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Piombo in un lotto di farina Senatore Cappelli di Anghiari. Richiamo ministeriale

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Piombo in un lotto di farina Senatore Cappelli di Anghiari. Richiamo ministeriale

 


Il Ministero della Salute il 3 gennaio ha pubblicato sul sito nella pagina dedicata alle allerte alimentari nella sezione ‘Avvisi di sicurezza’, il richiamo della Farina Bio di grano duro Senatore Cappelli Macinata a pietra da Agricoltura Biologica per la presenza di tenori di piombo oltre i limiti consentiti. Il provvedimento è stato disposto in via precauzionale dalla stessa azienda produttrice, la Gorfini Giuliano con sede dello stabilimento ad Anghiari (provincia di Arezzo), in località San Lorenzo n. 43. La farina coinvolta dal richiamo è venduta nella confezioni da 1 kg e fa parte del lotto con scadenza 10 luglio 2018.

Nel richiamo si raccomanda di non consumare il prodotto e di restituirlo al punto vendita dove è stato acquistato, che provvederà al rimborso.
L’assorbimento di piombo nell’organismo umano, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello ‘Sportello dei Diritti’, può costituire un grave rischio sanitario, può ostacolare lo sviluppo del processo cognitivo e delle prestazioni intellettuali nei bambini, nonché aumentare la pressione sanguigna e le patologie cardiovascolari negli adulti. Il piombo si può annidare in alcuni degli alimenti più comuni, esiste nell’ambiente e tracce possono finire negli ingredienti che sono utilizzati nella produzione di latte. Gli effetti tossici possono causare conseguenze negative permanenti a livello cerebrale e minare le capacità cognitive in particolare di neonati e bambini piccoli che sono particolarmente vulnerabili. 

 

La USL ha diramato il seguente comunicato

In riferimento alla notizia uscita sul sito del Ministero della salute di un ritiro dal mercato di un lotto della farina di grano duro "Senatore Cappelli" dell'azienda agricola biologica Gorfini di Anghiari precisiamo quanto segue:

i controlli sono previsti per legge sia da parte della Asl che del produttore e quindi anche la comunicazione del ritiro in base al regolamento 178 del 2002 art 19.

'È stato lo stesso produttore - ha detto Guido Bichi responsabile sanità veterinaria e sicurezza alimentare Ausl Toscana sud est - dopo aver effettuato le proprie analisi, a autodenunciare immediatamente il fatto e quindi a mettere in sicurezza i propri clienti. Questo è sintomo di onestà e trasparenza, episodi rari e quindi non ci rimane che ringraziarlo".

Il problema è dovuto ad un macchinario per la pulitura del prodotto difettoso e già sostituito. Quasi la totalità della farina venduta è già stata rintracciata e ritirata.

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