Fabrizio non soffre più.

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Lo sapeva, lo aveva detto, ma dispiace tanto ugualmente.
Fabrizio Beoni, architetto, è stato per anni una colonna dell’urbanistica del Comune di Arezzo. Per me, anche e soprattutto la persona che avevo conosciuto nel 1975 quando fresco studente del liceo scientifico- utilizzando le scale che collegavano il mio istituto al geometri- andai a trovare la classe di mio fratello, fra i cui componenti anche Fabrizio; ci eravamo nuovamente incontrati quando scelse me per far realizzare il materiale fotografico necessario alla sua tesi. Poi ci eravamo quasi persi, ritrovandolo nell’ambito della commissione che sette anni fa elaborò il piano di eliminazione delle barriere architettoniche per la città di Arezzo; una situazione che sentiva vicina a causa dei seri problemi di salute che lo avevano interessato.
Diabete e non solo, chi gli era rimasto vicino tramite social aveva contezza delle difficoltà ed il destino che lo aspettava. Proprio pochi giorni fa le sue parole dall’ospedale erano state dolorosamente schiette. Sono fra i molti che non è riuscito a offrirti la propria vicinanza di persona, sono sicuro che in molti adesso sapranno rimediare. Lo meritavi, Fabrizio. Il mio cordoglio ai tuoi cari.