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Gli aretini a Mirabello

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Ad ascoltare il discorso pronunciato ieri sera da Gianfranco Fini dal palco di Mirabello c’era un drappello di aretini. In realtà senza leaders locali, in quanto nella nostra città, nessuno dei politici che contano ha seguito la strada del Presidente della camera. In attesa di conoscere le impressioni dei giovani che ieri erano  a Ferrara, siamo andati a cercare i vari comunicati stampa dei leaders politici, che se pur scritti in politichese, lasciano trasparire spesso molta rabbia. Per intanto sappiamo che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha seguito l’intervento dell’ex co-fondatore del Pdl dalla sua casa di Arcore, in compagnia di qualche fido collaboratore e del ministro Angelino Alfano. Una “visione” non troppo piacevole per il Cavaliere, che ha rinforzato i suoi sospetti sulla irrefrenabile ambizione della terza carica dello Stato: Gianfranco Fini vuole spiccare il volo – ha constatato il premier – costi quel che costi. Ma a Mirabello è successo qualcosa «di più» della nascita di un nuovo partito, «si è rimessa in moto la politica», dice Fabio Granata. «Con Fini, abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo: adesso inizia il difficile (e il bello), di questa impresa».

Ma veniamo alle reazioni.

Maroni: “Ha detto che non pensa di fare ribaltoni e ribaltini, però ha anche posto questioni piuttosto complicate, cioè la rinegoziazione del patto della maggioranza”.

Bossi: “La situazione ora è difficile, così è dura andare avanti, è come se il presidente della Camera avesse detto: non voglio accordi con il Carroccio, anzi ce l'ho con il Nord”. “Siamo davanti ad un crollo verticale del governo e probabilmente della fine di un’alleanza, quella tra il Pdl e Lega”. Umberto Bossi affida alle colonne della Padania il commento sullo scontro interno al Pdl e lo fa con parole durissime nei confronti del presidente della Camera. "Fini, invidioso e rancoroso per le nostre ripetute vittorie, ha rinnegato il patto iniziale e non ha fatto altro che cercare di erodere in continuazione ciò che avevamo costruito, attaccandoci - si legge -. Ha lavorato per la sinistra, comportandosi come un vecchio gattopardo democristiano: fingi di costruire, per demolire e non muovere nulla. In questo modo ha aiutato la sinistra, è pazzesco. Anzi, penso che sarà proprio la sinistra a vincere le prossime elezioni, grazie a lui". Ma Bossi va oltre: "Fini è palesemente contro il popolo del Nord, a favore di quello meridionale", è "contro il nord e il federalismo. Per il centralismo dello Stato e il meridionalismo". Secondo il leader della Lega: "Berlusconi avrebbe dovuto sbatterlo fuori subito, senza tentennamenti, invece di portarlo in Tv, dandogli voce e rilievo, quella era la strada da seguire". "Non vogliamo gettare benzina sul fuoco - dice poi all'Ansa - ma la gente del nord è stufa marcia, basta ascoltare quel che dice la gente per strada o alla radio. Riforme subito!".

Fabrizio Cicchitto “Mi auguro che sui cinque punti ci sia una linea positiva di impegno e di appoggio in Parlamento e non una tattica di logoramento”

Gasparri ha criticato Fini per non aver dato diverse risposte dopo aver richiamato "un codice etico", e il riferimento è alla vicenda della casa di Montecarlo. Ma anche aggiunto: "Dipende da come si vuole stare nel partito, se si accetta il confronto o se si punta all'ostruzionismo. Il confronto è importante, ma alla fine bisogna accettare la decisione della maggioranza. Per immaginarsi altri scenari servirebbero invece dei numeri diversi".  "I numeri della cosiddetta minoranza si sono dimostrati esigui. Ma quello che si e' svolto non è stato un evento positivo"

Ignazio La Russa: “Vuole lasciare Berlusconi con il cerino in mano, non prendersi la responsabilità di una rottura ma sul patto di legislatura da lui invocato, lasciando aperta l'azione di Futuro e libertà dobbiamo vedere come andranno le cose in Parlamento: a partire dai cinque punti e su tutte le altre leggi. E se e quando non ci sarà più la maggioranza chiederemo il voto. Non sono i colonnelli che hanno cambiato bandiera. Con grande tristezza i colonnelli vedono che il  nostro generale ha cambiato bandiera e che forse è pronto a cambiarla ancora". Lo dice all'Adnkronos replicando alle parole rivolte da Gianfranco Fini agli ex vertici di An. "I colonnelli - sottolinea il coordinatore nazionale Pdl - non hanno cambiato generale, anche perché è stato lui ad indicarci il  geralissimo Berlusconi come leader".

Pier Luigi Bersani: “Fini certifica la crisi del centrodestra. Quello che abbiamo visto è sconcertante, anche sconveniente per il nostro paese. Non avendo l'abitudine e la possibilità di fare delle discussioni vere, Berlusconi offre al suo partito solo l'alternativa tra il silenzio e lo scontro. Il fatto che il centrodestra non riesca a trovare convergenze su questioni decisive, apre la strada a una nuova lunga fase di paralisi dell'azione di governo".

Rosi Bindi: “Maggioranza e Governo non ci sono più. E se è positiva la disponibilità a cambiare la legge elettorale, tema su cui i democratici sono pronti a collaborare con Fli, rischiosa è la politica del cerino in mano, brucia le soluzioni ai problemi del Paese”.

Pier Ferdinando Casini ha invitato il premier  a "prendere atto" che una fase si è chiusa ed aprire una "fase di responsabilità"

Francesco Rutelli: “Il nuovo polo è più vicino”.

Antonio Di Pietro ha invitato Fini a essere "coerente" e fare una scelta, "opposizione o Governo", altrimenti "è complice di Berlusconi": "Fini non può giocare a fare il furbo con gli italiani, né non può pensare di essere uno e bino. Deve fare una scelta: o sta all'opposizione o sta al governo", ma poi aggiunge: "L'opposizione non deve trovarsi impreparata di fronte a quello che sta accadendo nel Pdl. Vedo il senso di responsabilità di Fini nel ridare ruolo al Parlamento. Per questo Berlusconi lo vuole buttare fuori, come un extracomunitario senza permesso di soggiorno"

Denis Verdini: “Adesso gli elettori sono disorientati. Abbiamo vinto le elezioni, ci hanno dato il mandato per cambiare questo Paese e ora vivranno con molto disagio. Di fronte al "rischio che il Pdl da domani sia esposto alle imboscate della minoranza finiana", il coordinatore nazionale del pdl auspica che i finiani "abbiano almeno il senso di responsabilità e che si sentano vincolati al programma per il quale sono stati eletti".

Italo Bocchino. "Fini, semplicemente, vuole fare politica nel partito che ha fondato. Quindi rivendicheremo il diritto a fare politica". "Ora - spiega il promotore di GenerazioneItalia, c’è una minoranza interna, in cui Fini è il leader. Una minoranza politica-culturale. Da oggi nasce un partito vero, con le sue anime, che discute, che vota. Non esiste un partito democratico sul pianeta che non abbia una minoranza interna". Per Bocchino, i temi politici posti da Fini sono essenzialmente due: "Le questioni relative alla politica economica e sociale del governo, appiattita sulle posizioni della Lega e lo stesso peso del partito di Bossi all’interno della maggioranza".

Roberto Castelli, si dice preoccupato "perché ora l’iter del federalismo fiscale rischia di rallentare" e dopo anni di battaglie della Lega "per cambiare il Paese" il dissidio interno al Pdl "rischia di portare indietro le lancette dell’orologio".Dalle parole di Fini, per Castelli, si capisce infatti "che non vuole questa riforma", quindi il Carroccio "dovrà adoperarsi per far ricucire lo strappo", visto che "uno scontro così forte nel partito maggiore che sostiene il governo rischia di far saltare tutte le riforme", anche se "dopo quanto accaduto è difficile parlare di riappacificazione".

Gianfranco Rotondi: "La gente non ci capisce, mi fermano per strada e dicono: ‘vi abbiamo votato tre settimane fa e fate questo, e se perdevate che succedeva?’".

Daniele Capezzone: solo insulti - "E' stato un discorso deludente. Nessuna spiegazione convincente sulle vicende che lo riguardano; antiberlusconismo costante e quasi ossessivo; insulti e offese contro il Pdl e contro la stampa che a Fini non piace". E' il commento del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone ai microfoni di SkyTG24.  "Con queste provocazioni", aggiunge Capezzone, "non si va lontano. Gli italiani potranno presto vedere se, dopo queste pessime parole, i parlamentari vicini a Fini avranno la lealtà di rispettare il mandato ricevuto dagli elettori, e se voteranno o no i provvedimenti del Governo. Ma questi attacchi costanti contro Pdl, Governo e maggioranza", conclude il portavoce del Pdl, "non promettono nulla di buono, e confermano la deriva dei mesi passati".

Feltri: le comiche finali - Tirato in ballo da Gianfranco Fini, il direttore del Giornale Vittorio Feltri, a caldo ha commentato: "E' infame quello che dice Fini, che reclama il dissenso ma poi ci critica e non risponde alle contestazioni documentate che gli abbiamo mosso. Il dissenso va elaborato nel partito, non nelle piazze".  "Comunque - ha proseguito Feltri - ha ragione Fini, il PDL non esiste più. Infatti Fini non ha mai consentito che AN e Forza Italia riuscissero ad amalgamarsi e integrarsi. Le comiche finali si sono celebrate oggi".

Maroni: pronti al voto - "Se cade la maggioranza si va al voto e il Ministero dell'Interno è pronto a organizzare le elezioni in pochi giorni". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dal palco della feste della Lega Nord a Torino. "La certezza - ha sostenuto ancora il ministro dell'Interno - è che da oggi, per volontà del presidente della Camera e di alcuni parlamentari, è rinata An con un nome diverso ma la sostanza è questa. Si vuole porre come partito che assicura gli interessi del Sud e ha aperto una questione politica dentro la maggioranza che dovra' essere affrontata nei prossimi giorni".

Storace: Fini si vergoni - "Sono rimasto molto colpito dalle parole sugli attacchi alla sua famiglia con il riferimento a una 'lapidazione di tipo islamico'", ha detto Francesco Storace. "Credo che si debba vergonare perché in questo momento c'è una donna che rischia veramente la lapidazione e per cui si sta battendo tutto il mondo libero.

Rocco Buttiglione, Udc: "Berlusconi è il problema della democrazia italiana degli ultimi 15 anni. Noi abbiamo sempre saputo che il Pdl era nato con problemi interni che prima o poi sarebbero affiorati"

Gianni Alemanno, sindaco di Roma: ''Vedo dichiarazioni molto pesanti, l'unica preghiera che rivolgo a Bossi e alla Lega è di lasciar risolvere a noi questo problema''.

Renata Polverini, governatore del Lazio: "Tutte le persone di buon senso credo debbano essere preoccupate: un grande partito che si e' diviso, anche in maniera molto plateale, non può che destare preoccupazione. Per quel poco che ho potuto sentire anche stamani, tuttavia, mi sento incoraggiata nel vedere che ci sono grandi diplomazie che stanno lavorando"

Cosa dicono i sondaggisti:

Confrontando gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani si puo' notare come Futuro e liberta' che fa capo al presidente della Camera Gianfranco Fini, sia in una fase di crescita. Infatti, secondo i dati forniti da Crespi Ricerche, ISPO e Euromedia, l'eventuale partito di Fini si attesta su buoni livelli e, in alcuni casi, guadagna punti percentuale.

Crespi nel sondaggio del 26 agosto da' ai finiani un 7%, mentre Mannheimer, nell'ultima rilevazione pubblicata domenica sul Corriere della Sera, da' a Fli il 6,3%.

Il presidente della Camera sembra quindi essere uscito dal pantano della casa monegasca e punta ad essere l'ago della bilancia. Se si andasse a votare, alla Camera, grazie al premio di maggioranza, la vittoria di Pdl-Lega sembra scontata, al Senato, col sistema che da' il premio di maggioranza su base regionale, e' tutto piu' incerto.

A questo punto possiamo dire che la cura alla "Boffo" di Feltri, fa bene a Gianfranco Fini e si traduce in un tonico per Futuro e Libertà. A dimostrare l'effetto corroborante per i finiani della dura campagna contro il presidente della Camera e i parlamentari che hanno scelto di seguire l'ex capo di An è proprio la fonte primaria degli attacchi, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Se le cifre hanno un senso, se le rilevazioni meritano di essere prese per quel che sono, esse mostrano una crescita, praticamente un raddoppio, del consenso dei finiani nel vacanziero mese di agosto, lo stesso in cui si sono fatti scorrere fiumi d'inchiostro sulla ormai famigerata vicenda dell'appartamento a Montecarlo che, dopo essere stato donato in eredità ad Alleanza Nazionale, è finito nelle mani del cognato del numero uno di Montecitorio. A questo punto possiamo ben dire che c'è qualcosa che non torna nella strategia di demolizione di cui si sono resi protagonisti Belpietro, Feltri e Mulè.

 

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Jiulius 06/09/2010 08:53:27
Al di la' di cio che ha detto, un mix di cose giuste ed altre, a mio avviso no, come si fa a pensare che L'on: Fini non lotti per qualche cosa che non sia per il suo tornaconto personale, troppe volte ne ha dato prova, non fatevi intortare, guardate il suo passato, ha detto tutto ed il contrario di tutto, inoltre fatevi dire da chi c'era, e che l'ha assaggiata, la democrazia vigente in A.N.!
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michela 06/09/2010 09:15:20
la capacità di valutare le situazioni singolarmente e di cambiare le proprie idee se ce n'è bisogno si chiama intelligenza. E guardare il passato non può servire a mandare avanti un paese in crisi economica, sociale, morale. Continuiamo a dire che è un vigliacco xk ha provato pietà per gli ebrei, e di questo passo vedremo dove andrà a finire il nostro paese, che diciamo tutti di amare, nascondendo la verità, cioè che l'importante è solo raggiungere i propri scopi passando sopra agli altri cadaveri, se necessario. Altro che amore per la patria.
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Generazione Italia Arezzo Cultura 06/09/2010 09:53:33
Solo una replica agli amici del giornale: quando dicono che nessuno dei politici che contano ad Arezzo ha abbracciato la causa di Fini, io posso rispondere: meglio così!
Gente nuova, volti nuovi, per un nuovo percorso politico in grado di generare un ricambio generazionale della politica aretina fatta di dinosauri della politica.
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06/09/2010 12:54:42
Fini dovrebbe dare accurate spiegazioni in relazione allo scandalo (?) della casa di Montecarlo. Invece Berlusconi, ovviamente, non deve dare nessuna spiegazione dei suoi trascorsi, dai tempi della Banca Rasini in poi. Ovviamente... ovviamente...
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Mha? 06/09/2010 15:24:45
Bella foto davvero, complimenti, rappresenta la nuova generazione di aretini?
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bhe 06/09/2010 17:57:19
C'è almeno chi la faccia ce la mette e non si nasconde dietro a un nick... magari c'è sicuramente chi è più bello, affascinante e sexy, ma a noi va benissimo così !
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nat 06/09/2010 18:11:03
a Mha.....quelli più belli (e quelle più belle e sexi) ve li faremo vedere al più presto !!!
Portate pazienza......
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Catilina 06/09/2010 23:04:58
Mica male sto Fini..fin'ora dove erano quelli che l'hano sostenuto e votato?
Casa a Monaco?
Tulliani?
Ma chissenefrega..almeno questo parla di programmi e politica..il berlusca fa le stesse cose e peggio e in più parla del nulla..
Grillo digli qualcosaa sti commetatori..loro si che non son mai contenti (mica me)!!!
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