valutazioni molto meno oggettive e sicuramente opinabili.
Per mio parere questa è una deludente “soluzione di comodo” che comodo porta all’organizzazione delle attività scolastiche ma che purtoppo nulla tiene di conto a riguardo delle esigenze e sensibilità dei ragazzi. Ritengo che grave, molto grave, sia anteporre qualunque tipo di esigenza agli interessi degli alunni.

Chiedo alla Dirigente Scolastica di ripensare ai modi ad ai criteri da utilizzare in questi frangenti sempre e soprattutto anteponendo le esigenze degli alunni, alunni che sono i nostri ragazzi, ma anche per mantenere integra la fama dell’Istituto che dirige.

Lettera Firmata