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Oggetto: UBI/ex Etruria - La voce dei bancari

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Oggetto: UBI/ex Etruria - La voce dei bancari

 

Pur non scandalizzandoci, assistiamo con meraviglia e con un certo sconcerto al quotidiano rimbalzare del nome BancaEtruria in tutti i media nazionali e locali, nelle prime pagine, nei lanci d'agenzia, come prima notizia nei tg.

Se, da una parte, ci teniamo doverosamente distanti dagli aspetti politici legati alla vicenda, se dall'altra attendiamo fiduciosi il lavoro dei magistrati e l'esito dei lavori della Commissione parlamentare, ci sentiamo però chiamati in causa come dipendenti della ex Etruria da tutto questo cancan mediatico.

E non ci stiamo a passare per chi avrebbe lavorato, prestato servizio nel centro nazionale del malaffare. Infatti, ad informarsi bene, la Commissione parlamentare sta affrontando - seppur in tempi troppo brevi - un po' tutti i vari "casi" bancari degli ultimi anni, il comportamento della Banca d'Italia e della Consob, i rapporti fra queste due istituzioni (e molto ci sarà o ci sarebbe da dire), il peso delle Autorità europee nella "risoluzione" delle quattro banche come pure nelle vicende di altri istituti, diversità di trattamento fra banca e banca, ma sembra invece che lì dentro si parli solo della vecchia BancaEtruria.

Molte volte, anche di recente, abbiamo detto che ora vogliamo guardare al futuro, al nostro futuro lavorativo, dopo tanto penare e dopo l'entrata a fine novembre in UBI Banca, ma - dando uno sguardo indietro - ci piacerebbe nel contempo ricordare a tutti che BancaEtruria aveva sessantacinquemila soci, più di millesettecento dipendenti, trecentomila clienti, attorno alle duecento filiali in otto regioni e più di centotrenta anni di storia. Numeri veri e pesanti che dovrebbero far capire a tutti che non eravamo e non siamo mai stati la banca di una famiglia. Rivendichiamo - noi in servizio e tutti coloro che ci hanno lavorato - la nostra dignità di dipendenti, di professionisti seri e preparati e di ex soci, che hanno pagato amaramente colpe non nostre.

Tutto il buono di BancaEtruria sta proseguendo nel nuovo Gruppo grazie ai suoi lavoratori, ai clienti e alla presenza nel territorio, e la FABI - il primo sindacato in Italia tra i bancari e anche in UBI - continuerà a fare la sua parte per cercare di valorizzare al massimo tutto questo bel capitale.

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