Consiglio Comunale 26 maggio 2022

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Interrogazioni

Dopo il ringraziamento del sindaco a questura, prefettura e polizia municipale per la “brillante operazione che ha condotto all’arresto di un numero cospicuo di giovani coinvolti in gravi reati perpetrati a danno dei loro coetanei”, la prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Marco Donati sulla messa in mora del Comune di Arezzo da parte della Fraternita dei Laici a seguito di un credito pregresso vantato dalla seconda nei confronti del primo. “Il bilancio della Fraternita accusa una sofferenza importante e lo attestano le relazioni degli ultimi anni che accompagnano il documento contabile. Ad aggravare la situazione hanno contribuito i 50.000 euro elargiti alla fondazione Guido d’Arezzo. Chiediamo chiarimenti sia sulla messa in mora sia sul futuro di Fraternita”.

“Quello che posso dire come prima cosa, anche per tranquillizzare tutti – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – è che i patrimoni immobiliari, materiali e immateriali di Fraternita non risultano depauperati e che le condizioni sono floride. In secondo luogo, è opportuno ricordare che parliamo di un’azienda pubblica di servizi alla persona, ovvero di un soggetto senza fini di lucro, che svolge attività in settori che non generano profitto, come il sociale e la cultura, e che per questo mette a reddito il proprio consistente patrimonio con, ad esempio, affitti o compravendite. Certamente occorre tenere alta l’attenzione ma le scelte compiute dall’attuale magistrato restituiscono tranquillità. La stessa legge istitutiva delle Asp recita inoltre che un’azienda pubblica di servizi alla persona è un soggetto giuridico dotato di autonomia tecnica, contabile e gestionale. Da quest’ultima premessa, concludo che, seppur in una partnership consolidata che ha trovato nella fondazione Arezzo Comunità ulteriore dimostrazione, le iniziative di Fraternita sono concordate in maniera informale senza che il sindaco o la giunta intervenga direttamente. L’amministrazione comunale, in virtù di questo principio di autonomia, non può e non vuole interferire”.

Nello specifico della messa in mora, l’assessore Alberto Merelli ha ricordato come la vicenda dell’immobile oggetto del credito maturato da Fraternita “parte da molto lontano, fino a quando nei primi anni dieci del 2000 ha conosciuto un’empasse. La risposta sarà data in forma scritta proprio perché si tratta di ricostruire 40 anni di storia”.

Ancora Marco Donati ha chiesto chiarimenti sulla recente assemblea di Estra: “nel momento in cui l’amministratore unico di Coingas non vi partecipa è un passaggio importante. Chiediamo se il sindaco fosse stato a conoscenza di questa scelta, quali motivazioni l’amministratore avrebbe addotto, cosa è cambiato fra prima e seconda convocazione quando tutto sembra essere tornato nei ranghi”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “la mancata partecipazione di Franco Scortecci alla prima assemblea, riferita preventivamente a me e ad altri sindaci, è dovuta non tanto a una mera nomina ma è nata da una riflessione di carattere più generale che personalmente condivido. Da parte di Scortecci è stata soprattutto lamentata la non condivisione su una scelta importante, relativa all’avvicendamento di professionisti, che avrebbe impedito alla nostra componente territoriale, nel cda di Estra, di dare il giusto e opportuno contributo. Dopo di che è subentrato un chiarimento in merito, proprio con il presidente e amministratore delegato e questo ha indotto Scortecci a recarsi all’assemblea dei soci in seconda convocazione. La linea non valicabile, dunque, è il coinvolgimento di Arezzo nelle decisioni che riguardano la città e la provincia. Questo presupposto va assolutamente garantito, altrimenti il territorio ne uscirebbe leso nei suoi interessi. Possiamo anche porci la domanda sul perché queste circostanze accadano adesso. Perché sta prendendo corpo il progetto della multi-utility, con sponsor le due collettività di Firenze e Prato. Soggetto che, come noto, avrà a che fare con l’energia, oltre che con la gestione di altri servizi. Ancora il disegno non mi è chiaro ma il tema è, tornando alla tutela dei nostri interessi territoriali, la partecipazione alla governance e alle scelte strategiche di questa grande società. È chiaro che se nella futura compagine il Comune di Arezzo conterà per il 5% non potremo farlo e quindi questa eventualità va scongiurata”.

Michele Menchetti, Donato Caporali e Francesco Romizi hanno chiesto, con proprie interrogazioni, chiarimenti sull’impianto di San Zeno a seguito di quanto emerso dalla recente assemblea di Ato Toscana sud: “sarà dato corso al progetto attuale di potenziamento della linea esistente o prenderà vita una linea 2 da 75.000 tonnellate che servirà anche a smaltire rifiuti prodotti fuori dall’ambito provinciale o rifiuti speciali?”

L’assessore Marco Sacchetti: “la premessa è che stiamo parlando di un impianto integrato, autorizzato a gestire nel suo complesso il ciclo dei rifiuti, cercando di farlo con minori costi per i cittadini e garantendo il massimo del recupero di materia. Quando però è impossibile o diseconomico recuperare materia, e sottolineo che a oggi è molto più conveniente recuperare energia, le alternative sono solo due: discarica o termovalorizzazione. Attualmente non esistono tecnologie alternative. In questo quadro c’è il progetto di revamping per il passaggio della linea da 45.000 a 75.000 tonnellate e questo garantisce la gestione dei rifiuti di ambito. E sottolineo ‘ambito’ perché se Arezzo sta dentro a quest’ultimo deve ragionare in termini di sussidiarietà. Poi c’è il tema degli scarti: più raccolta differenziata abbiamo e più scarti ci sono e anche questi non spariscono ma vanno gestiti. È stata allora valutata la possibilità, da sottoporre a iter autorizzatorio, di utilizzare una linea per trattare anche gli scarti della raccolta differenziata prodotti sempre nell’ambito Ato Toscana sud”.

“È opportuno aggiungere – ha rilevato il sindaco Alessandro Ghinelli – che nel contratto di servizio che lega Ato Toscana sud e il gestore Sei Toscana, risalente al 2013, è contenuta una clausola nella quale si dà mandato al gestore stesso di realizzare due nuovi impianti: un termovalorizzatore da 200.000 tonnellate a San Zeno e un bio-digestore in un’altra zona dell’ambito. Questo diritto astratto è fonte di grande preoccupazione. Nel quadro di un contenzioso tra Aisa impianti e Sei Toscana, nato per ragioni diverse da quella di cui stiamo parlando, il gestore si è detto disponibile a rinunciare a questo suo diritto a condizione di conferire all’impianto esistente di San Zeno gli scarti della raccolta differenziata di provenienza dalla provincia di Arezzo e, in via residuale, dalla restante parte dell’Ato Toscana sudest”.

Interrogazione di Michele Menchetti sull’ultima assemblea di Nuove Acque: “il Comune ha chiesto di prorogare fino a ottobre l’attuale cda. Chiediamo di conoscere i motivi di questa scelta, la rosa di candidati alla carica di presidente e i principi della futura mission della società”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “a oggi non ci sono rose di candidati proprio perché è prevalsa una scelta di continuità fino all’autunno dell’attuale management che ha ben operato”.

Francesco Romizi ha chiesto chiarimenti sul nuovo impianto industriale del Chiaveretto “che per quanto compreso nel territorio del Comune di Anghiari ha un’ubicazione confinante con il nostro: chiedo l’illustrazione delle caratteristiche e dell’impatto ambientale del progetto”.

Ancora Francesco Romizi ha chiesto chiarimenti su quanto accaduto dopo l’ultima partita dell’Arezzo quando un vivace scontro verbale si è tenuto tra il presidente e alcuni tifosi. “In che termini vi è intervenuto l’assessore Federico Scapecchi e che rapporti ci sono a oggi tra amministrazione comunale e la società di calcio?”

L’assessore Federico Scapecchi: “intanto definirei i protagonisti dell’accaduto meri ‘spettatori’ e non ‘tifosi’ perché questi dovrebbero mantenere sempre un atteggiamento di rispetto. Invece sono volate parole irripetibili anche nei confronti dei familiari del presidente. A seguito di quanto stava accadendo, mi sono avvicinato per porgergli le scuse a nome della città e per fare presente che né la tifoseria né la città stessa possono essere rappresentate e accomunate a simili comportamenti. Nessun aspro confronto con lui. I rapporti tra amministrazione e società non sono certamente mutati, si mantengono positivi, sulla base di una convenzione in essere, nell’auspicio che ho pubblicamente espresso di tornare a giocare presto in categorie consone”.

Luciano Ralli ha lamentato la mancanza di illuminazione pubblica in un tratto di via Tagliamento e chiesto che la situazione sia risolta prima dell’autunno-inverno quando le ore di buio aumentano.

Michele Menchetti è tornato sulla demolizione e messa in sicurezza di alcuni immobili al’interno del parco del Pionta e oggetto di un’ordinanza del 2019 del sindaco. “A giugno, così è stato annunciato, dovrebbe partire la demolizione suddetta. L’Asl ha comunicato la data ufficiale al Comune?”

Il vicesindaco Lucia Tanti: “non c’è un giorno preciso ma un arco temporale che fa rifermento al periodo estivo e non oltre”.

Ancora Michele Menchetti ha richiamato l’atto di indirizzo approvato nel 2017 e proposto dal Movimento 5 Stelle sullo stop ai mozziconi di sigarette. “L’8 maggio scorso gli studenti liceali ne hanno raccolti da terra 4.000, una segnale d’inciviltà. Solo in Italia ne vengono abbandonati 72 miliardi l’anno, con conseguente inquinamento. A quando i raccoglitori nei parchi, piazze e luoghi ad alta frequentazione? Credo che servirebbe anche un sistema sanzionatorio adeguato”.

L’assessore Alessandro Casi ha confermato l’intenzione di installare nei parchi piccoli cestini che possono essere utilizzati allo scopo.

Valentina Vaccari ha rilevato che “il centro storico nel periodo estivo diventa il fulcro della vita notturna ma anche causa di degrado per la violazione delle regole basilari di civile convivenza e quiete pubblica. La attività di pulizia dovrebbero essere incrementate per mantenere il decoro e per questi lavori di pubblica utilità potrebbero essere coinvolti i percettori del reddito di cittadinanza. Auspico che la riqualificazione del centro parta dai servizi igienici di base come i bagni pubblici. Occorre poi incrementarne il numero, renderli accessibili a tutti e utilizzare tecnologie ecologiche”.

Gli assessori Alessandro Casi e Simone Chierici hanno rilevato come una mappatura e la manutenzione di queste strutture sia già partita. “Negli spazi destinati all’accoglienza turistica, inoltre, quello all’emiciclo delle scale mobili e quello sotto le logge, i bagni non solo ci sono ma vengono molto utilizzati. Nelle molteplici mail e feedback che riceviamo, le segnalazioni su eventuali carenze sono assolutamente residuali. Il che non significa che vadano implementati”.

“Vogliamo giocare d’anticipo, evitando strategie conservative. Per usare una metafora calcistica: più attacco e meno difesa e contropiede. Per questo, per tutte le opere inserite nel crono-programma del Pnrr, che va dal 2021 al 2026, l’amministrazione comunale anticipa le risorse e in questo modo anche i tempi. Il rispetto di questi ultimi ci garantirà l’erogazione dei fondi europei da parte del governo e il rientro dai costi sostenuti. Parliamo di uno sforzo importante, non solo economico, con un totale complessivo che si avvicina ai 19 milioni di euro, ma di rigenerazione urbana: vale davvero la pena ridurre situazioni di emarginazione e degrado”.

È un assessore Alessandro Casi molto soddisfatto quello che ha presentato all’aula di Consiglio Comunale la variazione al piano triennale delle opere pubbliche che dunque contempla un’articolata operazione a garanzia del finanziamento di vari interventi. Vediamo cos’è interessato dall’anticipo di cassa del Comune: il lotto uno della palazzina alla ex Cadorna, la riqualificazione dell’area ex mercato ortofrutticolo, il lotto uno della zona sportiva a San Clemente, l’adeguamento antincendio della biblioteca, quattro progetti di piste ciclabili, piazza Saione (tutti previsti per il 2022), i restanti lotti due e tre alla ex Cadorna, il secondo lotto a San Clemente, il Gioco del pallone, i lavori nell’area verde in via Baldaccio d’Anghiari e il tratto storico delle mura alla ex Bastanzetti, cinque progetti di piste ciclabili, piazza Giotto (per tutti questi l’anno preventivato è il 2023).

“Virtuosità – prosegue Casi – questa è la parola d’ordine che ci guida nel modulare il bilancio alle esigenze delle opere pubbliche. Lo dico con cognizione di causa perché per finanziare altri lavori utilizzeremo proprio l’avanzo disponibile di parte corrente, estinguendo di conseguenza i mutui accesi in passato, garantendo al Comune riduzione del tasso d’indebitamento. Parlo dei giardini in viale Michelangelo, del nuovo centro per l’impiego, della riqualificazione del parco Pertini. Mentre per il riassetto idraulico di viale Santa Margherita beneficiamo di un finanziamento ministeriale”.

In questa variazione al piano triennale vanno infine citate una new entry, la manutenzione straordinaria del tetto alla scuola media di Rigutino, e alcuni adeguamenti di costo: per l’asilo a Tortaia (che passa da 1.700.000 a 2.600.000 euro di finanziamento), un più 355.000 euro per il collettore di regimazione delle acque piovane a Castelsecco, un più 160.000 euro destinati alla manutenzione stradale grazie a fondi provenienti da un finanziamento ministeriale intercettato, un più 700.000 euro per il “braccetto” di collegamento tra parcheggio scambiatore e via Buonconte da Montefeltro, un più 90.000 euro per il punto prelievi al parcheggio Baldaccio.

Giudizi positivi da parte dei partiti di maggioranza, con grande sottolineatura per l’impegno dell’assessore e il significato di ripartenza che il piano riveste mentre da parte dell’opposizione sono state rilevate alcune mancanze: periferie ancora una volta trascurate, mancata condivisione dei progetti con i cittadini, come lascia denotare la frattura avvenuta con i residenti per la scuola di Tortaia, la minore attenzione data alla manutenzione stradale sacrificata sull’altare di un’opera pubblica in più. La pratica è stata approvata con 20 voti favorevoli e 11 contrari

La variazione di bilancio proposta dall’assessore Alberto Merelli ha preso dunque le mosse dalla delibera sul piano triennale. Sono destinati all’esercizio in corso 12.735.000 euro dell’avanzo di amministrazione come conseguenza dell’anticipo delle risorse e della variazione delle fonti di finanziamento. “Abbiamo altri importi significativi: 900.000 euro da destinare agli stabili e un milione alle strade, 350.000 euro per l’efficienza energetica del condominio Baldaccio, 30.000 euro per la polizia municipale. Ulteriori voci non inerenti l’utilizzo dell’avanzo corrispondono innanzitutto a maggiori entrate: 430.000 euro di contributi statali, compresi quelli a compensazione della perdita di gettito derivante dal canone unico, e due milioni e mezzo di euro tra addizionale comunale Irpef e recupero dell’evasione Imu. Tra le maggiori uscite emergono i 100.000 euro del sociale legati all’emergenza Ucraina, 200.000 euro per i centri estivi, 1.260.000 euro di maggiori stanziamenti destinati a infrastrutture, immobili e manutenzione”.

“Se da una parte – ha dichiarato Luciano Ralli – ci troviamo dinanzi ad aspetti positivi e buoni propositi, vigileremo se ai dati del preventivo corrisponderanno quelli del consuntivo. Vorremmo dare uno stimolo pratico e per questo proponiamo un emendamento per utilizzare un milione in più dell’avanzo e metterlo a disposizione del vicesindaco Tanti per soggetti a rischio esclusione sociale”. Giudizio positivo sull’emendamento del partito democratico è stato espresso da Marco Donati e da Michele Menchetti.

Per Roberto Bardelli va spezzata una lancia a favore dell’amministrazione: “i passi da fare devono essere accorti ma fa piacere rilevare che ci troviamo in una situazione positiva e lungo un percorso ben avviato”. Anche Paolo Bertini, Roberto Cucciniello ed Egiziano Andreani hanno espresso apprezzamento per i principi di buona finanza e buona amministrazione riaffermati in anni non banali ma difficili.

Il vicesindaco Lucia Tanti ha rilevato “che al di là delle tante risorse per il sociale già stanziate in vista della stagione estiva, c’è una necessità: dovremo infatti comprendere gli effetti della manovra del governo, il contributo di 200 euro di cui beneficeranno milioni di famiglie italiane con un Isee fino a 35.000 euro. Che tipo di conseguenze avrà, anche sul tema proposto dall’emendamento e sulla lotta al caro-vita? L’amministrazione comunale segue una progettualità articolata che potrebbe portare a un’altra iniezione di risorse, ma continuerà a ragionare e agire sulla base di aggiornamenti continui che tengano conto dell’evolversi della situazione. Ecco perché l’emendamento Ralli si pone fuori dal nostro orizzonte: non certo per il suo valore ma perché la giunta ha già ben chiara la strada da seguire”.

L’emendamento Ralli non è stato fatto proprio dall’assessore Merelli ed è stato respinto dal Consiglio Comunale prima che l’assemblea approvasse la variazione di bilancio.

La Tari
Partendo dal Piano economico-finanziario del servizio rifiuti per l’anno 2022, gli assessori Alberto Merelli e Marco Sacchetti sono pervenuti a illustrare le tariffe Tari per l’anno in corso.

Il piano registra un costo totale del servizio a carico del Comune di Arezzo di 20.194.000 euro con un più 2,8% rispetto al 2021.

“Come è oramai noto – ha rilevato l’assessore Marco Sacchetti – l’ente locale è spogliato dalle sue storiche funzioni. Mentre fino al 2019/2020 c’era una correlazione tra progettualità dei servizi ed effetti sul Pef, oggi non esiste più questo rapporto diretto a causa dei criteri tariffari sostanzialmente stravolti. Non solo non abbiamo potere d’azione sul riverbero dei costi ma c’è anche un’altra conseguenza che muove dal paradigma per cui non è più possibile ragionare sui servizi locali ma solo su quelli di ambito: sta profilandosi infatti il progetto di un nuovo livello di raccolta teso a privilegiare in maniera estesa il porta a porta”.

Per Roberto Bardelli “ogni volta siamo chiamati meramente a ratificare scelte altrui assumendo la scomoda veste di esattori. Serve una riflessione a 360 gradi, condivisa tra varie amministrazioni locali e in sede Anci, sicuramente non è corretto proseguire su questa strada”. Per Michele Menchetti “il porta a porta così non ha funzionato, non c’è la minima tracciabilità e la possibilità di una tariffa puntuale. Ma ci sono anche degli studi che dimostrano come con la differenziata si possono creare molti posti di lavoro”. Roberto Cucciniello: “è giusto sottolineare che adottando il porta a porta bisognerebbe implementare il ritiro, venendo incontro al cittadino ed evitare che le terrazze siano trasformate in cassonetti”. Donato Caporali: “l’azienda entrata nella compagine societaria del gestore è una leader a livello italiano, la percentuale di raccolta differenziata nei Comuni dove opera, anche con il porta a porta, raggiunge percentuali fino all’80% di Parma. Diamole fiducia e facciamola diventare un nostro interlocutore. E che fine hanno fatto gli utili di Aisa impianti, perché non vengono utilizzati per abbassare la Tari?”. Valentina Sileno: “frequento una città della Toscana dove funziona il porta a porta e ogni giorno feriale c’è il ritiro di qualcosa. Se è una città della regione perché la stessa soluzione non viene adottata anche ad Arezzo? Il 10 maggio 2021 inoltre abbiamo avuto una variazione di bilancio con cui il Comune ha adottato il piano ‘Arezzo non molla e riparte’, con la previsione di 2 milioni di euro di riduzione della Tari. Se siamo stati così bravi nel 2021, perché non possiamo farlo nel 2022?”. Simon Pietro Palazzo: “invito tutti a fare il conto tra gli oltre 20 milioni del Pef e gli abitanti di Arezzo: viene più di 190 euro a testa. È un calcolo all’ingrosso ma è partendo da questo che va posta la domanda: siamo soddisfatti del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti? Di certo possiamo affermare: più è grande maggiori sono i costi. Non può essere attuale e ‘ottimale’, nonostante venga definito così, un modello che va da Sestino all’isola del Giglio”. Marco Donati: “quello che mi preoccupa è il futuro, perché andremo verso un modello di tariffa puntuale rispetto al quale il territorio non è pronto. Ci sono i temi dell’educazione nelle scuole, della sensibilizzazione degli utenti, ogni Comune ha inoltre la sua morfologia. L’invito a dialogare con il gestore va nella giusta direzione. Trovo l’atteggiamento dell’amministrazione comunale sull’impianto di San Zeno molto altalenante”. Francesco Lucacci: “in Germania da anni è stata attuata una politica di chiusura delle discariche e questo ha portato alla costruzione di termovalorizzatori all’interno delle città. In Italia è stata fatta una scelta opposta che reputo sbagliata. Se pensiamo che il 30% dei rifiuti non è trattabile, bisognerebbe dire basta al terrorismo psicologico contro gli impianti che diventano, e torno al caso tedesco, produttori di energia e dunque risorse economiche. Inoltre, riportare certe produzioni industriali in Europa, l’idea che sta prevalendo a seguito della crisi internazionale che stiamo vivendo, avrà conseguenze sull’inquinamento e dovremo agire con approccio ambientale pragmatico, il contrario di quello che abbiamo registrato finora nel nostro Paese”.

“La possibilità di utilizzare la fiscalità generale per ridurre la Tari – ha ricordato l’assessore Alberto Merelli – non è ammessa nel 2022 come lo era nel 2021”. “In realtà – ha aggiunto l’assessore Marco Sacchetti – con il socio industriale abbiamo una collaborazione e confido, anche sulla base delle prime simulazioni che ci sono state fornite, che le performance ambientali ottengano gli obiettivi prefissati, anche per quanto riguarda il bilanciamento dei costi del servizio. Per quanto riguarda Aisa impianti, posso dire che la giunta Ghinelli lascerà in eredità una società che vale cinque volte più in termini di capitalizzazione. È un patrimonio pubblico ottimizzato”.

“Quando si è profilata l’eventualità – ha dichiarato il sindaco Alessandro Ghinelli – di un’Ato unica della Toscana, in funzione delle difficoltà dell’Ato Toscana centro nello smaltimento dei rifiuti lì prodotti, la conseguenza sarebbe stata la libera circolazione dei rifiuti nel territorio regionale. Con Ato sud e Ato costa che avrebbero dovuto accettare supinamente i rifiuti dell’area fiorentina. Tutti i sindaci dell’Ato Toscana sud si sono subito opposti a questa Ato unica finché non è subentrata una soluzione diversa che si fonda sugli accordi tra gli Ato esistenti per trasferire i rifiuti tra l’uno e l’altro non in maniera automatica ma solo in caso di situazioni emergenziali. E queste hanno un inizio e una fine. La definirei una compensazione di mutuo soccorso, l’unica garanzia che abbiamo per far sì che questo transito tra centro e periferia avvenga sotto controllo e solo su richiesta della regione e approvazione dell’assemblea dei sindaci di Ato Toscana sud. In questa sede possiamo dire, forti dell’efficienza del nostro sistema, dove e quando conferire i rifiuti altrui. Ricordo poi che nei primi anni di mandato, abbiamo fatto di tutto per addivenire a una diminuzione della tariffa e cito la reinternalizzazione della gestione degli avvisi di pagamento. Al di là dell’aspetto specifico, le positive conseguenze di lungo respiro sono state la riduzione dell’evasione e della elusione, visto che il Comune di Arezzo si è sostanzialmente reimpossessato del database delle utenze. Dal 2020 è cambiato il mondo, per lo meno per due motivi: il primo è che ci siamo trovati a trattare con un nuovo metodo tariffario che si basa sulla copertura dei costi del gestore. Un principio che ha sovvertito le politiche dei Comuni e ce ne sono alcuni che hanno subito conseguenze ben peggiori di Arezzo in termini tariffari. Il secondo motivo è che oggi in Sei Toscana c’è un partner che ha partorito un piano industriale degno di questo nome. Se è vero che dobbiamo pagare in base all’efficienza del gestore, abbiamo la garanzia che quest’ultimo, in virtù della nuova composizione societaria, ha svoltato verso un approccio tale che confido sia foriero di un futuro abbassamento dei costi e, a cascata, delle tariffe”

Al di là dell’aumento del Pef del 2,8%, per effetto del metodo Arera le tariffe per le utenze domestiche subiranno un incremento maggiore. Il metodo suddetto, infatti, rovescia il rapporto tra parte fissa della tariffa, pagata in base alla superficie occupata, e parte variabile, quella che dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare, a vantaggio di quest’ultima.

“Se finora i costi fissi prevalevano nel calcolo della Tari – ha sottolineato Alberto Merelli – adesso i costi variabili ‘pesano’ molto di più rispetto al passato e i Comuni italiani sono costretti a coprirli. Agendo sui cosiddetti coefficienti tariffari, il Comune di Arezzo ha cercato in tutti i modi di mitigare questa catena di causa ed effetto per cui una famiglia numerosa avrebbe subito un rincaro eccessivamente sperequativo rispetto, ad esempio, a una persona singola”.

Venendo alle utenze non domestiche, è stato innanzitutto rilevato come lo scorso anno, a carico del bilancio comunale, erano state finanziate per alcune categorie, ad esempio cinema, teatri e ristorazione, le più colpite dagli effetti della pandemia, consistenti riduzioni della Tari a carattere straordinario.

“Questa situazione – ha concluso Merelli – è fondamentalmente venuta meno ma allo stesso tempo sarebbe stato penalizzante far tornare a pagare la Tari ‘piena’ a queste imprese. Per esse, dunque, l’aumento tariffario previsto per il 2022 viene attenuato per evitare uno ‘choc fiscale’. La compensazione del conseguente minor gettito verrà dalla Tari 2022 applicata alle categorie economiche che non avevano beneficiato di alcuna agevolazione nel 2021 perché non colpite dalle chiusure: l’aumento per queste ultime rappresenterà una sorta di bilanciamento. Per il ritorno alla ‘normalità’ per la Tari non domestica è stata scelta una soluzione graduale”.

Entrambe le delibere sono state approvate.

Il garante dei diritti degli anziani
Via libera del Consiglio Comunale, su proposta del consigliere comunale Meri Stella Cornacchini, all’istituzione del Garante dei diritti degli anziani, figura di garanzia che, analogamente a quanto previsto per altre situazioni, ad esempio il Garante dei diritti dei disabili o il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, è chiamata a un’azione capillare di stimolo e promozione per la tutela e il rispetto dei diritti delle persone anziane. Il dato aretino fotografato nel 2020 dall’Istat evidenziava come il 25% della popolazione avesse più di 65 anni.