C’è qualcuno in grado di spiegarmi a cosa serve l’ATO Toscana sud ?

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Quando un cittadino ragionevolmente partecipe delle vicende amministrative, con scolarità elevata e con ragionevole capacità di comprendere processi amministrativi non capisce a cosa serve un ente pubblico, io comincio a pensare che quell’ente pubblico non sia necessariamente mal gestito, ma abbia piuttosto qualcosa di sbagliato nei suoi principi organizzativi fondanti.

Premessa

Si dice che l’ATO Toscana sud sia stato costituito con due funzioni fondamentali: la funzione di regolazione del rapporto col Gestore unico (SEI Toscana) e quella di pianificazione del sistema di gestione dei rifiuti nell’ambito di responsabilità.

Funzione di regolazione del rapporto col Gestore unico.

Qui si comincia dal ”peccato originale” del bando  per la nascita Gestore unico dei rifiuti (ora SEI Toscana), che purtroppo  unico non è, perché SEI Toscana è in realtà un main contractor che gestisce solo la componente di raccolta e non quella di smaltimento, rimasta agli impianti dei precedenti gestori; per inciso, proprio questo modello di gestione separata è una delle cause strutturali dell’aumento della TARI.

Il Bando ha avuto anche altri “elementi di criticità” di cui il più evidente è l’impegno a costruire un termovalorizzatore da 75.000 tn/anno al costo di 82 Ml€ (IVA esclusa) a San Zeno; elenco alcune delle “criticità” di questo vincolo:

  • non serve, nè alla provincia di Arezzo nè in ambito ATO, che San Zeno si doti di questa capacità di termovalorizzazione;
  • non serve, per ottenere questa capacità di termovalorizzazione, costruire un impianto nuovo; vedi la SIA di AISA Impianti che ipotizza di termovalorizzare 75.000 tn/anno di rifiuti con una manutenzione straordinaria dell’impianto esistente;
  • si è ipotizzato di spendere 82 Ml€, quando la manutenzione straordinaria di cui sopra costerà circa 10 Ml€; se qualcuno dice che nel frattempo sono cambiate le tecnologie e che un impianto nuovo costa di più, mi permetto di segnalare che la terza linea  di  Poggibonsi, di potenza pari a  27,9 MWt, è costata 30 Ml€ ed è stata costruita prima  della pubblicazione del bando;
  • per finire, ricordo che ad oggi, SEI Toscana ha ancora il diritto ed il dovere di costruire il termovalorizzatore di cui sopra alle condizioni di bando.

Se si passa alla gestione del rapporto con i Gestori, non mi sembra che le cose vadano molto meglio. Gli anni non sono pochi e rappresentare un solo episodio potrebbe risultare improprio, ma a me pare di una gravità tale che lo ritengo sintomatico di un approccio organizzativo sbagliato.

Il caso.

Nell’Assemblea del 31 gennaio 2018 il Sindaco di Chiusi (SI) segnala che aumentare la RD, in particolare l’organico, gli comporta un aumento della TARI e chiarisce che questo deriva dai costi di compostaggio applicati da SIENAMBIENTE per l’impianto di Poggio alla Bilia, di circa 154 €/tn (si sappia che la tariffa di San Zeno è circa 62€/tn). Nella stessa Assemblea viene approvata una mozione per redigere un atto di indirizzo per dare incarico al Direttore Generale di trattare il problema con Sienambiente.

Nell’Assemblea del 28/2/2018 si delibera un Atto di indirizzo con il quale “si dà mandato al Direttore Generale:

  • di inserire nella proposta di Piano d’Ambito da sottoporre all’Assemblea un apposito programma di interventi sugli impianti di trattamento dei rifiuti organici della provincia di Siena, finalizzato ad una significativa riduzione delle tariffe applicate al conferimento della FORSU;
  • di avviare sin da subito con Siena Ambiente un negoziato finalizzato ad una riduzione già a partire dall’esercizio 2019 delle tariffe degli impianti di compostaggio da essa gestiti”

Dopo 10 mesi di lavoro del Direttore generale e dei Sindaci, l’Assemblea del 20/12/2018 approva un altro Atto d’indirizzo che dà “mandato al Direttore Generale, previa valutazione tecnico-giuridica della percorribilità di eventuali ipotesi alternative, di definire con Siena Ambiente una proposta di rinnovo della Convenzione dell’impianto di compostaggio in scadenza al 31/12/2020, da sottoporre ad una prossima Assemblea, finalizzata a recepire le istanze avanzate dai Sindaci della provincia di Siena con la Nota Prot. 5598 del 29.11.2018, disciplinando” una serie di cose, che non riporto, ma che hanno l’obiettivo di ridurre la tariffa.

Intanto per il 2018 la tariffa non è cambiata, mentre per il 2019 sembra prevista a 136€/tn, che è meno di 154€/tn ma rimane sempre totalmente fuori mercato; per completezza segnalo che anche nel 2017 è stata di 154€/tn, ma temo lo sia stata anche negli anni precedenti.

Le mie considerazioni da cittadino normale.

  • Come è possibile che debba essere un Sindaco a segnalare un’anomalia tariffaria così evidente e non debba invece essere l’Ente preposto a regolare il rapporto tra i Gestori e i Comuni, che ci costa poco meno di 1,5 Ml€ l’anno, ad evidenziarla e a farsi carico della sua rimozione?
  • Come è possibile che un nuovo Direttore Generale non abbia rilevato questa situazione anomala il giorno dopo il suo insediamento (i numeri da controllare non sono più di 15) ?
  • Poiché l’ATO è costituito da persone con alto e altissimo livello professionale, non posso pensare che sia una distrazione, quindi sono costretto a pensare che non sia un compito di sua responsabilità; ma se è così ripongo la domand: A COSA SERVE L’ATO TOSCANA SUD ?

Funzione di pianificazione del sistema di gestione dei rifiuti.

L’ATO Toscana sud è stato istituito ai sensi della Legge Regionale 69/2011. Siamo nel 2019, sono passati 8 anni e l’ATO Toscana sud non dispone ancora di un Piano d’Ambito, elemento fondamentale per lo sviluppo di tutta la gestione del sistema; per inciso, il Piano d’Ambito di ATO Toscana centro è stato approvato nella primavera del 2014 (5 anni fa).

In compenso ATO Toscana sud si è si è ritenuto in grado di esprimere un parere (positivo) sulla SIA di AISA Impianti. Ora, io non capisco come si possa esprimere un parere sulla coerenza di un progetto con il quadro generale in cui si dovrebbe inserire, senza avere definito prima il quadro generale stesso. Per inciso, nel contributo di ATO si fa riferimento ad uno scenario tecnico diverso da quello presentato da AISA Impianti, con il risultato che si esprime un parere positivo su un progetto diverso rispetto a quello immaginato da AISA Impianti, su un componente fondamentale, cioè il potenziamento del TMB (selettore dei rifiuti indifferenziati); per AISA il potenziamento consente di ridurre gli scarti da inviare in termovalorizzazione ad un massimo del 60 %, mentre ATO prevede che quasi tutti i rifiuti indifferenziati vengano termovalorizzati, di fatto rendendo inutile il potenziamento del TMB previsto nel progetto di AISA Impianti. Se non si era d’accordo con il modello di AISA Impianti, sarebbe stato più opportuno indicarlo ed esprimere parere negativo sul progetto.

Nota: non sono così sicuro che questa incoerenza sia chiara a tutti i Sindaci dell’ATO, indipendentemente dalla posizione assunta in Assemblea.

Per inciso, nel documento alla base del parere positivo al progetto di AISA Impianti c’è anche uno scenario di raggiungimento degli obiettivi di RD al 70% nel 2033, definito “prudenziale”, mentre a mio parere è semplicemente improponibile da parte di un organo di pianificazione degno di questo nome.

E’ facile prevedere che il Piano d’Ambito recepirà, se e quando verrà redatto, il progetto di AISA Impianti. Questo significa che sarà il progetto di AISA Impianti a condizionare il Piano d’Ambito, invece che essere il Piano d’Ambito a definire le linee guida dello sviluppo impiantistico.

Quanto sopra mi porta a pensare alla totale inutilità del Piano d’Ambito nella pianificazione della fase di smaltimento del rifiuti. Se a questo si aggiunge che la fase a monte, cioè la raccolta, è di totale responsabilità dei Comuni, che la organizzano in totale autonomia circa le modalità gestionali ed i tempi di raggiungimento degli obiettivi di RD, come faccio a non chiedermi: A COSA SERVE L’ATO TOSCANA SUD ?

NOTA IMPORTANTE

L’ATO Toscana sud è comunque in buona compagnia sul fronte della inutilità della pianificazione; riporto due fatti:

  • L’ATO Toscana centro ha da tempo prodotto nel 2014 un Piano d’Ambito, in cui l’elemento più importante era l’indicazione della necessità di costruzione di un termovalorizzatore a Case Passerini per sopperire al fabbisogno impiantistico della provincia di Firenze, quello per cui arrivano 60.000 tn/anno di rifiuti a Podere Rota. Bene, mi pare che di fatto sia stato il Presidente della Regione a decidere che non si sarebbe più dovuto fare il termovaloriozzatore e non l’ATO Toscana centro.
  • L’ATO Toscana costa aveva nel suo Piano d’Ambito l’utilizzo dell’inceneritore di Livorno. Bene il Sindaco di Livorno si vanta di avere preso la decisione storica della chiusura di detto inceneritore (per inciso, decisione analoga è stata presa dal Comune di Pisa), per cui l’ATO Toscana centro ha aggiornato il suo Piano d’Ambito, che non prevede perciò inceneritori; anche qui sono state le Amministrazioni comunali proprietarie degli impianti a deciderne la chiusura, non l’ATO.

Per evitare equivoci e per completezza, nel caso di ATO Toscana centro è prevista la costruzione di un impianto per la produzione di CSS-Combustibile Solido Secondario e, pagando,  di trovare sul mercato, cioè non nel “giardino” di Livorno, chi è disposto a bruciarlo.

COSA FARE

Non lo so, perché la sola cosa che mi viene in mente è quella di commissariare l’ATO Toscana sud, affidarlo ad un manager capace, dandogli l’obiettivo di individuare, in 6 mesi, soluzioni organizzative efficaci ed efficienti per gestire il sistema dei rifiuti, poi fare adottare queste soluzioni nella normativa regionale al posto della LR 69 DEL 2011; purtroppo questa è una strada non percorribile, perché sembra non interessi a nessuna forza politica fornire la Pubblica Amministrazione di sistemi efficaci ed efficienti in grado di risolvere i problemi, invece di crearli.

Avrei un suggerimento da dare alle forze politiche, prima di tutto il PD, ed ai Sindaci del centro sinistra. Provate una volta, tutti insieme, a fare una riflessione seria ed approfondita per condividere le migliori soluzioni organizzative del sistema di gestione dei rifiuti e rendete pubblici i risultati.

Franco Romagnoli