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Collegio dei Revisori e comune di Arezzo: è conflitto?

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Collegio dei Revisori e comune di Arezzo: è conflitto?

 

La materia è squisitamente tecnica, difficile capire per un cittadino comune, dove inizino e dove finiscano le competenze del collegio dei sindaci revisori. Sta di fatto che il rag. Fabio Vergamini, commercialista e presidente dell’organo di controllo, non è nuovo a questo genere di richiami all’ente sottoposto alla sua vigilanza.

Anche il bilancio della provincia infatti è stato oggetto di critiche ed è stato dato dal medesimo presidente, parere negativo e approvato comunque dai consiglieri.

La nomina dei sindaci revisori, dovrebbe essere per estrazione. Uso il condizionale perché è statisticamente anomalo che lo stesso revisore, estratto all’interno di un collegio di circa 70 candidati, sia stato casualmente estratto sia nel comune capoluogo che nell’ente provinciale. Le probabilità sono esattamente dello 0,0204%. Ma la sorte a volte è assai strana.

Certo qualche riflessione vien da farla, soprattutto dopo aver inserito il nome nella sezione notizie di Google…

 

(Screenshot della sezione notizie di Google)

Nel 2016 infatti si incendiarono le polveri anche a Pisa, dove sempre Bergamini è presidente del collegio dei sindaci.

Qui le polemiche divennero al calor bianco, tanto da spingere il prefetto Visconti ad inviare una nota al Ministero degli Interni per avere chiarimenti. Nota a cui il presidente del collegio replicò con una querela contro il prefetto.

La storia aveva già avuto dei precedenti burrascosi, visto che nella seduta consiliare pisana del 14 maggio 2014, come da registrazione audio citata dal quotidiano Il Tirreno, si possono sentire i membri del collegio sindacale accolti da un corale “vergogna, vergogna” da parte dei consiglieri in aula…

l motivi delle frizioni aretine, si riferiscono alla delibera approvata a maggioranza in consiglio comunale, con cui si è definitivamente acquisito il parcheggio Baldaccio.

I revisori hanno mandato tutti gli atti alla Procura della Repubblica e a quella presso la Corte dei Conti, ipotizzando irregolarità gestionali e chiedondo sia valutata l’esistenza di danni patrimoniali o addirittura responsabilità penali.

Insomma se a Pisa han potuto ammirare i fuochi pirotecnici, ad Arezzo almeno qualche petardo virtuale è lecito aspettarselo

 

 

 

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