CGIL, CISL, UIL. SUL PERSONALE CI ASPETTIAMO DATI REALI E RISPOSTE RAGIONEVOLI

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Il 20 marzo nuovo incontro con l’azienda

Arezzo –  E’ un coro unanime quello di CGIL, CISL e Uil nel sottolineare che l’incontro dello scorso 20 febbraio non è certamente esaustivo pur tuttavia è da ritenere un primo punto di partenza. La questione riguarda la mancanza di personale all’interno dell’area vasta che da anni sta compromettendo in maniera considerevole tutta la gestione. E’ da tempo, proseguono Marco Vitelli della FP Cgil, Luciana Lapi della FP Cisl e Marcello Ricci della FPL UIL, che la questione non viene affrontata con il dovuto rispetto, sia verso gli operatori sanitari costretti a carichi di lavori davvero eccessivi, sia verso l’utenza al quale è rivolto il servizio.

Sui numeri promessi per fronteggiare l’emergenza, sottolineano i rappresentanti delle tre OOSS,

dobbiamo avviare un tavolo di confronto serio e concreto per analizzare le esigenze dei servizi.

Mentre noi ribadiamo che sia necessario una verifica costante per avere sotto controllo il quadro della situazione visto le molte variabili a cui è soggetto il comparto. Ci riferiamo alle lunghe malattie, alle maternità, ai permessi104, alle lunghe assenze e pensionamenti quota 100 tutte situazioni che nel loro verificarsi comportano una riduzione di personale non ponderabile e né prevedibile, ma che va a compromettere la gestione del lavoro e dei turni. Da qui la necessità di una verifica in itinere e dell’apertura di servizi.

La nostra preoccupazione per la carenza di personale non è di oggi. Il fabbisogno è completamente cambiato ci sono molti servizi essenziali in sofferenza; il territorio è uno dei settori da implementare con personale che assicuri quella assistenza necessaria e professionale che oggi si fatica a dare se non grazie allo buona volontà  e allo spirito di servizio del personale.

Ora, concludono Vitelli, Lapi e Ricci, siamo in attesa del prossimo incontro che si terrà il 20 di marzo. Incontro che dovrà fornirci certezze come i dati reali e risposte ragionevoli per evitare che il passo successivo non si trasformi in azioni che, in tempi non molto lontano, abbiamo già intrapreso