“I morti della storia, e dei totalitarismi, hanno identica dignità”

0

Fossi stato uno studente avrei accolto di buon grado l’invito del sindaco Ghinelli a partecipare al Giorno del Ricordo come omaggio agli italiani morti nelle foibe o costretti all’esodo dai territori giuliano-dalmati. La sua lettera alle scuole avrebbe suscitato la mia approvazione.

Ma poi sarei andato in segreteria e avrei chiesto se analoga missiva era stata spedita in occasione del 27 gennaio. Perché mi sarei aspettato analogo invito per la Giornata della Memoria. Oppure, che analoga riflessione fosse sollecitata per celebrare le vittime dei totalitarismi. Tutti. Compreso quello fascista. Che in merito alle morti di innocenti se ne intende: da Gobetti, a Gramsci, a Matteotti, ai fratelli Rosselli, alle fosse ardeatine. Agli ebrei che in virtù delle leggi razziali italiane furono poi lasciati alla mercé nazista.

Andiamo insieme, sindaco, nelle scuole, a raccontare che i morti della storia hanno la medesima dignità e meritano la stessa commemorazione. E aiutiamo i ragazzi a comprendere che il passato può ritornare e che la pace è l’unico obiettivo che si rinnova ogni giorno. La guerra inizia dividendo gli uomini tra bianchi e neri o europei e africani.

Matteo Bracciali