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Dedicata al quotidiano La Nazione la lancia d’oro di settembre

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Aurelio Marcantoni Aurelio Marcantoni

La prova generale sarà corsa in memoria di Aurelio Marcantoni

 

È dedicata al quotidiano “La Nazione” in occasione dei 150 anni della fondazione del giornale, la lancia d’oro in palio per la 118ª edizione della Giostra del Saracino di domenica 6 settembre.

Il trofeo, realizzato su disegno dell’artista Marzia Dottarelli, è stato presentato questa mattina dal Sindaco Giuseppe Fanfani, alla presenza dei rettori dei quartieri, del consulente storico Luca Berti e dell’intagliatore Francesco Conti.

“Una bella lancia e una dedica importante – ha sottolineato il Sindaco Fanfani. 150 anni dalla fondazione del giornale ‘La Nazione’, testimone delle grandi vicende nazionali e internazionali ma anche della vita delle comunità locali. Un record storico  per un quotidiano e una durata longeva. Un legame consolidato tra il giornale e la città e la Giostra del Saracino ben rappresentato nell’opera dell’artista Marzia Dottarelli la cui idea è stata ben rappresentata da Francesco Conti che, come ogni edizione, ha arricchito e completato il trofeo dando forma alla lancia d’oro.”

Il consulente storico della Giostra del Saracino Luca Berti ha poi ripercorso le fasi più significative del quotidiano, dal 1859 ad oggi e ricordato personalità importanti che in 150 anni hanno contribuito all’affermazione del giornale da quelli storici come Bettino Ricasoli a quelli più recenti tra cui Alfredo Bennati, Carlo Dissennati e Aurelio Marcantoni che hanno altresì contribuito, tramite i loro articoli e la loro passione, alla crescita della Giostra del Saracino”.

È stato poi Francesco Conti ad esporre la tecnica di realizzazione: “La parte centrale, rispetto al bozzetto, è stata tecnicamente difficile da mettere in pratica. Nel paracolpi  è stata rappresentata la prima pagina del quotidiano di domani. Nella parte superiore ho invece inserito delle raffigurazioni che sintetizzano, tramite episodi e personaggi storici, i 150 anni che vanno dal 1859 ad oggi. Ricasoli, lo stabilimento del giornale di Via Paolieri, Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele I, un fante della grande guerra, lo stemma della  Repubblica Italiana, un astronauta per la conquista della Luna e le Torri Gemelle sono  gli elementi che completano questo trofeo”.

E soddisfatti, oltre a Marzia Dottarelli che ha ideato il bozzetto, anche i rettori Maurizio Carboni, Paolo Ciarpaglini, Marco Ercolini e Ezio Gori che dopo essersi complimentati con gli artisti hanno auspicato di poter custodire la lancia d’oro nelle loro rispettive sedi.

Il Sindaco Giuseppe Fanfani ha poi annunciato che la prova generale di venerdì 4 settembre sarà corsa in memoria di Aurelio Marcantoni, giornalista aretino, grande appassionato di Giostra che con il suo lavoro ha contribuito tramite le colonne del quotidiano “La Nazione”, a promuovere e far crescere la storica manifestazione aretina.

Scheda dell’artista vincitrice del bozzetto per la realizzazione della lancia d’oro della Giostra del Saracino (118ª edizione del 6 settembre 2009):

Marzia Dottarelli, mosaicista, è nata a Cortona nel 1966. Nel 1985 ha conseguito, presso L’Istituto Statale d’Arte di Arezzo, il diploma di maturità d’Arte applicata (sezione Arte del Tessuto).

Nel 1986 giovanissima vincitrice del concorso per la realizzazione della copertina del Libro “poiesis”. Dal 1987 al 1992 è stata titolare di un laboratorio serigrafico.

Dopo varie esperienze nel settore delle maioliche, della creta e dei mosaici in vetro si è perfezionata sulla tecnica del “Mosaico diretto ed indiretto”.

Numerose negli anni, sono le mostre personali, collettive e permanenti allestite in Italia e all’estero.

Vincitrice del 5° premio “Lorenzo Il Magnifico” alla biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze.

Scheda dedica della lancia d’oro della Giostra del Saracino (118ª edizione del 6 settembre 2009) a cura di Luca Berti:

Il quotidiano “La Nazione”

Al quotidiano “La Nazione” è dedicata la ‘lancia d’oro’ della Giostra di Settembre 2009 (118a edizione), nel centocinquantesimo anniversario della fondazione del giornale.“La Nazione” - il più antico dei grandi quotidiani italiani e anche l’unico che abbia mantenuto continuità di pubblicazioni per centocinquanta anni - nasce il 13 luglio 1859, all’indomani dell’Armistizio di Villafranca, che di fatto impedisce l’unione della Toscana al Regno d’Italia, che sta sorgendo al nord, dalla Seconda guerra di indipendenza. A volere il giornale è Bettino Ricasoli, il “barone di ferro”, capo del governo provvisorio toscano dopo la fuga del granduca e successivamente primo presidente del consiglio dell’Italia unita alla morte di Cavour. La “Nazione” si caratterizza subito per la sua opposizione agli accordi di Villafranca e per il suo spirito unitario, che contribuirà nel giro di pochi mesi all’ingresso della Toscana nell’Italia divenuta Stato indipendente. I primi giornalisti del quotidiano sono Leopoldo Ciampini, Alessandro D’Ancona e Piero Puccioni (quest’ultimo verrà eletto deputato nel collegio di Sansepolcro), che ne saranno in successione i primi direttori. Il giornale si caratterizza subito per l’autorevolezza di portavoce della Destra Storica toscana di Ricasoli e per il prestigio dei suoi collaboratori: da Giosuè Carducci a Luigi Settembrini, da Carlo Collodi ad Alexandre Dumas padre, a Edmondo De Amicis, che per “La Nazione” racconterà la presa di Roma del 20 settembre 1870.

Agli inizi del Novecento la proprietà passa al trust dell’acciaio e successivamente ad Egidio Favi, che controllerà il quotidiano fino al 1952, quando subentra l’Eridania, che lo affianca al “Resto del Carlino”. Negli anni Sessanta il gruppo viene acquistato da Attilio Monti, i cui eredi (la figlia Marisa e il nipote Andrea Riffeser Monti) ne sono ancora i titolari, in una società la “Poligrafici” (quinto gruppo editoriale italiano), di cui fanno parte anche il “Il Resto del Carlino” di Bologna e “Il Giorno” di Milano, con i quali “La Nazione” ha in comune le pagine nazionali, che compongono “QN” ovvero “Quotidiano Nazionale”.

Il quotidiano fiorentino è stato diretto da alcuni fra i più prestigiosi giornalisti italiani. Ricordiamo tra gli altri Carlo Scarfoglio, Aldo Borelli, che sarà direttore del “Corriere della Sera” durante il fascismo, Alfio Russo, anche lui destinato alla direzione del “Corriere”, Enrico Mattei, Domenico Bartoli, Alberto Sensini, Gianfranco Piazzesi e l’aretino Piero Magi, che a fine anni Cinquanta era stato a capo della redazione cittadina del quotidiano.

Il giornale, che ha sempre avuto un’impostazione moderata, è diffuso in Toscana, Umbria e provincia di La Spezia. Con una impaginazione ben curata, semplice e lineare, vende circa 150 mila copie. E’ presente in rete all’indirizzo <http://www.lanazione.it>. L’attuale direttore è Giuseppe Mascambruno.

“La Nazione”, che ha seguito le vicende aretine fin dalla sua fondazione, pubblica una “Cronaca di Arezzo” dai primi anni del Novecento, dapprima realizzata da un ufficio di corrispondenza e quindi da una redazione vera e propria, di cui oggi fanno parte sei giornalisti professionisti. Negli anni Venti e Trenta a guidare l’ufficio di corrispondenza è stato Alfredo Bennati, cui si deve la riscoperta di alcuni documenti dai quali ha avuto origine la rinascita della Giostra del Saracino, a partire dal 7 agosto 1931.

 

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