Bagarre sulle tariffe idriche

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L’aumento delle tariffe dell’acqua, sarà dell’1% per quest’anno e negli anni a venire. Ad annunciarlo sono stati il presidente e l’amministratore delegato di Nuove Acque, Paolo Nannini e Francesca Menabuoni

Ma il comitato per l’acqua pubblica presieduto da Gianfranco Morini contesta subito. «Sarà – sostiene Morini – dell’1,5% ogni anno fino al 2027, il 50% in più rispetto a quello che dicono i vertici dell’azienda». Vale a dire, se i calcoli del comitato sono esatti, un incremento su base novennale di poco inferiore al 15% rispetto alle tariffe del 2018.

Torna infine in ballo il problema dei 22 milioni di euro di conguaglio, spalmati in 10 anni.

Nel mirino del comitato i sindaci («fatta eccezione per quello di Sansepolcro») «che nel luglio 2016 o non si accorsero o non capirono la portata della proposta di delibera per l’approvazione della predisposizione tariffaria 2016-2019, ivi compreso l’assenso all’estensione della concessione a Nuove Acque fino al 2026».

Questo il comunicato diramato nei giorni scorsi:

 SONO FURBI MA NON ABBASTANZA PER DARCELA A BERE

Bollette dell’acqua, avanti piano. Aumenti solo dell’1% l’anno fino al 2027” “Acqua non salata grazie alle banche. Tariffe con aumenti sotto l’1% “

Così titolavano i quotidiani locali il 20 febbraio scorso. Parola di Nuove Acque , anzi della Signora Menabuoni e del Signor Nannini rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente della società che dal 1999 ha in gestione , per grazia ricevuta, l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti. Ma non sta affatto così e, se anche fosse, agli utenti spetterebbe ben altro che gli aumenti tariffari. Per prima cosa la media degli incrementi tariffari riportata nel Piano Economico Finanziario di qui al 2027 è dell’1,5% per anno, ovvero il 50% in più di quanto pomposamente annunciato dai maggiorenti di Nuove Acque con gran gaudio dell’Assessore del Comune di Arezzo Sacchetti e del Sindaco di Foiano della Chiana Sonnati.

In secondo luogo c’è da chiedersi chi mai possa , oggi, garantire a cittadini e utenti che nei prossimi anni non ci saranno aumenti delle tariffe maggiori di quelli annunciati, come invece l’esperienza del passato insegna?

E comunque la verità non detta è che quest’anno , senza la furbata dell’inserimento nel piano tariffario di 21.880.000 di euro per indebiti conguagli, le tariffe anziché aumentare dell’1,4% dovevano diminuire del 10% .

In egual misura sarebbero dovute calare le tariffe del biennio passato e parimenti diminuire quelle degli anni a venire. In sostanza gli utenti di Nuove Acque si devono sobbarcare il carico di una bidonata da 22 milioni di euro grazie all’atteggiamento assenziente dei Sindaci del territorio ( escluso quello di Sansepolcro) che nel luglio 2016 o non si accorsero o non capirono né la portata né l’illegittimità della patacca inserita nella proposta di delibera per l’approvazione della predisposizione tariffaria 2016-2019 con annessi e connessi, ivi compreso l’assenso all’estensione della concessione a Nuove Acque fino al 2026 e oltre.

Becchi e bastonati : I cittadini oltre ad aver dovuto sopportare per oltre un decennio (2000-2011) di pagare tariffe superiori del 30% il limite di prezzo fissato dalla legge, sono ora chiamati a sborsare, un tot all’anno, ulteriori 22 milioni di extracosti tariffari per soddisfare la pretenziosa richiesta del gestore di poter incamerare questi soldi a fronte di pretestuosi quanto ingiustificati conguagli .

Questi sono gli importi, anno per anno, dell’indebito onere caricato in bolletta: 2016 = € 657.544; 2017 = € 3.073.471; 2018 = € 5.042.044; 2019 = € 4.514.212; 2020 = € 3.522.769; 2021= € 2.524.131; 2022 = € 1.600.000; 2023 = € 819.235; 2024= € 96.138; 2026 = € 30.526; TOTALE € 22.879.800 Per quanto ci riguarda agiremo in ogni sede opportuna per far valere il diritto dei cittadini a non esser considerati polli da spennare. 

Comitato Acqua Pubblica Arezzo – presidente Gianfranco Morini