Their name liveth for evermore

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Ormai 10  anni fa, i radicali di Liberaperta iniziarono a rendere omaggio per la prima volta ai caduti del Commonwealth sepolti ad Indicatore per la festa della liberazione. Nessuno lo aveva mai fatto ancora.

Partire dall’India per morire a 16 anni.

Erano truppe di invasione, venute a porre fine ad una guerra sanguinosa. Erano sbarcati in Italia decisi a mozzare per sempre la testa, al mostro della guerra.

Furono accolti come trionfatori. Liberatori dalla tirannide. Dal settembre del ’43 al luglio del ’44, la nostra gente aveva sopportato il peso degli stivali nazisti. Due anni di terrore, di deportazioni, di massacri e di stragi, di odio profondo, che andava giorno dopo giorno gonfiandosi nel cuore. Soltanto un anno prima del giorno della liberazione nazionale, erano stati affissi i manifesti che ordinavano di consegnare le armi e di consegnare i renitenti alla leva, pena la fucilazione alla schiena.  Un manifesto che portava la firma dal gerarca Giorgio Almirante.

In una notte stellata di maggio del ‘44, allo scadere dell’ultimatum intorno a mezzanotte, le colline dell’appennino intorno alla nostra città, si illuminarono di fuochi. Era la sfida finale: venite a prenderci!

Meno di due mesi dopo, fascisti e nazisti erano in fuga verso Nord, verso Firenze, incalzati dai panzer alleati.

Per ricordare coloro che li avevano messi in fuga a prezzo della loro vita, come ogni anno i radicali si son ritrovati di primo mattino in questo luogo lussureggiante, ricoperto di un verde manto erboso e di pace, scansando le cerimonie ufficiali, solo per rendere omaggio e ringraziare questi ragazzi, che riposano in questo luogo a migliaia di chilometri dalle loro case, dalle loro famiglie.

Un mazzo di fiori e tante bandiere azzurre piene di stelle. Le stesse che brillano in cielo da 74 anni per onorare questi morti.

Le stesse che sussurrano ogni notte ai popoli del mondo: mai piu’, mai piu’…

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Alle 11.15, la città di Arezzo, rappresentata dal sindaco, dal prefetto, dai vertici degli uomini della pubblica sicurezza, dai carabinieri e dalla polizia locale, hanno reso omaggio in forma ufficiale ai caduti del Commonwealth.