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Il tentato suicidio del PD aretino a 50 giorni dal voto

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Il tentato suicidio del PD aretino a 50 giorni dal voto

Difficile riuscire a sbagliare così bene a meno di due mesi dal voto per le politiche nazionali.

 

Se una regia avversa (o a scelta un destino cinico e baro) avesse deciso lo spartito che quattordici stolti avrebbero potuto suonare oggi, credo che non sarebbe mai riuscita a fargli azzeccare un errore così grossolano. Poiché però sono ormai 50 anni che ho smesso di credere sia a Babbo Natale che alla Befana, è difficile non immaginare che dietro questa vicenda non vi sia invece una mano occulta, che nell’ombra muove i fili al solo scopo di regolare i conti interni al partito, fregandosene di società civile e cittadini.

Una cosa è dunque evidente: il partito democratico aretino non è governato dalla segreteria provinciale, che ha solo potuto assistere al proprio tonfo di fronte a decisioni che sono state prese altrove. Adesso ai quattordici geniali politici, non appena dovessero perdere le elezioni amministrative castigati dai loro stessi cittadini incazzati, non resta come atto finale che cantare in coro la giaculatoria quaresimale: “E’ tutta colpa di Renzi”. Amen.

Così è stato dopo che gli ultimi 5 anni hanno visto gli scandali massacrare una classe dirigente supina ed incapace, a cominciare dalla gestione di quell’ATO rifiuti a guida Nannini, che ha visto arresti, perquisizioni, commissariamenti, dimissioni, indagini di varie procure fino allo stesso intervento dell’autorità anticorruzione di Cantone.

Come se nulla fosse successo, quando han cominciato a cadere comuni e roccaforti come birilli, tutti in coro sempre con la medesima litania: “Ma è colpa di Renzi”.

Una volta almeno c’era Alfredo!  

A questo giro siamo a commentare la vicenda Nuove Acque, sempre a guida Nannini. Ovviamente.

Sulla testa dei cittadini che a torto o a ragione subiscono il monopolio di Suez e Acea senza diritto di replica, e per questo certamente non la amano né la gradiscono (e con aumenti pari a 5 volte il costo della vita li capisco) gliela mettono sul capo anche dopo la scadenza naturale, ovvero fino al 2027.

Scelgon di fare questa abile mossa, 50 giorni prima del voto per il parlamento nazionale.

Nemmen se li avesse pagati Berlusconi sarebbero riusciti a render un così grande favore all’avversario di sempre. E poi chissà…

La cronaca della giornata:

Approvata a maggioranza la proposta di proroga di 3 anni della concessione a Nuove Acque per la gestione del servizio idrico.

La conta dei voti ha visto 19 comuni per il sì, 4 astenuti e 6 contrari.

Marco Sacchetti, che presiede l’assemblea in qualità di rappresentante del comune capoluogo, aveva chiesto un rinvio della decisione: 14 hanno votato contro e 12 a favore.

“Nuove Acque – spiega la nota Ait – è il gestore del servizio idrico integrato della zona e il motivo a favore dell’estensione riguarda la possibilità di attivare nuovi investimenti nel settore acquedottistico, depurazione e fognature nel territorio gestito dalla società. L’estensione favorirebbe anche l’assolvimento efficace del mutuo bancario cui l’azienda ha attinto e migliorare la capacità economica per le opere da attivare, infatti un numero di anni più lungo di fronte garantisce massimamente gli istituti bancari che hanno fatto prestiti.”

Verbale degli interventi inviato da Ait:

Introduce l’assessore Marco Sacchetti di Arezzo: “La proposta portata in conferenza è un’ottima proposta, perché dobbiamo partire anche dalla normativa vigente che ha regole abbastanza stringenti. Ha una validità tecnica ed economica, perché gli investimenti hanno bisogno di mobilità e dinamicità. Stare fermi significherebbe nei prossimi anni bloccare tutto e poi ripartire con spese maggiorate. C’è un beneficio economico-finanziario che riguarda il tempo più lungo e quindi un’ottima rinegoziazione con le banche.

Detto ciò la politica e le associazioni culturali e di categoria, non solo i comitati, hanno dato vita a un acceso dibattito sui giornali locali in questi giorni che spostano i termini del problema. Senz’altro non c’è conoscenza nella società civile e nei corpi intermedi di come funziona il servizio idrico integrato, e quindi serve forse ascoltare le lamentele e farsi parte attiva per avvicinare le comunità territoriali alle questioni concrete, al di là degli ideologismi. Qui è la politica che deve tornare protagonista. Sospendiamo questa delibera e facciamo degli approfondimenti. Capisco che ci sono delle scadenze che quindi non saranno rispettate, ma credo adesso sia meglio decidere così”.

Poi la parola è passata ai sindaci:

Marco Renzi, Comune di Sestino: “La montagna aretina ha bisogno di attenzione. Noi abbiamo bisogno di fontanelli gratuiti. So che questo intervento è fuori argomento, ma tenevo a dirlo.”

Pietro Tanzini, Bucine: “Sono in allarme perché quando si va a ritrattare questioni che insistono sulle tasche dei cittadini in periodo elettorale sono dolori. Si dice di dover fare nuovi ingenti investimenti? Sarà bene sentire ANAC su ciò che ha fatto Nuove Acque fino a ora?”

Francesco Sonnati, Foiano della Chiana: “Al momento c’è troppa spesa sulle spalle delle famiglie. Quindi decidiamo e andiamo avanti con la proroga.”

Riccardo Agnoletti, Sinalunga: “Il progetto è buono perché a questo punto avremo sul territorio una buona ricaduta con gli investimenti.”

Juri Bertolini, Chiusi: “C’è una proposta oggi che deve essere maggiormente condivisa con le priorità che nel nostro territorio ci induce a fare un esame più accurato. Apprezzo l’impostazione tecnica dell’AIT. Abbiamo problemi di siccità. E in mezzo a questa emergenza idrica che dalla primavera scorsa si trascina ancora e proseguirà nel corso del 2018, dobbiamo dare risposte dirette, efficaci e non possiamo rinviare ogni decisione. Se, come ha detto l’assessore di Arezzo, il piano presentato da AIT è ottimo, dobbiamo trarne le conseguenze e andare avanti, non fermarci.

Condividiamo le priorità legate all’emergenza idrica e informiamo i cittadini del problema.

Quando si pensa di allungare un periodo concessorio di una società c’è una decisione politica. Sappiamo che oltre alla tariffa ci sono compensi accessori che circa 700mila euro all’anno che vanno a Suez. Se vogliamo garantire investimenti diciamo che nei prossimi tre anni togliamo i compensi accessori a Suez.

Nuove Acque dovrebbe mantenere i piani presentati e fare le opere che erano state indicate.

Voterò a favore se inseriamo le due proposte che ho portato”

Ginetta Menchetti, Civitella in Val di Chiana: “Siamo qui per fare gli interessi dei cittadini. Fino a 15 giorni fa la stragrande maggioranza di noi pensava che la calmierazione della tariffa fosse utile e che 2 milioni di risparmio all’anno serviva a far bloccare la tariffa. Noi diciamo che vogliamo garanzia di investimenti, ma se non decidiamo adesso gli investimenti non ci saranno, e sicuro nei prossimi due anni i cittadini pagheranno. Se poi ci sono ulteriori questioni di alta politica che passano sulla nostra testa allora mi arrendo.”

Eleonora Ducci, Talla: “Più invasi diffusi sul territorio, non solo Montedoglio. Maggior numero di interventi sul territorio. Se andiamo verso la proroga ci deve essere una convenienza da parte del gestore, non solo del territorio. Quindi dovremmo avere un ritorno per le tasche dei cittadini, anche sulla quota versata a Suez e che adesso dovrebbe essere assolutamente rivista.”

Damiano Rocchi, Chianciano Terme: “Si dovrebbe andare avanti così, perché serve che gli utenti e i cittadini abbiano una risposta e non si facciano ritardi sugli investimenti. Se vogliamo aspettare un mese, seguendo la linea di Arezzo, possiamo fare più informazione sui territori. E comunque siamo d’accordo anche con il sindaco di Chiusi”.

Carlo Toni, Poppi: “Una volta l’acquedotto era un colabrodo, quando erano i comuni a occuparsene. Ora Nuove Acque ha la miglior performance per le perdite, il territorio ne ha meno in Toscana e in Italia.

Sono per la proroga perché il rinvio non mi garantisce che i cittadini paghino meno, anzi.”

Luciano Garosi, Montepulciano: “Con la proroga si parla di 93 milioni di investimenti, senza proroga saremmo con davanti 4 anni di difficoltà anche sulle manutenzioni, altro che investimenti…

L’emergenza idrica del 2017 che continua ci ha messo in ginocchio. Gli investimenti sono fondamentali, quindi andiamo avanti con proroga. Ricordiamoci che se non decidiamo portiamo un aumento dal 2018 al 4,8%, invece con la proroga l’incremento sarebbe soltanto dell’1,56%.”

Daniele Bernardini, Bibbiena: Condivido i contenuti del progetto dall’inizio a oggi. L’analisi di Sacchetti all’inizio è buona, ma non sono d’accordo nel rinviare la decisione perché noi siamo i sindaci, noi abbiamo il dovere di non rinviare le responsabilità che porterebbero i cittadini a pagare più incremento di tariffa già da quest’anno se non diamo seguito al progetto di estensione dell’affidamento del servizio a Nuove Acque.”

Giacomo Gazi, Torrita di Siena: “Se si rinvia l’estensione si fanno pagare di più i cittadini e non avremo investimenti. Non mi sembra logico quindi rinviare la decisione. Votiamo a favore.”

Alberto Ciolfi, Capolona: “Ho sentito proposte interessanti. Ma il Comune di Arezzo che è il più importante chiede un rinvio, dovremmo seguire il consiglio del comune più grosso del territorio.”

Castel San Niccolò: “Votiamo. Avanti.”

Roberta Casini, Lucignano: “O Suez accetta l’emendamento oppure non si concede la proroga.”

Nicolò Caleri, Pratovecchio Stia: “Sapevo che c’era urgenza di una scadenza del gestore con le banche, ed era una notizia che sapevamo tutti da prima. Se è così credo che dovremmo votare favorevolmente all’estensione.”

Mauro Cornioli, Sansepolcro: “Rimango perplesso del fatto che 700mila euro di prestazioni accessorie ora si possono utilizzare per pagare meno la bolletta. Ma quanto ci guadagna Nuove Acque se possono proporci questo abbattimento di soldi in tre anni, addirittura oltre 2 milioni?”

Dopo la discussione l’assessore Sacchetti del Comune di Arezzo ha proposto di sospendere la decisione.

La votazione ha visto 12 favorevoli, 14 contrari e 3 astenuti.

Quindi si è andati a votazione dell’unico punto all’ordine del giorno con 19 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti.

La proroga per Nuove Acque fino al 31 dicembre 2027 è passata con le proposte del Sindaco di Chiusi: ridiscussione delle priorità degli investimenti di Nuove Acque con maggiore attenzione ai territori colpiti dall’emergenza idrica 2017; che le prestazioni accessorie previste per il gestore non siano più attive dal 2024 al 2027; che non vengano applicati dal 1° gennaio 2018 gli aumenti inizialmente previsti.

Il commento del Comitato Acqua Pubblica

Ieri la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 4  si è spaccata in due sulla decisione riguardo la richiesta di proroga della concessione da parte di Nuove Acque .

E' vergognoso che da parte della maggioranza dei sindaci presenti al momento del voto sia stata ostinatamente avversata la proposta ragionevolissima di rimandare questa decisione , anche di un mese o due, dando modo così ai Consigli comunali , cioè agli eletti dai cittadini, di pronunciarsi in merito.
Hanno fatto la differenza i Sindaci della Valdichiana, con l'eccezione di Lucignano,  tutti schierati in difesa dell'illusoria prospettiva di futuri ingenti investimenti senza aumenti delle tariffe. 
Purtroppo per i cittadini questo miracoloso scenario non si avvererà  come non si è avverato quello paventato  20 anni fa dai Sindaci  del tempo. Ma allora, come ora, sarà troppo tardi: chi ci doveva guadagnare ci avrà già guadagnato.
 

 

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