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A Pistoia e a San Gimignano lo “Sguardo Italiano” di Alberto Sinigaglia

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A Pistoia e  a San Gimignano lo “Sguardo Italiano” di Alberto Sinigaglia

La mostra è curata da Elio Grazioli mentre il catalogo è dell’editore Sillabe.

 

A partire dal 24 novembre e fino al 25 febbraio, il Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia e a San Gimignano dal 25 novembre fino al 4 marzo, presso la galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada, due grandi esposizioni -che partono praticamente in simultanea- metteranno a disposizione del pubblico i lavori di Alberto Sinigaglia, fotografo da tempo impegnato in un’originale ricerca che si pone l’obiettivo di superare tanto la pratica di coloro che mirano al ridimensionamento del ruolo conoscitivo dell’immagine, quanto quella di quanti invece mostrano l’intenzione  di recuperarla ed anzi rafforzarla di più, magari tramite la didascalia se non con la testimonianza diretta. Sinigaglia, al contrario, facendo affidamento in primo luogo sul ruolo primario dello stesso strumento tende a recuperare “con un uso differente e positivo  … la funzione conoscitivo-immaginativa in versione visiva”.

Detto in questo modo il suo fare fotografie può apparire un lavoro di difficile interpretazione; ma in realtà basta vedere le immagini per rendersi conto delle intenzioni dell’artista e dei risultati. Si veda quanto appare nelle due esposizioni, dove l’artista accosta due progetti, il primo fondato sul cielo, intitolato Big Sky Hunting, il secondo invece su Las Vegas, dal titolo Microwave city. Non c’è spazio naturalmente in questa sede per dar conto appieno degli scopi che il doppio lavoro si propone; secondo le parole dell’artista nel primo caso si tratta di “un viaggio ai limiti”, i limiti che sono segnati dal tempo e dallo spazio, i limiti della verità e della finzione, dove la “caccia” l’Hunting rappresenta il bisogno dell’uomo ossessionato dal controllo spazio temporale. Nel secondo caso invece, cioè la “città a microonde”, Microwave city, si tratta entriamo nell’effemiro, laddove Las Vegas appunto ne sintetizza in pieno il senso dove “non è possibile creare una linea netta distintiva tra realtà ed artificio”. Qui, le ‘nuvole’ che appaiono (fig 2) sono quelle delle esplosioni (ed in effetti una delle prime attrazioni di Las Vegas in realtà furono i test atomici atomiche che si tenevano non lontani dalla città). Sinigaglia ne ha selezionato alcune immagini dall’archivio di Los Alamos e le ha rilavorate “al fine di produrre innocue, morbide, misteriose nuvole sospese nel cielo”, dice. “La bomba è lì ma è mimetizzata, il fruitore ne può percepire la presenza, ma la bomba è nascosta dal potere mistificatorio della fotografia”

E così l’immagine di Microwave City, diviene la rappresentazione dell’altra faccia di Las Vegas, rielaborata dall’artista come fosse “cotta” al microonde, e quasi radioattiva.

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