Le promesse di ristoro ai truffati dalle banche: l’on. Zanettin attacca in aula i due vice premier

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E’ una farsa o una tragedia, la gestione delle promesse dei vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini sul Fondo Indennizzo?

L’on. Zanettin, lamenta di non aver ancora risposto alle richieste ufficiali (sue, di Forza Italia a cui si sono associati, poi, PD e LeU) di conoscere la data di ricevimento della lettera della Commissione Europea sul FIR, e le risposte eventualmente date ai chiarimenti richiesti, salvo far circolare indiscrezioni tramite un’agenzia di stampa con ciò eludendo gli obblighi parlamentari.

Ecco il resoconto stenografico integrale

… E passiamo ora alla farsa o alla tragedia – non so quale sia la definizione più confacente – del Fondo indennizzo risparmiatori truffati dalle banche, introdotto nell’ultima legge di bilancio. Partiamo innanzitutto dal giallo della lettera dell’Unione europea. La scorsa settimana la questione ha animato il dibattito di quest’Aula nel corso dell’esame del “decreto Carige”. Forza Italia, con chi parla primo firmatario, fin da subito, non appena le agenzie ne hanno resa nota l’esistenza, ha presentato un’interrogazione per conoscerne i contenuti e la data in cui era pervenuta al dottor Rivera.

Un unico sito di informazione locale, che risponde al nome di VicenzaPiù, ne aveva pubblicato degli stralci, da cui emergeva che il nostro Governo era invitato a rispondere ai rilievi formulati entro il 31 gennaio.

La scorsa settimana, nel corso del dibattito sul decreto cosiddetto Carige, il sottoscritto ha reiterato la richiesta affinché il Governo riferisse in merito, ed anche altri esponenti dell’opposizione hanno formulato analoghe istanze. Come certamente ricorderà, Presidente, il sottosegretario Villarosa ha preferito invece chiudersi in un assoluto e sdegnoso riserbo.

La informo, Presidente, che a fronte della reticenza e dell’opacità del Governo, considerata la grande rilevanza giuridica e politica del tema, Forza Italia giovedì della scorsa settimana, primo firmatario l’onorevole Brunetta, ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti ai sensi della legge n. 241 del 1990 e successive modifiche, per poter prendere visione ed estrarre copia ufficiale, con relativo timbro di protocollo, di detto documento, che fino ad allora nessuno aveva potuto vedere, se si escludono gli stralci pubblicati da VicenzaPiù. Siamo interessati in particolare a capire quando tale lettera è stata inviata al nostro Governo, e quando essa è pervenuta al MEF.

Nel frattempo, Presidente, ha avuto luogo un fatto gravissimo: una agenzia di stampa, PublicPolicy, del 14 febbraio scorso ha dichiarato di aver preso visione della lettera, e che la stessa è datata 29 gennaio 2019 con orario preciso, delle 17,21. La prego, Presidente, di prestare la massima attenzione, perché reputo quanto accaduto, Presidente, inaccettabile e meritevole di un fermo intervento da parte della Presidenza della Camera.

Non è possibile che il Governo, in totale spregio alle prerogative parlamentari e ai diritti dell’opposizione, da una parte ometta di rispondere agli atti di sindacato ispettivo, e dall’altro esibisca riservatamente ad un’agenzia di stampa il documento, affidando solo a questa fonte la risposta alle nostre legittime domande. È forse questa la centralità del Parlamento, della quale parlava il Presidente Fico nel suo intervento di insediamento? Perché si vuole umiliare questa istituzione democratica? O piuttosto si cerca forse di celare qualche inconfessabile verità?

La invito pertanto, Presidente, a segnalare al Presidente Fico questa grave scorrettezza, di cui il Governo si è reso protagonista nei confronti del Parlamento, invitandolo ad intervenire con la massima fermezza e rigore affinché il Ministro dell’economia e delle finanze venga al più presto in quest’Aula a rispondere agli atti di sindacato ispettivo da tempo presentati e a riferire in merito. Sono certo, conoscendo la sua sensibilità, Presidente, che vorrà immediatamente attivarsi.

Mi avvio alla conclusione, e mi domando infine cosa sono venuti a fare a Vicenza sabato 9 febbraio i Vicepremier Salvini e Di Maio. Non posso accettare l’idea che siano stati così sprovveduti da cadere nella trappola tesa da quell’abile capopopolo che corrisponde al nome di Luigi Ugone. Di fronte a migliaia di risparmiatori che stanno vivendo un dramma umano e sociale, in diretta TV trasmessa dalle emittenti locali hanno fatto promesse mirabolanti, che a distanza di soli pochi giorni si sono dimostrate parole al vento, il classico boomerang.

Ricordo a quest’Aula che il Vicepremier Di Maio in quell’occasione ha testualmente dichiarato: “In settimana saranno scritti i decreti attuativi e arrivano i rimborsi”. Invece la settimana scorsa è andata in onda l’ennesima beffa: giovedì scorso avete convocato al MEF le associazioni dei risparmiatori (vero, sottosegretario Villarosa?), ed avete consegnato loro delle bozze di decreto che non hanno alcun valore, ammettendo candidamente che i decreti attuativi, semmai verranno varati considerati i rilievi dell’Unione europea, slittano di mesi e i pagamenti non potranno essere erogati prima di dicembre.

Vede, sottosegretario, chi parla non si compiace certo per quanto sta accadendo, non “gufa” contro il Governo: sarei il primo ad applaudire questo Governo se davvero riuscisse a garantire un dignitoso ristoro ai risparmiatori.

E lo sa perché, sottosegretario? Vedo che gesticola. Come ho detto in quest’Aula anche in altre occasioni, sono un socio storico delle popolari, ho partecipato per quasi trent’anni a decine di assemblee degli azionisti, conosco i nomi e le storie di tanti, tantissimi di loro, e conosco i drammi umani e sociali che si celano dietro i crack di quelle banche; e proprio per questo, monta in me l’indignazione per quanto sta accadendo: state speculando meschinamente su quei drammi, giocate spregiudicatamente con le loro speranze per strappare un pugno di voti alle prossime elezioni europee, e questo mi fa ribollire il sangue nelle vene.

Siete consapevoli di aver fatto promesse irrealizzabili, di aver varato frettolosamente una normativa che fa acqua da tutte le parti, che in queste condizioni non siete in grado di varare alcun decreto attuativo. Fate allora un gesto di coraggio e di verità: ammettete di aver sbagliato, confrontatevi con spirito costruttivo con l’Europa, fatevi guidare dal dottor Rivera, che è persona competente ed un tecnico capace, modificate per quanto necessario il FIR; forse così i risparmiatori vi perdoneranno.

Ma vi prego, non prendete più in giro i risparmiatori veneti, che sono brave persone e gran lavoratori, e che non meritano proprio di essere truffati dal Governo, dopo essere stati truffati già dai banchieri. I veneti sono pazienti, ma hanno anche una buona memoria, e non dimenticheranno chi li ha imbrogliati…