AREZZO, NUOVI ORIZZONTI DELL’AGRICOLTURA ALLA LUCE DELLA LAUDATO Sì

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Il Direttore Rossi è intervenuto all’incontro promosso dalla Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro dedicato all’enciclica di Papa Francesco “Laudato Sì” L’agricoltura oggi non è solo un’attività produttiva ma un universo di risorse, di cultura e di tradizioni con prodotti e servizi alla persona di grande qualità

“Siamo fatti di terra. Siamo radicati nella terra. Sulla terra costruiamo la nostra vicenda e storia personale, famigliare e sociale, dei suoi frutti ci nutriamo e ad essa ritorneremo. Amare la terra significa rispettarla, non inquinarla, lasciarla vivere. Conoscere la terra è conoscere la nostra identità, è comprendere meglio noi stessi e il ritmo della nostra vita scandito dall’alternarsi delle stagioni, dalla luce, dall’aria, dall’acqua, dai suoi prodotti” così il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi ha aperto il suo intervento durante il convegno promosso dalla Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro che si è tenuto ad Arezzo presso la sede del Seminario Vescovile e che aveva come titolo la “Laudato Sì” di Papa Francesco, con una riflessione rivolta ai diritti dei bambini a tre anni dall’enciclica.

Al centro della riflessione della giornata di studio il tema della cura del creato e dello sviluppo integrale indicate come unica via d’uscita alla cultura dello scarto.

“Il lavoro della terra è il più antico, il più necessario, il più diffuso nel mondo. Chi lavora i campi più di ogni altro serve la terra, perché la rende più vivibile, più amabile, più rispettata. E’ l’agricoltore che conosce la sua terra, le sue piante, i suoi animali, che custodisce il presente e il futuro delle nostre campagne – ha affermato il Direttore – la sfida è grande: la società è chiamata a rilanciare la condivisione del “bene terra”, e a e vitare un modello di sviluppo incentrato sulla crescita dei consumi e sugli sprechi delle risorse. La riscoperta dei valori locali ed etici, il rilancio di azioni partecipative e l’acquisizione di nuovi modelli sostenibili, diversificati e multifunzionali, porta a considerare l’importanza delle imprese agricole animatrici di prossimità e di beni relazionali.

Coldiretti è sempre stata vicina alle sollecitazioni del magistero della Chiesa, con un’idea di crescita e di sviluppo inclusiva e solidale, con al centro l’impresa agricola, come comunità di persone che abitano dentro il territorio.

“L’agricoltura oggi non è solo un’attività produttiva ma un universo di risorse, di cultura e di tradizioni con prodotti e servizi alla persona di grande qualità. Il sostegno ad una imprenditorialità diffusa, familiare e in rete, il legame con il territorio, la cultura e la sua storia, il paesaggio e le tradizioni alimentari, la centralità del vincolo/principio della sostenibilità, il dialogo intergenerazionale e con i consumatori, è un orizzonte interno al dialogo alla Laudato Sì – ha precisato poi il Direttore Rossi “La Coldiretti ha saputo costruire un progetto per l’agricoltura italiana presentandosi come forza amica del Paese, non solo strategica ma anche sociale e culturale, soggetto attivo e fermento del cambiamento”.

La nuova Coldiretti oggi infatti interagisce con la società, con il territorio, con le istituzioni a beneficio del bene comune nel solco della migliore tradizione legata al Cristianesimo sociale, facendosi carico del presente e del futuro dell’agricoltura.

Quali sono quindi i nuovi orizzonti dell’agricoltura alla luce della Laudato Sì?

“Etichettatura e tracciabilità del prodotto, prevenzione dello spreco e consumo consapevole, sicurezza alimentare, educazione alimentare ed ambientale, agricoltura sostenibile e agricoltura sociale. Viviamo in un momento storico denso di possibilità, che sono straordinarie, ma che necessitano di un sicuro e stabile orientamento etico. Di fronte a una crescente crisi di identità, sempre più lontana dalle proprie radici, la “civiltà contadina” propone la sua visione che fa del lavoro agricolo un fatto di umanità, di cultura e di socialità – ha puntualizzato Rossi – il mondo dell’agricoltura ha un ruolo fondamentale, non solo per ciò che produce, ma anche per ciò che rappresenta nella società civile con il suo patrimonio positivo legato ai principi di sussidiarietà e di solidarietà. Stiamo registrando una nuova “primavera” per l’agricoltura italiana – si è poi avviato a concludere il Direttore –  con un impegno rinnovato, indispensabile per guardare avanti e sostenere le nuove generazioni. Anche il Santo Padre nella recente assemblea annuale Coldiretti ha voluto far pervenire il suo incoraggiamento perché “i coltivatori diretti continuino ad offrire il proprio specifico contributo per il progresso integrale della società, fondato sulla centralità della persona umana, sulla tutela della famiglia, sulla crescita economica, improntata alla solidarietà e posta al servizio della collettività, seguendo il fondamentale insegnamento proposto dalla dottrina sociale della Chiesa”.