Medicina nucleare, Lucia Tanti: “malati di tumore rimandati a casa ‘grazie’ ai ritardi della burocrazia regionale. Ora intervenga il difensore civico”

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“Estar contro un’eccellenza aretina. Medici bravissimi ma macchinari vecchi”

“È arrivato il momento di coinvolgere il difensore civico regionale affinché valuti tutti gli aspetti in merito alla lentezza della vicenda. Una figura di garanzia che confido prenda atto di un fatto inaccettabile: perché è tale quando un malato di tumore viene rispedito a casa per l’impossibilità di effettuare i controlli necessari. E io sul diritto alla salute dei cittadini aretini non transigo.

Il ritardo al quale mi riferisco, e per il quale avevo già lanciato l’allarme solo due settimane fa, è relativo all’acquisto da parte di Estar, il ‘braccio operativo’ della Regione Toscana per la gestione dei bandi e dei concorsi in ambito sanitario, di un macchinario aggiornato, fondamentale per le indagini sui tumori, utile a confermare la medicina nucleare di Arezzo quale reparto di eccellenza della sanità. Carattere che ha sempre avuto. Il primo macchinario è stato a suo tempo comprato dal Calcit, cioè dagli aretini per gli aretini.

Oggi, tale strumentazione segna il passo, inevitabilmente, ma segna il passo soprattutto la burocrazia regionale, a cui non bastano più di due anni per indire una gara. Proprio in queste ore sto ricevendo testimonianze di malati oncologici, anche in situazioni molto critiche, che non possono ricevere le dovute prestazioni. Dinanzi a simili lamentele ho dunque interessato il difensore civico regionale, dal quel mi aspetto un segnale concreto. La lettera che ho scritto la ritengo dai toni pacati e di buon senso. Quelli che non mi sento di usare verso chi ha reso intollerabile la situazione”.