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Ripubblicizzazione dell'acqua: fuffa! Non ci credo neanche morto.

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Ripubblicizzazione dell'acqua: fuffa! Non ci credo neanche morto.
 

 
Si stringono i tempi della campagna elettorale, Renzi parla di abolire il canone Rai, Ghinelli&co lanciano un sasso: rispettare la volontà popolare espressa col referendum, mai applicato, circa la “proprietà” pubblica dell'acqua ossia non consentire il rinnovo della concessione a NuoveAcque.
Mi fanno storcere il naso, prudere il capo e sentire un brivido lungo la schiena le dichiarazioni di parte della maggioranza che sostiene la giunta Ghinelli che spingono affinché non venga concessa la proroga della concessione al (criticatissimo) gestore attuale NuoveAcque, ma gli venga anzi sottratta la gestione dell'acqua per “ripubblicizzarla” affidandola alla società Estra. Dicono persino che così danno seguito alla promessa fatta in campagna elettorale.
Dalla padella alla brace: non pubblicizzi un piffero, cambi solo gestore.
Restituire l'acqua e sua gestione alla cittadinanza si ottiene soltanto cancellando gli ultimi 18 anni, quando l'allora sindaco di Arezzo, Ricci, fece quella improvvida operazione che ha scontentato molti (non tutti perchè qualcuno ci ha guadagnato e molto), con l'affidamento del ciclo delle acque ad una società mista pubblico-privato (?!) dove la parte pubblica si limita a cariche, incarichi, appannaggi e utili dalle quote. Che tutto questo si ottenga a spese dei cittadini pare evidente.
Nel 2015, quando venni candidato per RisorgimentoAretino alla carica di sindaco di Arezzo, feci la conoscenza di Gianfranco Morini, che si candidava per porre in evidenza le storture di questo sistema di “gestione” della primaria risorsa comune. Un incontro piacevole, una persona che adesso mi stimo di conoscere. Quindi a lui mi sono rivolto per confrontarmi sulla attualità. E ci siamo trovati d'accordo sulla ipotesi della voglia di Estra di entrare in NuoveAcque, con obiettivi un po' più ambiziosi, quale origine di queste “uscite”. Niente c'entra il rendere l'acqua ai cittadini.
Certo l'espansionismo di Estra ben si inquadrerebbe coll'ingresso nel settore acqua e nella relazione diretta con giganti dei servizi come Acea e Suez. Lo scambio fra la proroga della concessione a NuoveAcque (che parebbe ostacolata dalle parole dei politici aretini) e l'ingresso di Estra fra i soci del gestore NuoveAcque rientrerebbe in pieno fra le manovre di bassa politica.
Infatti solo uno che pensa che gli aretini siano cretini può dire che scambiare NuoveAcque con Estra significhi ripubblicizzare l'acqua. Estra è società di diritto privato, votata all'utile e non alla tutela dei clienti. Mi ricordo che chiesi ad Estra una informazione banale, legata alle numerose società satellite; questa fu la risposta Gentile Signore, in relazione alla Sua richiesta del 18/07/2015, essendo la medesima inquadrabile nell'ambito del diritto d'accesso disciplinato dall'art. 23 della L. 241/1990, rappresentiamo che, in carenza di un'esplicitata motivazione, non si ravvisa un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso, requisiti necessari, in base alla norma in parola, al fine dell'evasione della richiesta. Sulla base di quanto esposto, pertanto, non siamo in grado di evadere la Sua richiesta. Restiamo a disposizione in relazione all'eventuale specifica delle motivazioni che vorrà presentare e La informiamo, altresì, che la scrivente società assolve agli obblighi di comunicazione previsti dalla normativa vigente (tra i quali anche quelli concernenti i dati da Lei richiesti) nei confronti dei rispettivi soci, che a loro volta parimenti si relazionano con i relativi Enti Locali soci.
Non ci vidi una grande predisposizione al rapporto cogli aretini, alla loro tutela.
Quindi si minaccia di tagliar fuori NuoveAcque per costringerla a prendere Estra come socio: poi si dirà che di più non si poteva fare e che così si tutelano i consumatori. Dimenticando che Estra avrebbe difficoltà a gestire le acque adesso, in vista della quotazione al pubblico. Già, si spaccia “quotazione al pubblico” quale “pubblico”, l'idea di vendere a terzi il 49% di Estra permette ai comuni soci di incassare liquidità dalla vendita delle azioni continuando a mantenere il controllo. Ma la società Estra agisce come azienda privata, lo dicono gli utili elevatissimi.
Certo bloccare la proroga a NuoveAcque per gli anni successivi al 2024 è doveroso. Non vorrei però venisse concessa in uno scambio che sia nuovamente a danno degli aretini che si espressero in quel famoso referendum e che sono scontenti delle tariffe (dovute alla politica che obbedisce alla richieste dei gestori). Il giorno 11 gennaio si terrà una assemblea determinante, ma voi che dite?
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