Glauco Mauri e Roberto Sturno in scena al Teatro Petrarca

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Martedì 12 e mercoledì 13 marzo i due attori diretti da Matteo Tarasco presentano “I fratelli Karamazov”, di Fëdor Dostoevskij

Con un appuntamento imperdibile che vede protagonisti due fra i massimi interpreti del teatro italiano, martedì 12 e mercoledì 13 marzo al Teatro Petrarca prosegue la stagione teatrale voluta dalla Fondazione Guido d’Arezzo, insieme alla Fondazione Toscana Spettacolo onlus e al Comune di Arezzo: Glauco Mauri e Roberto Sturno, diretti da Matteo Tarasco portano in scena uno dei capisaldi della letteratura russa, “I fratelli Karamazov”, l’ultimo romanzo di Fëdor Dostoevskij.

Ambientata nell’Impero Russo di fine Ottocento, la vicenda si sviluppa attorno ai membri della famiglia Karamazov, ai loro feroci conflitti nel cui contesto matura l’assassinio di Fëdor, il capofamiglia, e al conseguente processo nei confronti di Dimitrij, il figlio primogenito accusato del parricidio. Con il rigore di un giudice istruttore, lo scrupolo di uno scienziato e l’insistenza di un investigatore si narra una storia assoluta, spietata, estrema, senza margini di riscatto, senza limiti, un duello tra uomini completamente sopraffatti dai nervi e avvinghiati in un ineludibile legame economico. È il dramma spirituale che scaturisce dal conflitto morale tra fede, dubbio, ragione e libero arbitrio.

“Per ben due volte – dichiara Glauco Mauri – la nostra compagnia ha raccontato Dostoevskij. Due assoluti capolavori: “L’idiota” e “Delitto e castigo”. Dostoevskij, Shakespeare e Beckett sono stati i tre grandi autori che mi hanno aiutato a tentare di capire la vita: la immensa tavolozza dei colori dell’animo umano di Shakespeare, la tragedia del vivere che diventa farsa e la farsa del vivere che diventa tragedia di Beckett e Dostoevskij che mi ha fatto capire la magnifica responsabilità che ha l’uomo di comprendere l’uomo. Dostoevskij non giudica mai: racconta la vita anche nei suoi aspetti più negativi con sempre una grande pietà per quell’essere meraviglioso e a volte orrendo che è l’essere umano. La famiglia Karamazov devastata da litigi, violenze, incomprensioni, da un odio che può giungere al delitto, oggi come oggi appare, purtroppo, un esempio di questa nostra società così incline all’incapacità di comprendersi e di aiutarsi. Anche il sentimento dell’amore spesso viene distorto in un desiderio insensato di violenza. Così sono i Karamazov – Così siamo noi? Ma Dostoevskij è un grande poeta dell’animo umano e anche da una terribile storia riesce a donarci bellezza e poesia”.

“I fratelli Karamazov – afferma il regista Matteo Tarasco – è un romanzo cupo e disperato, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos. Fëdor Dostoevskij ci conduce in un viaggio negli abissi oscuri dell’animo umano, descrivendo un mondo che perde i suoi referenti culturali e svilisce i valori etici più profondi, un mondo ove l’interesse personale diviene la mozione primaria d’ogni atto, ove trionfa il soddisfacimento sfrenato del desiderio. Proprio per questo ci sembra necessario rileggere e mettere in scena il capolavoro di Dostoevskij che ci restituisce il coraggio di essere nuovamente eloquenti e profondamente umani”.

In scena, in ordine di entrata: Paolo Lorimer, Pavel Zelinskij, Glauco Mauri, Roberto Sturno, Laurence Mazzoni, Luca Terracciano, Giulia Galiani, Alice Giroldini. Scene Francesco Ghisu, costumi Chiara Aversano, musiche Giovanni Zappalorto, luci Alberto Biondi. Una produzione Compagnia Mauri Sturno – Fondazione Teatro della Toscana.