Vergogna E45. ANAS era già al corrente dei problemi

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Il provvedimento di sequestro preventivo è stato disposto dal gip di Arezzo Piergiorgio Ponticelli. In base a quanto appreso la richiesta del procuratore capo di Arezzo si basa sulle valutazioni della commissione di tecnici – composta dagli ingegneri Fabio Canè e Antonio Turco – sullo stato di logoramento di un pilone del viadotto, con possibili rischi sulla tenuta legati a un eventuale sovraccarico di traffico, in particolare di quello pesante. La verifica è stata disposta nell’ambito dell’inchiesta nata in seguito alla frana che aveva interessato la piazzola di sosta a Pieve Santo Stefano e dopo che un ex poliziotto aveva segnalato, con foto postate anche su Facebook, l’usura del pilone in cemento armato del viadotto, con il ferro a vista. La procura ha così deciso di inviare i carabinieri per un sopralluogo e poi di affidare una consulenza a Canè e Turco, gli ingegneri che avevano già certificato il cattivo stato di manutenzione nella zona del crollo della piazzola.

Secondo ANAS la situazione non è però così drammatica

La società spiega che “studi e analisi effettuati saranno inviati alla procura per valutare la riapertura” del ponte ritenuto a rischio cedimento.

Il viadotto Puleto sulla E45, al confine fra Toscana e Romagna, “presenta alcuni ammaloramenti nel sistema di appoggio, nei giunti e nei cordoli laterali e un degrado superficiale sulle pile e le spalle, che tuttavia non ne pregiudicano la transitabilità”.

Lo scrive l’Anas in una nota, che fa il punto della situazione sul ponte ritenuto a rischio collasso dalla commissione di tecnici incaricata dal procuratore di Arezzo Roberto Rossi. Ieri i tecnici Anas hanno lavorato fin dal mattino per limitare i disagi, visto che un intero comprensorio è rimasto senza una viabilità alternativa idonea.

“Allo scopo di ripristinare gli elementi strutturali ammalorati”, aggiunge Anas, nei mesi scorsi è stato “progettato e appaltato un intervento di manutenzione straordinaria per l’adeguamento sismico e strutturale del valore di circa 2,5 milioni di euro”. La società spiega che “i lavori sono stati consegnati a dicembre e le attività di cantierizzazione per l’avvio dei lavori sono già in corso”. Anas aggiunge che il viadotto è “sotto monitoraggio da tempo” e le indagini e gli studi effettuati “saranno forniti alla procura di Arezzo, al fine di valutare una possibile riapertura dell’opera, eventualmente con limitazioni al traffico”.

Aperto un fascicolo contro ignoti

Alla procura di Arezzo c’è un fascicolo, contro ignoti, per omissione di lavori in costruzioni che minacciano rovina. L’inchiesta è partita dalla segnalazione di un ex poliziotto sulle condizioni di un pilone, fatta subito dopo il cedimento di una piazzola della E45 dell’11 febbraio 2018. Foto documentano gravi crepe e materiale ferroso che usciva dal pilone.

La viabilità alternativa

Operai e dirigenti Anas hanno lavorato in forze per trovare una viabilità alternativa che, per le pessime condizioni della vecchia Tiberina 3bis, dovrà per forza basarsi su tragitti autostradali (A1 e A14) o valichi montani. La chiusura del viadotto ha provocato reazioni. Dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit) dicono che “il ministro Toninelli sta seguendo con attenzione la gestione della chiusura della statale 3bis Tiberina (E45)”, e che anche “al ministero risulta che il viadotto fosse sotto monitoraggio da parte di Anas, non a caso i lavori di manutenzione sono stati avviati a dicembre”.

Le preoccupazioni degli amministratori locali

Gli amministratori locali hanno espresso preoccupazione per le conseguenze della chiusura del viadotto. L’assessore regionale alla viabilità Vincenzo Ceccarelli denuncia il rischio isolamento della Valtiberina. Amarezza per il sindaco di Pieve S. Stefano Albano Bragagni: “Di esposti e segnalazioni in procura ce ne sono valanghe, dobbiamo ringraziare le amministrazioni provinciali e regionali se siamo arrivati a tanto. Se non c’è viabilità alternativa, non è un caso, c’è stata una volontà di fare questo”. Per il sindaco di Bagno di Romagna (Forlì Cesena) Marco Baccini “la sicurezza è la prima cosa, ma per il nostro territorio i disagi sono enormi. Basti pensare che ogni giorno 200 ragazzi di Bagno e di S.Piero devono raggiungere Pieve, Sansepolcro e Città di Castello”.

Le preoccupazioni del sindaco Santucci

In realtà una viabilità alternativa esiste, anche se non citata nei comunicati ufficiali. E’ quella rappresentata dalle strade comunali, che da ben prima della E45, collegano i centri abitati in corrispondenza dei quali sono stati creati gli svincoli di uscita. E’ facile immaginare che chi percorre quelle strade, ne sia già a conoscenza.

Evidentemente preoccupato è il sindaco di Badia Tedalda, Alberto Santucci, che si è rivolto all’Anas, perchè già da oggi molti mezzi pesanti stanno utilizzando la strada comunale Valdazze-Arsicci per andare a Pratieghi (o venire da Pratieghi) e così facendo in poco tempo quella strada comunale, già messa male di suo, sarà distrutta. Inoltre la strada non è dimensionata per l’incrocio di grandi camion e in aggiunta da sabato le previsioni minacciano neve.

Già a fine agosto lo stesso Santucci aveva scritto personalmente a Toninelli. Ma, lamenta il sindaco, a quella lettera non ho ricevuto neppure un segno di risposta.

“Nel frattempo – scrive sempre il sindaco Santucci – valuterò se emettere ordinanza di limitazione transito”.