Stefano Mugnai: analisi del voto in Toscana a caldo, dal punto di vista del centro destra

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Una analisi del voto, dopo le felicitazioni e i complimenti sinceri ai nuovi sindaci di centrodestra di Cortona, Piombino ed Agliana, che vanno ad aggiungersi agli altri sindaci toscani di centrodestra (molti azzurri) che hanno vinto al primo turno. A dimostrazione che il centrodestra in Toscana può e sa ancora vincere… quando lavora per vincere però, convincendosi che gli avversari sono fuori dalla coalizione.

Purtroppo si votava in quasi 190 comuni toscani e ne abbiamo vinti solo una ventina (5 su 35 sopra 15.000 abitanti). Fa male aver perso ed aver perso male nei tre comuni capoluogo. Fa male aver perso dopo che per 4 anni in Toscana avevamo vinto come mai era accaduto. So bene che il “nuovo” ha sempre più appeal del “vecchio”. Ma la realtà ci dice che il “vecchio” centrodestra in Toscana ha vinto in quattro anni 6 comuni capoluogo sui 7 che erano andati al voto, tanti altri comuni, addirittura due province. Invece il “nuovo” centrodestra assiste alle vittorie del Pd nelle tre città più grandi della nostra regione ed in una marea di altri comuni.

Il “vecchio” cdx, quello che fino all’anno scorso ha dato la paga al Pd, era unito e coeso e aperto alla civicita’ con candidati vincenti, al di là delle singole appartenenze partitiche, perché espressione ed interpreti delle comunità da amministrare. Questo legame diretto con il corpo elettorale, che dà autonomia alle scelte territoriali, diventa essenziale in Toscana per costruire una vincente alternativa di governo al sistema di potere sella sinistra.

Bene, a questo punto del ragionamento dovrebbe scattare il gioco dell’attribuzione delle responsabilità. Ma è un gioco che non mi è mai piaciuto granché, lo lascio ad altri. Anzi me la prendo io la responsabilità, la responsabilità di non essere riuscito ad impedire candidature e soprattutto metodi che ero convinto ci avrebbero portato alla sconfitta.

Troppa semplificazione, troppa distanza dai territori, troppa presunzione e arroganza, troppo affidamento al vento nazionale, troppi ultimatum, troppi pochi contenuti… non che non l’abbia detto. Ma evidentemente non l’ho detto abbastanza o non ho avuto abbastanza forza per farlo capire agli altri leader del centrodestra regionale. Persone di grande capacità politica, persone insieme alle quali vorrei realizzare il sogno di sconfiggere la sinistra alle regionali del 2020. Cosa che può accadere, che è nelle nostre possibilità, a patto che si faccia tesoro dei tanti, troppi, errori commessi da un anno a questa parte.

Stefano Mugnai