Prima Pagina | Arte: da vedere | Un laboratorio d’arte prenatalizio a Montalcino

Un laboratorio d’arte prenatalizio a Montalcino

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Spinello Aretino Spinello Aretino

Sabato 2 dicembre, alle ore 15, presso l’Abbazia benedettina di Sant’Antimo, nell’ambito del progetto l’Officina dell’Arte Spirituale, l’Arcidiocesi di Siena Colle val d’Elsa promuove un laboratorio nel corso del quale verrà realizzata una Corona in occasione dell’Avvento, periodo dell’anno liturgico che, com’è noto, prepara all’arrivo del Natale.

 

Il programma prevede un visita guidata alla prestigiosa Abbazia, nata come monastero benedettino agli inizi dell’VIII secolo per volere dei Longobardi, dove si narra –ma in assenza di documentazioni non c’è alcuna certezza al riguardo-  che lo stesso Carlo Magno pose il suo sigillo risalendo da Roma la via Francigena. Vero è tuttavia che il complesso monastico ha una storia di grande interesse per gli studiosi ma anche per gli amanti delle belle arti, per cui  l’evento organizzato dall’Arcidiocesi  si presenta come un’occasione da non perdere, considerando quanto meno le notevoli componenti architettoniche sopravvissute al declino che nel corso dei secoli ne ha caratterizzato le vicende (e che ovviamente non è possibile ripercorre in questa sede). Restano in effetti dell’antico complesso la Cappella Carolingia, pochi elementi antichi della Sala Capitolare –dove si svolgevano le riunioni del Capitolo dei Monaci- ed il Chiostro. La facciata esterna in particolare è caratterizzata da una finestra a lunetta sotto la quale si apre una porta che conduce alla cripta. All’interno, la Cappella Carolingia -a navata unica- presenta affreschi risalenti al 1300 che narrano episodi della vita di san Benedetto.

Ma è la chiesa abbaziale di Sant’Antimo, con il campanile alto più di 27 metri e visibile in tutta la zona, con bifore e monofore nelle varie pareti, che merita un’attenzione particolare. Si tratta infatti di qualcosa di unico. L’architettura romanica, opera di maestranze lucchesi (un’iscrizione sulla controfacciata ne fa risalire il progetto ad “Azzo … progenie tuscus Porcorum sanguine cretus “), all’interno presenta tre navate e un abside a semicerchio con un deambulatorio ( cosa rarissima in Italia: si tratta infatti di un elemento di origine francese) e una copertura a capriate lignee ove campeggiano le “Lune”, stemma dei Piccolomini; infatti il soffitto ligneo venne restaurato durante il pontificato di papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, che ne affidò la guida al vescovo di Montalcino. Molte le opere d’arte tre-quattrocentesche presenti all’interno della chiesa, in particolare sculture marmoree ed affreschi tra cui occorre segnalare almeno quelli di artista anonimo che campeggiano sopra quello che fu il sepolcro di Sant’Antimo e soprattutto l’affresco raffigurante i santi Gregorio Magno e Sebastiano considerato da una parte della critica opera di Spinello Aretino.

Per tornare però alla iniziativa arcidiocesana, il programma successivo prevede che sulla Corona vengano applicate quattro candele (ciascuna con una sua particolare simbologia) da accendere –come da tradizione- una per volta ogni domenica di Avvento, affinché siano illuminate nei giorni di festa le case dei partecipanti. Ed infine, la prima candela dell’Avvento sarà accesa  su una corona più grande realizzata per la chiesa abbaziale.

Oltre a ciò, va segnalata l’apertura  continua dell’Abbazia di Sant’Antimo tutti i giorni, nonché la tradizionale processione del 3 dicembre in occasione delle celebrazioni di Maria Immacolata.

 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0