Veramente eccessivo il “si vergogni” del sindaco Ghinelli

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Il presidente della Camera pochi minuti prima della parata del 2 giugno aveva detto: “La nostra bandiera significa libertà, significa diritti e rispetto di tutte le persone che sono sul territorio italiano, chiunque vi è e chiunque vi transita. La grandezza della Repubblica è essere di tutti e la sua Festa va dedicata a tutti gli italiani, a tutti i migranti che si trovano in Italia, a tutte le comunità, anche quelle minori e più deboli, ai rom e ai sinti, anch’essi perseguitati e vittime dell’Olocausto. La Repubblica non fa differenze e la sua bandiera sventola per tutti”

Probabilmente era rimasto toccato dalle parole appena pronunciate dal Papa, che in Romania aveva chiesto perdono a Sinti e Rom, per il trattamento subito nel corso degli ultimi secoli. Il Papa ha fatto “mea culpa” per le «discriminazioni», «segregazioni» e «maltrattamenti» subiti dai Rom. Il Papa, incontrando la comunità Rom di Blaj, in Romania, ha confessato di portare nel cuore «un peso». «La storia – ha affermato – ci dice che anche i cristiani, anche i cattolici, non sono estranei a tanto male. Vorrei chiedere perdono per questo. Chiedo perdono, in nome della Chiesa al Signore e a voi, per quando, nel corso della storia, vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele. Non siamo fino in fondo cristiani, e nemmeno umani, se non sappiamo vedere la persona prima delle sue azioni, prima dei nostri giudizi e pregiudizi» ha aggiunto il Papa chiedendo perdono, a nome della Chiesa, alla comunità Rom. «Sempre, nella storia dell’umanità – ha proseguito –, ci sono Abele e Caino. C’è la mano tesa e la mano che percuote. C’è l’apertura dell’incontro e la chiusura dello scontro. C’è l’accoglienza e c’è lo scarto. C’è chi vede nell’altro un fratello e chi un ostacolo sul proprio cammino. C’è la civiltà dell’amore e c’è quella dell’odio. Ogni giorno c’è da scegliere tra Abele e Caino. Come davanti a un bivio, si pone tante volte di fronte a noi una scelta decisiva: percorrere la via della riconciliazione o quella della vendetta».

Dopo questa tirata papale, immagino che è venuta d’istinto la riflessione a Fico sui Sinti e Rom discriminati e infine gasati nei lager nazisti. Anche italiani certamente, così come sono italiani quelli che vivono qui, che hanno qui ormai le loro radici e che senza dubbio hanno gli stessi diritti e doveri degli italiani tutti.

Fuori luogo? Fuori contesto? Fuori tema? Inappropriata? Può darsi.

Da qui a doversi vergognare però ce ne corre.

Credo che oggi in Italia abbiamo “ben altro” di cui doverci vergognare!

(Paolo Casalini)