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Lo strapotere delle lobbies, piega il Parlamento alla volontà dei potenti

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Lo strapotere delle lobbies, piega il Parlamento alla volontà dei potenti

Ennesima legge liberticida:il Parlamento regola i saldi sui libri


In Senato pochi giorni orsono è stata approvata una proposta di legge all'unanimità che regola il tetto massimo di sconto (esattamente il 15%) sui libri. Legge bipartisan in cui il primo firmatario è un senatore del Pd e il secondo del Pdl. "Non c'è mai limite al peggio" verrebbe da dire nell'apprendere certe notizie! Forse potrà sembrare demagogico e retorico, ma per uno studente come il sottoscritto, con i soldi contati e tanta passione per la lettura, ciò vuol dire semplicemente poter comprare meno libri e quindi leggere meno. Mi sono sempre ingegnato (credo come tanti) per risparmiare qualche euro, per trovare offerte in libri che desideravo, a volte  anche costosi che al prezzo di copertina erano per me, non dico proibitivi acquistarli, ma certamente difficile. Ebbene, era grande la gioia nel trovare offerte considerevoli che permettevano di aggiungere nella mia "piccola biblioteca" quel libro tanto agognato. Ora, a parte la mia passione per i libri, è un altro il punto che mi preme toccare. Al di là della difficoltà di entrare in modo approfondito nel merito della questione, dato che non sono un esperto dei costi dell'editoria e del mondo ad esso collegato, mi rimane antipatico da liberale che sono, che il Legislatore regoli il mercato dei libri, fissi il tetto massimo degli sconti. Mi pare insomma un'invadenza dello Stato, una norma liberticida ai danni della concorrenza, del mercato e specialmente nei confronti di tutti gli editori che si ingegnano in promozioni, che con le loro creative strategie tentano di sopravvivere a costo di enormi sacrifici. E' la libertà editoriale che viene in parte lesa, la libertà di poter decidere liberamente gli sconti sui libri da parte dell'editore. Se si fissa un tetto massimo di sconto possibile, a fare 'la parte del leone' saranno solo i grandi editori, contro i siti on line (Amazon e Ibs in testa), ma anche contro i piccoli editori. La legge è stata promulgata in "nome della promozione della cultura e della diffusione dei libri" e, parole del Senatore Levi (Pd), primo firmatario, " per fare in modo che i più forti non fagocitino i più deboli". A favore della legge si sono espressi i principali editori, paventando anche che se il parlamento non avesse agito, si sarebbero rischiati scenari apocalittici con Amazon che presto avrebbe preso le sembianze di un "Grande Fratello", a controllare tutta l'editoria e la distribuzione dei libri. Anche il più' ignorante in fatto di editoria non puo' quindi che prendere atto di come sfacciatamente e impunemente questa legge voglia tutelare gli interessi lobbysti e corporativi di  uno sparuto gruppo di editori (e librerie) a danno dei cittadini e di tutti gli altri. La concorrenza in genere è un fattore positivo nel mercato e non capisco perchè (o meglio, faccio finta di non voler capire perchè!) nel caso dei libri con il tetto massimo di sconto fissato si cerchi di limitarla. Nel frattempo, il sottoscritto, in barba a questa legge che entrerà in vigore l'1 Settembre, ha già provveduto a ordinare cinque libri con sconto del 40% su un noto sito online. Mi ha spinto l'amore per la lettura, ma anche il desiderio profondo di fare ciò che tra poco sarà vietato, in una parola di scegliere LIBERAMENTE e di ribellarmi una volta tanto ad una legge liberticida e statalista che non mi apparitene.

 

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