QUOTE BLU

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La legge sulle quote rosa ha imposto in molti settori della vita politica e amministrativa l’ingresso di molte donne.
La norma introdotta quasi plebiscitariamente e con un consenso bipartisan di tutte le forze politiche, è stata salutata da tutti come epocale e rivoluzionaria.
Oltre ai vari consigli di amministrazione di partecipate pubbliche le donne, per legge (!), devono entrare nei consigli e nelle giunte degli enti locali.
Infatti con una modifica della legge elettorale, per tutelare appunto la c.d. parità di genere, le donne hanno una corsia preferenziale.
Nessuno mette in discussione la capacità delle donne di fare le stesse cose degli uomini, escluso forse il camionista.
Tuttavia la critica maggiore che viene mossa a questa legge risiede senz’altro nella limitazione del diritto di scelta dell’elettore in tema di elezioni e nel trascurare il merito effettivo.
Sono trascorsi oramai molti anni dalla legge sulle quote rosa e molte donne ora si sentono come in una riserva indiana.
M non è così perché oggi sono gli uomini nella riserva indiana dato che è difficile trovarli in un ufficio pubblico, parapubblico e privato.
Chissà se tra una decina di anni sarà necessario introdurre una legge sulle quote blu visto che da sempre il Legislatore è… ondivago.
Domenico Nucci