Sulle subordinate, il Corriere della Sera si scaglia contro i dipendenti

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Un forte e duro attacco del Corriere della Sera ai dipendenti di quella che era BancaEtruria, da più di un anno confluita in UBI Banca.

Si parla sempre della vendita delle obbligazioni subordinate e si continua a scaricare tutte le responsabilità sui lavoratori, potremmo dire “sull’ultima ruota del carro”.

Così, a tutela dell’immagine dei colleghi, nel replicare – da semplici sindacalisti locali – ci tocca sottolineare cose da noi dette e ridette.

  1. Nei momenti della loro vendita alla clientela, le obbligazioni subordinate erano prodotti “ordinari” in tutte le banche medie e grandi, prodotti che sono diventati improvvisamente pericolosi solo all’emanazione (domenica 22 novembre 2015) del decreto di “risoluzione” di BancaEtruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. In quello stesso anno, si calcola che ve ne fossero in circolazione nel sistema bancario alcune decine di miliardi di euro, a fronte dei 147 milioni della banca aretina e 329 nel totale delle quattro banche coinvolte; in pratica, l’1% del sistema. Chi e come, nel sistema bancario e a maggior ragione tra i lavoratori, poteva immaginare un decreto di “risoluzione” che, alla luce dei precedenti e dei fatti successivi, si può definire un unicum normativo?
  2. Fino al decreto, le banche – seppur detto in modo molto semplice – non potevano fallire.
  3. Molti lavoratori – e familiari diretti – hanno perso, proprio come i clienti, le loro obbligazioni subordinate.
  4. Non erano previsti premi ai lavoratori per la vendita delle subordinate.
  5. La loro emissione era avvenuta con la supervisione della Consob e della Banca d’Italia, un’istituzione molto presente in via Calamandrei, come troppo poco viene ricordato.

Pur presi nella tempesta degli attacchi ai lavoratori, abbiamo sempre rifiutato la logica della “guerra tra poveri”, quella tra i dipendenti e i clienti, i nostri clienti; una guerra che ha efficacemente distolto lo sguardo dell’opinione pubblica da ben altre e ben più alte responsabilità, vedi Roma o Bruxelles.

La FABI, il primo sindacato in Italia tra i bancari, è stata, è e sarà sempre a fianco dei lavoratori della ex BancaEtruria.

Fabio Faltoni – Fabi Arezzo