Cortona: beni pubblici in rovina mentre si incrociano le carte bollate

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Prendiamo atto delle dichiarazioni pubbliche che l’amministrazione Comunale ha scelto di fornire a mezzo stampa sul contenzioso avanzato nei confronti della società sportiva dilettantistica «Tennis Club Cortona» e ci teniamo a raccontare, con altrettanta trasparenza e correttezza, come stiano realmente le cose.

La Piscina Monti del Parterre è nata nel 2004, grazie all’esborso di 20 soci, gran parte cortonesi, che hanno deciso di esporsi in prima persona, senza alcuna velleità imprenditoriale, per regalare alla città uno spazio ludico ricreativo che mancava e che da tempo era richiesto. Il complesso sorge oggi in un’area che era totalmente abbandonata, e consta di una piscina con solarium, spogliatoi, di un locale ristoro e di un anfiteatro. I 20 soci hanno avviato un percorso di project financing con il Comune di Cortona, totalmente senza scopo di lucro, costato oltre 1 milione di euro. Proprio da contratto, tra l’altro, ogni euro che sarebbe stato originato da introiti sarebbe stato reinvestito nel complesso senza arrivare in tasca di alcuno. In questi anni, non solo il debito per la sua costruzione è stato interamente saldato dai soci, ma la società ha dovuto fare fronte a numerose e difficili vicissitudini (sia di natura gestionale sia strutturale). Nonostante tutto, anche con enormi sacrifici personali, è sempre stato trovato il modo di tenere, ad ogni stagione estiva, la struttura aperta per permettere a cortonesi e stranieri di beneficiarne.

Purtroppo la parola fine l’ha scritta l’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Dopo una stagione di chiusura forzata la società, nel 2020, ha deliberato la sua messa in liquidazione per mancanza di energie personali e di risorse economiche per continuare a provvedere alla struttura. Nel contempo ha chiesto la restituzione anticipata del bene al Comune di Cortona rispetto all’ordinario termine della convenzione (fissato a maggio 2023), nella certezza che gli amministratori sarebbero stati in grado di darla in gestione a società affidabili, che per altro già si erano fatte avanti in tal senso con lo stesso ente.

Un passo che è stato considerato necessario per non distruggere quanto di bello era stato realizzato. Abbiamo atteso mesi prima che il Comune ci rispondesse e intanto la struttura, non aveva più manutenzione. Solo a maggio 2021, a stagione estiva praticamente alle porte, l’amministrazione ha fatto un primo sopralluogo. Poi più nulla fino a fine ottobre 2021 quando la società è stata convocata per sentirsi dire che il Comune non avrebbe ripreso il complesso se non fosse stato sistemato a dovere. 50 mila euro il computo della manutenzione richiesta alla società che, a chiare lettere, aveva già spiegato un anno prima, l’impossibilità di non poter più provvedere al bene. Quello che ci dispiace è che le lungaggini che l’amministrazione ha generato, non hanno permesso all’ente di cogliere nel 2021 opportunità di finanziamenti a fondo perduto che Regione e Europa avevano messo a disposizione per il ripristino di impianti sportivi (come il complesso Monti del Parterre è). Nel contempo, ha contribuito a far si che il bene si depauperasse maggiormente.

Cogliendo le parole che lo stesso Sindaco Meoni ha usato nel suo comunicato stampa, non si è comportato esattamente come “buon padre di famiglia”, non tutelando a dovere un bene che è e resta pubblico.

Oggi si è preferito lo scontro a carte bollate, piuttosto che trovare una qualunque opportunità (anche a costo zero) per riconsegnare alla cittadinanza l’unica piscina comunale all’aperto.

Siamo fiduciosi che l’amministrazione raccolga meglio le idee e possa addivenire ad una conclusione diversa della vicenda.

A noi resta la certezza che abbiamo pagato esclusivamente a titolo personale, senza contributi da parte di nessuno e senza alcun onere a carico della collettività, un’opera che oggi doniamo ai cortonesi che potranno continuare a beneficiarne, speriamo sempre con lo stesso apprezzamento dimostrato fino ad ora.