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Proroga del servizio idrico: un errore di metodo e di merito

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Proroga del servizio idrico: un errore di metodo e di merito

I Popolari per Arezzo commentano negativamente la proroga concessa a Nuove Acque fino al 2027 Tradito il principio della ripubblicizzazione senza aver ascoltato cittadini, associazioni e comitati

 

AREZZO – I Popolari per Arezzo commentano negativamente la proroga concessa a Nuove Acque per la gestione del servizio idrico. Tale giudizio è relativo sia al metodo utilizzato dalla conferenza dei sindaci dell’ATO4 per assumere la decisione, che al merito della questione che contraddice alcune premesse della vigilia e ogni promessa orientata alla ripubblicizzazione del servizio. Per quanto riguarda il metodo, i Popolari per Arezzo lamentano l’assenza di una reale discussione sul tema attraverso il coinvolgimento dei consigli comunali e l’ascolto dei territori. In questo senso, l’associazione avrebbe ritenuto opportuno rinviare la discussione di uno o due mesi per affrontare con maggior serenità e condivisione tale argomento tanto importante per la collettività essendo l’acqua un bene essenziale, prevedendo così un dibattito più strutturato in grado di coinvolgere enti, associazioni, comitati e cittadini.

Nel merito della decisione, invece, i Popolari per Arezzo esprimono contrarietà alla proroga ad un gestore che finora non si è mostrato all’altezza dell’importante compito che gli è stato affidato e che, al contrario, è responsabile dei continui rincari delle tariffe. Questa soluzione tradisce nuovamente la richiesta referendaria della ripubblicizzazione e, anche in prospettiva, va contro al sentimento comune della comunità aretina e delle categorie economiche che avevano espresso parere contrario. «Costatiamo con preoccupazione come tale proroga alla gestione del servizio - chiosano i Popolari per Arezzo, - scadrà in precisa concomitanza con quella di altre aziende che si occupano dell’acqua, come Publiacqua. Il nostro timore è che tutto ciò possa portare verso una manovra propedeutica alla creazione dell’ennesimo “carrozzone” di area vasta che avrà la responsabilità della gestione idrica, spalmando le perdite pregresse come è già stato fatto in passato per altri servizi pubblici».

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