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Lettera aperta al mio amico e compagno Tito Barbini

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Lettera aperta al mio amico e compagno Tito Barbini

 
Caro Tito,
ho apprezzato la tua lettera a Piero Grasso, che potrei condividere in gran parte, soprattutto nella richiesta di un progetto politico più radicale.
Purtroppo non riesco ad avere il tuo entusiasmo per la nuova formazione politica.
La prima scelta di Grasso è stata la eliminazione di ogni riferimento alla sinistra! Quasi una volontà di nascondere, di mimetizzarsi, di...non farsi percepire come sinistra. E tutto questo entusiasmo per un accordo col grillismo non solo mi lascia scettico e perplesso, ma un po' anche mi indigna.
Pensare che l'Italia debba essere salvata da Berlusconi mi dà il mal di testa e, soprattutto, mi dice del degrado della politica, ma anche della perdita del senso di responsabilità di molti che si dicono di sinistra.
Qualcosa dovremmo pure imparare dal centro destra: la capacità di stare insieme nonostante le differenze. Il problema è l'obbiettivo che ci proponiamo. Può darsi che il male minore sia un obbiettivo triste e non entusiasmante. Ma il male maggiore?
Regalare regioni come la Lombardia e il Lazio al fascioleghismo pensi sia più di sinistra? E che sia nell'interessa degli italiani?
Dici che dobbiamo cercare nuove alleanze, non con chi si genuflette ai profeti della diseguaglianza e della povertà
Sono d'accordo. Ma pensi che Salvini, Berlusconi, Di Maio siano profeti migliori?
Io sono stato e sono criticissimo sulle scelte del governo Renzi (jobs act, buona scuola, politica dei bomus..quella che D'Alema considera di sinistra), ma non posso dimenticare che sono state approvate leggi sui diritti che la vecchia sinistra non aveva mai avuto il coraggio e la forza di approvare; compresa l'adesione al PSE, mai riuscita alle vecchie gestioni.
Allora credo che, pur nella richiesta di un progetto di sinistra più radicale (anche se questo aggettivo non porta bene), dobbiamo avere un po' più di realismo.
Io sono un anziano scettico. Ma mi lasciano perplesso gli eroici furori della tarda età!
Quando vedo quel nome “Liberi ed Uguali” non penso al futuro, ma al passato, all'egalitarismo di fine 700 ed inizio 800.
Oddio, vista la cultura politica oggi prevalente, anche quelle idee sarebbero un progresso.
Caro Tito, non perdere quel pragmatismo che ha caratterizzato la tua esperienza politica. Che non vuol dire rinunciare alle idee. Al contrario. Proprio sulle tracce del pensiero marxiano per me significa avere un progetto radicale con chiare le tappe per avvicinarsi alla sua realizzazione. Senza far prevalere rancori personali e lotte a presunte leadership che tanto finiscono da sole, anzi sono già finite
Con affetto e stima
Giorgio Renzi

 

Caro Giorgio,

ti ringrazio per la bella lettera e per l'invito a una riflessione attorno alla mia scelta. Sei un compagno che stimo molto e quindi, senza entrare in una sorta di botta e risposta nei social, che davvero non mi interessa, sono invece molto interessato a dialogare con te. Partiamo con una prima riflessione che attiene al rapporto con il PD. Con la sciagurata legge elettorale, imposta con 8 voti di fiducia, andremo ad un sistema proporzionale quasi puro, che non prevede coalizioni, ma la composizione di una maggioranza di governo nell'ambito del parlamento che uscirà dalle urne. D'altronde Renzi è rimasto solo e beffato da una legge elettorale che aveva pensato per punire altri. Grande statista... mi verrebbe da dire. Quindi nessuna chiusura al centro sinistra e tantomeno aperture ai Cinque Stelle o alla destra Berlusconiana. Vedrai, caro Giorgio, l'accordo con Verdini saranno altri a cercarlo.

Nel parlamento che uscirà , il primo incontro di Liberi e Uguali sarà con il PD. ma lo sarà sui contenuti e sui valori. Pensi che dobbiamo stare insieme in Lombardia con Gori senza chiederti perché in tanti siamo usciti dal PD ? Perché dove pure eravamo insieme a Pistoia, Genova, e tante altre realtà, abbiamo perso rovinosamente? Puoi suggerirmi una risposta? No caro Giorgio , non siamo dei velleitari, come non lo sono stati Corbyn o Sanders , siamo stati e saremo molto unitari nel costruire una nuova stagione , ma nella chiarezza.

Ho scritto un libro per affermare il bisogno di costruire una nuova storia partendo dalla crisi e dall'immobilismo della sinistra europea. Figurati se mi nascondo dietro nostalgie o solitudini rivoluzionarie. Devo stare con i piedi per terra ? Non ho fatto altro nella mia vita di dirigente politico e amministratore pubblico. Ma ora dobbiamo stare attenti a non calpestare, appunto con i piedi per terra, quei valori della sinistra che il Pd di Renzi ha fatto cadere come foglie morte. Ci sono solo due leggi che affrontano due grandi temi sui diritti civili e sono il frutto di battaglie che abbiamo condotto insieme. Poi ci sono contenuti e valori che nulla hanno a che fare con la sinistra ( sul lavoro, sulla sanità, sulla scuola, sui migranti, sullo ius soli, sulla vendita delle armi, ecc) e che hanno portato milioni di elettori ad abbandonare il PD e tanti militanti, come il sottoscritto, ad uscire da quel partito dopo anni di disagio e di perdita di un senso profondo di appartenenza. Ecco perché dobbiamo uscire da un politicismo confuso ( voto utile, favori alla destra...) come se in questi tre anni non gli avessimo regalato alla destra e alla lega mezza Toscana e quasi tutto il Paese. Senza scomodare i padri nobili della sinistra con il mio impegno penso di guardare avanti.

Ecco perché il tema non è tornare a Prodi ma arrivare a Corbyn. Certo Corbyn non ha vinto per un pelo , ma ha ridisegnato un orizzonte per l'identità della sinistra. Solo cosi possiamo parlare ai giovani e ridare un'anima a questa sinistra italiana ed europea. Concludo sulle tue osservazioni in merito a Grasso. La mia lettera aperta partiva proprio dal bisogno di innervare l'azione di un Leader con una passione e radicalità. Sentivo il tuo stesso bisogno. Poi ieri sono andato a leggermi il discorso che Grasso ha fatto davanti a una fabbrica occupata a Frosinone con centinaia di operaie e operai davanti ai cancelli. Ha parlato di Patrimoniale per i ricchi, ripristino art. 18, parità salariale per uomini e donne, abolizione dei ticket sulla sanità e universalità di accesso alle prestazioni, progressività nel prelievo fiscale, priorità alla scuola e alla ricerca , riscrivendo la "buona scuola" ecc. e allora ho ripensato a all'esortazione di Nanni Moretti , ma questa volta senza il D'Alema che vi mette ansia, ecco qualcuno che finalmente dice qualcosa di sinistra !

Un caro saluto, Tito.

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