I Negrita sul palco dell’Ariston

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I Negrita non nascondono l’allegria mentre spiegano ai giornalisti i motivi della decisione di tornare a cantare al teatro Ariston per festeggiare i 25 anni insieme.

“Prima di tutto – hanno detto – siamo in un periodo articolare e c’erano dei pezzi che ci ispiravano così abbiamo detto: cambiamo direzione”.

“Poi abbiamo valutato  che già l’anno scorso il Festival di Sanremo ha mandato dei segnali positivi al mondo della musica, ci avevano chiamato ma avevamo altri impegni. Quest’anno abbiamo detto sì: Baglioni ci ha convinto.  L’edizione dell’anno scorso è stata bella, secondo noi dovuto al fatto che Baglioni è un collega. Il festival ha sempre badato ad altre cose, puntando sui cavalli sicuri televisivi e raramente rappresentava la trasversalità della musica italiana, questa volta invece c’è questo rinnovato coraggio e ci fa molto piacere”.

L’era delle edizioni “loffie” è parsa archiviata, perciò, avendo un bel pezzo come I ragazzi stanno bene con Pau e Mac hanno deciso di ritentare.

«Che sapore ha la felicità?» Cantano i Negrita. La band storica (una delle quattro in gara con Ex-Otago, Boomdabash e Zen Circus) festeggia venticinque anni di carriera e la felicità è anche andare a Sanremo e proporre I ragazzi stanno bene. Il brano raccontato dalla voce di Drigo, per cui la felicità è anche aver ritrovato le sue amate e preziose chitarre che gli erano state rubate a Natale.

Una storia di ragazzi di provincia che, partendo da Arezzo, hanno girato il mondo Rotolando verso Sud, passando dalle cantine in cui erano conosciuti come gli Inudibili, fusione di vari gruppi aretini, in cui mischiando la new wawe di Pau e Mac con il rock e il blues alla fine sono nati i Negrita. Nome che omaggia i Rolling Stones e la loro Hey Negrita.