“Leonardo da Vinci: Visions. Le sfide tecnologiche del genio universale”. Luci ed ombre di un evento

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 Sansepolcro. Museo Civico 14 marzo 2019 – 24 febbraio 2020

Inserita nel complesso delle celebrazioni per il Cinquecentenario della morte del genio da Vinci, l’iniziativa –che si ricollega ad un progetto ideato dal Museo Galileo di Firenze, e in particolare dal suo direttore, Paolo Galluzzi- si caratterizza, rispetto alle decine in calendario, in Italia e all’estero, per una particolarità, sottolineata proprio dal prof Galluzzi, cioè quella di proporre la figura e soprattutto l’opera leonardesca da “un punto di vista diverso” che potrebbe consentire al visitatore di comprendere meglio la metodologia di Leonardo nel suo “sforzo di assimilare le leggi che governano l’uomo e la natura”.

Detta così in effetti la prospettiva potrebbe apparire davvero interessante ma forse anche un po’ troppo ambiziosa, tanto più che, come è noto, relativamente a determinati “geniali esperimenti” leonardeschi portati alla ribalta nella mostra –il volo, la realizzazione della più grande statua equestre mai vista, e così via- i risultati furono scadenti; questo ovviamente non mette in modo assoluto in discussione la portata della genialità e l’importanza della tenacia con le quali Leonardo metteva in pratica le sue osservazioni, arrivando a delineare tali e tante prospettive di ricerca, peraltro così avanti rispetto ai suoi tempi, che apriranno la strada a molte delle conquiste scientifiche e tecnologiche successive.

E tuttavia viene fatto di chiedersi –considerando che la mostra si richiama esplicitamente alle “sfide tecnologiche” del grande Maestro- da quali condizioni prese avvio questa inesausta ricerca?; in quale contesto Leonardo poté maturare questa ansia di risolvere il problema di come modificare la materia ?, di trasformarla in altro? Ecco dunque un aspetto che resta in ombra, mentre invece si sarebbe potuto cogliere l’occasione della mostra per approfondire questi argomenti relativi alla formazione di Leonardo, alle frequentazioni grazie alle quali iniziò il suo apprendimento, e come queste abbiano determinato quella spasmodica  attenzione per il mondo naturale che non lo avrebbe abbandonato mai per tutta la vita. A cominciare ovviamente  dal contesto “alchemico” con cui ebbe a confrontarsi nella bottega del Verrocchio, laddove è ormai senso comune il fatto che  proprio le botteghe degli artisti  fossero il vero centro della ricerca pre- scientifica dello studio; ma c’è di più, non si può non sottolineare infatti che Leonardo si formava negli stessi anni in cui giungono a Firenze grandi intellettuali esuli da Costantinopoli conquistata dai Turchi che portano non solo nuove fonti filologiche conservate in Oriente sul mondo greco ma avviano uno studio sistematico del sapere antico.

Si potrebbe obiettare che questi temi sono solo parzialmente pertinenti agli scopi dichiarati della manifestazione di Sansepolcro; ma non è così. E’ infatti necessario ribadire –tanto più in un evento che si vuole caratterizzare come importante tassello delle manifestazione del Cinquecentenario-  che Leonardo non fu affatto un genio che si fece da solo (un’idea però non ancora completamente sradicata dalle menti di alcuni studiosi, attardati, è il caso di dire, sulla particolare ‘lettura’ vasariana diretta a costruire il genio autoprodottosi) ma che arrivò alle vette creative che conosciamo e che da tempo vengono definite geniali perché capace di interpretare le realtà di un’epoca e di una stagione  decisamente stimolanti.

E certamente tali poterono essere le presenze di altrettanti ‘geni’ in ambito artistico, politico, letterario; in questo senso la bottega del Verrocchio rappresenta un vertice di sapienza tecnologica che certamente Leonardo supererà con le sue intuizioni ed i suoi studi. D’altra parte è però anche vero che Verrocchio operò nel campo tecnologico, come ad esempio quello  della fusione, arrivando a risultati che Leonardo non riuscì a superare, se è vero che le ragioni del   fallimento del suo “cavallo di Bronzo” vanno ricercate in una  sua inadeguata competenza tecnologica, che non gli consentì  di risolvere i problemi legati alla scala del monumento.

 Si tratta come si vede di temi tutt’altro che non attinenti a quello che la mostra si ripromette di realizzare, che però a nostro avviso restano in ombra

Al Museo Civico di Sansepolcro, dal 14 marzo 2019 fino al 24 febbraio 2020, la mostra Leonardo da Vinci: Visions. Le sfide tecnologiche del genio universale, promossa dal Comune di Sansepolcro e allestita da Opera Laboratori Fiorentini-Civita.