Monte San Savino: le elezioni certificano una situazione complessa e tutt’altro che fluida

0

Personalmente non sono rimasto stupito dal risultato delle elezioni a Monte San Savino. Se paragonata con i sondaggi e soprattutto con le elezioni precedenti, la vittoria della destra savinese ha un retrogusto abbastanza amaro.

Per chi fosse di memoria corta, voglio ricordare il risultato di un anno e mezzo fa, in occasione delle elezioni regionali, quando la candidata della Lega incassò 2.252 voti pari al 54% dei consensi espressi. Un calo di quasi mille preferenze (o del 20% dell’elettorato poco cambia) se si rapportano alle attuali comunali. Un campanello di allarme per chi si sia convinto di avere in mano il paese, che sarebbe bene non sottovalutare.

Se il PD pensava di recuperare in poco più di un anno, si faceva grosse illusioni, ma le elezioni comunali ci consegnano un elettorato meno radicato di quanto si immagini.

I soli 70 voti di scarto del terzo classificato rispetto al vincitore, sono lo specchio di un elettorato in cerca si di cambiamenti, ma che non ama avventure. Cambiamenti che il PD proprio non riesce ad interpretare, attorciagliato inestricabilmente intorno a se stesso e ad una visione di un politica ormai novecentesca.

La lista centrista di Valdambrini, ha scompaginato più di una previsione, ma se Monte al Centro è quasi sicuramente la causa della perdita di quelle mille preferenze a destra, è pur vero che la lista degli “utili idioti” di sovietica memoria, ha sottratto quelle 12 preferenze che sono mancate al centro sinistra. La sinistra comunista ha ormai abbracciato il nichilismo politico, di stampo stalinista, che tanto mi ricorda il sostegno dell’ex colonnello del KGB ai nazionalisti europei.

Il grande equilibrio tra le forze in campo, dovrebbe consegnarci un governo della città consapevole che la maggioranza dei savinesi è altrove. Queste sono le regole della democrazia e vanno rispettate con scrupolo, ma chi governa con queste regole, dovrebbe farlo cum grano salis. Sarà così?