LA SCIENZA E’ FEMMINA

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Il giorno 8 marzo la città di Arezzo ha avuto il piacere di ospitare tre scienziati di grande calibro: Michele Punturo, Elena Cuoco e Marica Branchesi.

Parlare di scienza è come parlare del genere umano e ci spinge ad andare oltre qualsiasi “Colonna d’Ercole” si incontri. Non c’è un limite oltre il quale non sia possibile investigare, tutto è aperto perlomeno al tentativo di conoscenza. Essere umani significa tendere a voler conoscere sempre di più. Tutto ciò che un tempo si domandava la filosofia, oggi se lo chiede la fisica con strumenti diversi, grazie al metodo scientifico di Galilei.

La scienza però è anche economia ed ha un forte impatto su essa infatti, secondo uno studio fatto dalla Società Italiana di Fisica, il 7.4% del Prodotto Interno Lordo italiano è legato alla fisica.

Parlare di scienza inoltre è dibattere sul futuro, che sta nel poter sviluppare nuove tecnologie grazie al progresso scientifico in continua evoluzione.

Tra i grandi nomi sopra citati troviamo l’astrofisica Marica Branchesi, ricercatrice presso il Gran Sasso Science Institute (GSSI) che, nel 2017, è stata indicata da Time come una delle cento persone più influenti.

Come Marica afferma, le galassie sono visibili in varie bande dello spettro elettromagnetico. La più vicina a noi si chiama Andromeda e, guardandola attraverso l’infrarosso, vediamo le zone dove stanno nascendo le stelle che sono piene di polvere. La stessa galassia, vista nell’ultravioletto, mostra le stelle più giovani. Osservando zone diverse dell’Universo, noi possiamo avere informazioni differenti.

L’uomo è stato in grado di individuare altre bande spettrali oltre all’infrarosso ed all’ultravioletto, come ad esempio le microonde grazie alle quali riusciamo a vedere i fotoni più antichi che provengono dal Big Bang; grazie a ciò è possibile studiare l’universo primordiale. Sono poi stati scoperti i raggi gamma molto forti, chiamati anche lampi gamma intorno agli anni settanta, quando gli americani monitoravano il cielo per vedere se i russi effettuavano dei test nucleari illeciti. Il 14 settembre 2015 sono state osservate le onde gravitazionali, esattamente cento anni dopo la predizione, teorica, da parte di Einstein. Questa scoperta è frutto del lavoro di più di mille scienziati e scienziate che, con alle spalle studi ed esperienze differenti, hanno messo insieme le loro menti. Tutto è partito da Einstein quando pubblicò la teoria della Relatività Generale il 20 marzo 1916 e la ricerca è durata più di cento anni.

Quando arriva un segnale di onde gravitazionali, per capirne la sorgente, è necessario vedere se emette luce mandando in allerta tutti i telescopi e i satelliti, in modo che possano puntare il cielo e andare a cercare la luce. Il problema delle onde gravitazionali è che non sono facilmente localizzabili, perché vengono rintracciate attraverso il ritardo temporale del segnale. Nell’agosto del 2017 è stata “catturata” per la prima volta la fusione tra due stelle di neutroni. Ne è scaturito un fortissimo impatto su tantissimi campi, ad esempio hanno spiegato come si formano degli elementi della tavola periodica. Noi non sapevamo prima da dove provenissero ma, grazie a questo evento, sappiamo che in quella fusione si è formata una massa d’oro che si diffonde nel mezzo interstellare e da lì si riformano le stelle ed i pianeti. La scienziata perciò ipotizza che l’oro che abbiamo sulla Terra derivi dalla fusione di due stelle di neutroni avvenuta miliardi di anni fa nella nostra galassia.

Marica Branchesi ha avuto l’onore di affermare questa scoperta insieme ad altri suoi colleghi, che le ha permesso di apparire meritatamente su giornali di gran rilievo come Nature e Time e sfilando anche sul red carpet.

A seguire, riporto l’intervista che ho avuto il piacere di farle.

-Come influisce il progresso della scienza sui governi e sulla politica economica?

“La scienza è una società importantissima, quindi il capire per un governo quanto sia importante la scienza è fondamentale. La potenza di una nazione dipende dal progresso scientifico. I governi ad esempio dovrebbero capire che il finanziamento alla ricerca è una cosa importantissima che permette di progredire e di portare anche ricchezza”.

-Ritiene che debba esserci una sensibilizzazione in Italia per gli argomenti scientifici?

“Sicuramente, secondo me questo deve avvenire anche da parte degli scienziati. Noi del settore dovremmo infatti imparare a comunicare la bellezza della scienza. A volte è anche un errore nostro che ci poniamo in un modo in cui facciamo sembrare la scienza troppo difficile. Lo scienziato deve far capire alle persone la bellezza della scienza. Fare divulgazione scientifica, far capire come lavoriamo è estremamente importante”.

-Come si è sentita ad essere presente nel Time tra personaggi di grandissimo rilievo a New York?

“Tantissima emozione, non ci credevo perché inizialmente ho ricevuto un’email che ho aperto varie volte chiedendomi se fosse o non fosse reale. Per me la cosa più bella è stata essere lì come scienziata, perché è un ambito molto diverso ed è un riconoscimento alla scienza. Lì vediamo attori bravissimi, cantanti, politici però, essere lì grazie alla scienza, significa anche che le persone ed il mondo cominciano a capire qual è l’importanza della stessa”.

-Cosa significa essere una scienziata donna all’interno della nostra società? L’essere donna l’ha ostacolata?

“Io non sono mai stata ostacolata per il mio essere donna. Mi capita però spesso di essere in riunioni in cui ci sono tutti uomini ed io sono l’unica donna. Talvolta sento delle battute del tipo <<tu sei una scienziata, non puoi essere carina e non puoi metterti lo smalto sulle unghie>>. Ci sono quindi degli stereotipi di scienziata isolata, sola. Mi viene spesso chiesto come gestisco la mia famiglia, cosa che non viene chiesta agli uomini. Quando una donna raggiunge un risultato, è sempre messo più in discussione rispetto a quando lo fa un uomo”.

-Le chiedo un consiglio per le giovani donne che vogliono anch’esse intraprendere questo mestiere.

“Bisogna lavorare tanto, con passione ed in modo onesto seguendo i propri sogni. Alle mie studentesse dico di non avere paura e di sbagliare anche. Questa è un’altra cosa dove secondo me le donne, forse per educazione, hanno sempre più paura degli uomini di sbagliare. Se si sbaglia poi ci si rialza più forti di prima”.

-Che relazione c’è tra le onde gravitazionali e il Big Bang?

“Le onde gravitazionali che vediamo noi sono una piccola frequenza dello spettro di onde gravitazionali, apriremo tante altre finestre. Nella nostra banda in particolare non siamo in grado di vedere le onde gravitazionali primordiali; quindi studiare il Big Bang con le onde gravitazionali che studiamo noi è complicato anche perché tutti i segnali che ho fatto vedere formano un rumore che maschera il suono che può derivare dalle onde gravitazionali. Si potrà sapere qualcosa in più del Big Bang con altre tipologie di strumenti”

                                                                 Isabella Baldoncini