Soprintendenza: gli architetti aretini scrivono al Ministro Bonisoli

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Giorgeschi: “Arezzo deve avere una Soprintendenza con una sua dirigenza e un ampliamento di competenze amministrative e tecniche”

L’Ordine degli Architetti Paesaggisti e Pianificatori della provincia di Arezzo ha inoltrato giorni fa, una lettera al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella quale la presidente Antonella Giorgeschi ha evidenziato le criticità dell’organizzazione della Soprintendenza derivanti dallo spostamento della sede a Siena. Alla base della richiesta avanzata al Ministro Alberto Bonisoli e recapitata per conoscenza al Direttore Generale Servizio Archeologia Belle Arti e Paesaggi, Gino Famiglietti e al Segretario Generale del Mibac, Giovanni Panebianco, ci sono le difficoltà operative alle quali gli architetti hanno dovuto far fronte in questi anni.

“Sono passati cinque anni – ricorda la presidente Antonella Giorgeschi – da quando è stata disposta la soppressione della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici della provincia di Arezzo. Una Soprintendenza storica, esistente dalla metà degli anni Sessanta, e che aveva competenza mista, con cinque musei. La riforma ha portato all’accorpamento della Soprintendenza di Arezzo con quella di Siena e Grosseto con a capo un unico Soprintendente e con un territorio vasto che complessivamente è pari a metà della Toscana”. Come se non bastasse si sono aggiunti gli effetti del DM gennaio 2016 con il quale sono state sciolte le Soprintendenze Archeologiche, attribuendo le competenze della Soprintendenza Archeologica Toscana alle Soprintendenze Belle Arti e Paesaggio presenti sul territorio toscano. Un percorso che ha avuto ricadute sul territorio aretino e sul lavoro degli architetti tanto da spingere il presidente Antonella Giorgeschi a scrivere al ministro motivando anche le ragioni della richiesta. “L’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Arezzo – si legge nella lettera inviata a Roma – ritiene necessario portare all’attenzione le numerose problematiche, che ultimamente si fanno sempre più impellenti e che sono legate agli effetti delle suddette riforme: forti sono i disagi per i nostri iscritti e per gli utenti, sia pubblici che privati, che si rivolgono alla Soprintendenza, sia a causa dell’aspetto logistico, considerando che la sede istituzionale è Siena, sia a causa della conseguente sporadica presenza del dirigente nella sede e nel territorio aretino”.

“Tutto ciò – aggiunge Giorgeschi – fa emergere come la ex Soprintendenza di Arezzo sia stata fortemente sacrificata, valutando anche che i quattro funzionari-architetti della sede di Arezzo, prima destinati alla sola provincia aretina, oggi si trovano a coprire anche parte delle competenze territoriali delle altre due province, Siena e Grosseto”. Nella lettera al Ministro Bonisoli gli architetti hanno ricordato che “le uniche soprintendenze accorpate con altre strutture ministeriali nell’intero territorio nazionale, sono state Arezzo e Reggio Calabria utilizzando il principio, discutibile, basato sul fatto che si tratta di singole province, a differenza delle altre Soprintendenze che abbracciano più province, senza tener conto del fatto che, per quanto riguarda Arezzo, siamo in presenza di un territorio vasto in cui sono presenti importanti beni culturali, paesaggistici e archeologici, per cui un solo dirigente, in questa grande struttura, ha oggettive difficoltà a garantire la loro tutela e valorizzazione”.
“C’è quindi l’esigenza per Arezzo e per il suo territorio di tornare ad essere – conclude Giorgeschi – un centro di potere decisionale e strategico per meglio rispondere alle sfide future dell’economia, in cui i beni culturali rientrano di diritto come simbolo di attualità”.