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La gestione dei rifiuti nell'ATO Sud, risponde Sei Toscana

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La gestione dei rifiuti nell'ATO Sud, risponde Sei Toscana

Sei Toscana risponde ad alcune domande su quantità di rifiuti prodotti, raccolta differenziata ed impatto dei flussi turistici sui rifiuti generati nell'ATO Toscana Sud

 

Abbiamo rivolto alcune domande a Roberto Paolini, Presidente di Sei Toscana dal 2016; 61 anni, nato a Siena, è commercialista e vanta un’esperienza pluriennale come dirigente d’azienda e amministratore in diverse realtà di rilievo sia regionale che nazionale.

Sei Toscana è il gestore unico, dal 1° gennaio 2014, del servizio integrato dei rifiuti urbani nelle province dell’Ato Toscana Sud(province di Arezzo, Grosseto e Siena e sei Comuni della provincia di Livorno), copre circa la metà dell’intera superficie regionale e racchiude 105 comuni (36 aretini, 28 grossetani, 6 livornesi e 35 senesi).

Un territorio molto eterogeneo che comprende zone montane, collinari e marittime, fatto di piccoli borghi, città d'arte, luoghi patrimonio dell'Unesco, parchi e riserve naturali. Un territorio prezioso e unico in cui la gestione sostenibile dei rifiuti riveste un ruolo strategico ai fini della salvaguardia e della tutela dell'ambiente.


Le province di Siena e Grosseto hanno una produzione di rifiuti urbani totali (differenziati e non) superiore a 600 kg abitante anno, le altre province toscane, con eccezione di Livorno che supera gli 800 kg abitante anno, si attestano su 500/550 kg abitante anno; a cosa è dovuta questa produzione di rifiuti urbani superiore alla media della maggiore parte delle province toscane? Intende fare qualcosa per cercare di ridurla?

Nel territorio dell’Ato Toscana Sud dove svolge il servizio Sei Toscana, i dati certificati dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR) per il 2015 vedono una produzione di rifiuti media annua per abitante così delineata:

  • Provincia di Arezzo: 558 kg/anno per abitante (345.110 abitanti e 192.737.240 kg/anno prodotti)
  • Provincia di Siena: 609 kg/anno per abitante (269.388 abitanti e 163.985.730 kg/anno prodotti)
  • Provincia di Grosseto: 637 kg/anno per abitante (223.652 abitanti e 142.441.120 kg/anno prodotti)
  • Provincia di Livorno (sei Comuni della Val di Cornia): 661 kg/anno per abitante (74.416 abitanti e 49.223.034 kg/anno prodotti)
  • Regione Toscana: 600 Kg/anno per abitante (3.744.398 abitanti e 2.246.658.900 kg/anno prodotti)

La provincia di Arezzo risulta essere fra le più virtuose della regione, mentre gli altri territori del bacino di ambito (province di Grosseto, Siena e Val di Cornia) registrano una produzione di rifiuti annua per abitante al di sopra della media regionale. Il motivo è da ricercarsi principalmente nella forte vocazione turistica da sempre caratteristica del territorio. Le zone costiere dei comuni grossetani e livornesi, e le tante città d’arte e borghi medievali che caratterizzano anche il territorio senese, contribuiscono infatti in modo significativo alle alte produzioni di rifiuto registrate. Soprattutto nei periodi estivi, molti comuni dell’Ato Toscana Sud aumentano in modo considerevole i propri abitanti, arrivando in alcuni casi a registrare un numero tre volte superiore rispetto a quello dei residenti. Tale flusso turistico quindi, pur rappresentando una risorsa essenziale per il tessuto economico, ha un impatto negativo significativo per quanto concerne la produzione di rifiuti urbani.

Sei Toscana si impegna a diffondere una coscienza ambientale non solo ai cittadini residenti, ma anche ai tanti turisti che scelgono questo territorio per trascorrere le proprie vacanze. Per questo, il Gestore investe molte risorse nella comunicazione al cittadino e nei progetti di educazione ambientale: progetti di educazione propri, come “RI-Creazione” che quest’anno sarà alla sua terza edizione e che nei primi due anni ha coinvolto oltre 10.000 studenti delle scuole primarie e secondarie dei 105 comuni dell’AtoToscana Sud, e progetti promossi da enti terzi, offrendo in questi casi partnership tecniche e operative.

La media toscana di raccolta differenzia, per il 2015, certificata dalla Regione Toscana, parla del 46,9%, ancora piuttosto lontana dal 65% che sarebbe l'obiettivo fissato dalla normativa. I comuni che raggiungono questa percentuale nella nostra regione sono 60, nell'area Sud (GR, SI e AR) risultano solo 2, Magliano in Toscana (71,79%) a Grosseto e Chiusi (69,83%) a Siena. Inoltre ci sono molti comuni con una percentuale di raccolta differenziata molto bassa, in alcuni casi al di sotto del 20%. Visti questi dati, possiamo dire che ci sono problemi nella raccolta differenziata? Cosa non funziona? Tutto ciò non è drammaticamente in contrasto con la necessità di implementare l'economia circolare? Come intendete affrontare questo problema?

Attualmente la media della raccolta differenziata nell’Ato Toscana Sud è del 39%, con situazioni di grande diversità, poiché si va da centri che sono sotto al 20% ad altri che hanno superato già il 65%. Abbiamo ereditato una situazione molto disomogenea e in questi primi anni di attività abbiamo cercato di mettere in campo servizi di raccolta il più possibili omogenei, cercando di adattarli al territorio per renderli il più possibile efficaci e sostenibili da un punto di vista economico. Un lavoro difficile che sta iniziando però a dare i primi risultati.

Negli ultimi tre anni infatti, ARRR ha certificato una crescita costante delle percentuali di raccolta differenziata, con alcuni comuni che hanno visto addirittura raddoppiare le proprie percentuali. Questi balzi in avanti si sono registrati soprattutto in quei territori, penso soprattutto alla Valdichiana aretina e senese, dove sono state fatte nuove attivazioni di raccolta domiciliare e di prossimità. Ma buoni risultati si sono avuti anche in quei comuni che, grazie all’attivazione della raccolta della frazione organica, stanno iniziando progressivamente a crescere.

L’attivazione di nuovi servizi di raccolta differenziata inoltre ha comportato anche grandi investimenti da parte del Gestore. Solo nell’ultimo biennio, Sei Toscana ha investito oltre 7 milioni di euro: sono stati acquisiti 50 nuovi mezzi per la raccolta e lo spazzamento (camion e spazzatrici); circa 15.000 nuovi contenitori per rifiuti (cassonetti, bidoni, mastelli) per un investimento complessivo di oltre un milione di euro; oltre ad interventi di ristrutturazione e\o realizzazione sulle strutture a servizio della raccolta come cantieri, sedi operative, centri di raccolta e stazioni ecologiche.

Abbiamo cercato inoltre di rafforzare il rapporto diretto con il territorio e i cittadini che lo abitano grazie ad una continua attività di comunicazione, confronto e scambio con le nuove generazioni e con i singoli cittadini. Non solo, accanto all’informazione e alla sensibilizzazione, Sei Toscana ha recentemente intrapreso un’attività rivolta direttamente agli amministratori e tecnici dei comuni serviti. Si tratta di incontri seminariali promossi periodicamente per approfondire in modo specifico aspetti tecnici e concreti di quella complessa materia che è la gestione dei rifiuti. La risposta in termini di partecipazione è stata più che positiva nei primi tre incontri promossi nel 2017.

La sfida lanciata resta ambiziosa: più efficienza e innovazione del servizio pubblico, più raccolta differenziata e riciclo, standard ambientali sempre più elevati. Una sfida carica di futuro, perché significa non solo tenere pulite le nostre città ma anche sviluppare attività industriali legate alla green economy, puntando in maniera decisiva a sviluppare quell’economia circolare che riveste sempre più importanza nel contesto economico, ambientale e sociale.

Secondo la vostra esperienza qual è il sistema di raccolta differenziata (RD) più efficace?

Ciò che si intende per gestione dei rifiuti è un sistema complesso che non si limita solo alla pulizia delle strade e allo svuotamento dei cassonetti. Gestire i rifiuti significa mirare al raggiungimento di obiettivi di raccolta differenziata e soprattutto di riciclo dei materiali da reimmettere nei cicli produttivi. La gestione dei rifiuti deve per questo essere pensata con una dimensione industriale, con un soggetto in grado di perseguire efficienza e avere una visione di ogni fase nella sua complessità.

A volte si tende a ragionare solo sulle quantità dei rifiuti da raccogliere, perdendo di vista il vero fine della raccolta differenziata: il riciclo. Non esiste un sistema di raccolta differenziata in assoluto più efficace rispetto ad un altro. Credo che il sistema più efficace sia quello capace di adattarsi alle peculiarità del territorio e dei suoi abitanti, che coniughi al meglio efficienza, efficacia, sostenibilità, economicità.

Si sente spesso parlare di cassonetti intelligenti, postazioni ecologiche ad alta tecnologia, postazioni interrate, microchip in mastelli e codici a barre nei sacchi del porta a porta: tutti strumenti indubbiamente utili, ma che hanno costi in alcuni casi non sostenibili, specialmente per i comuni più piccoli. Per questo credo sia necessario un confronto costruttivo fra i diversi protagonisti del ciclo integrato dei rifiuti nel territorio: Sei Toscana, Ato, Comuni. La Società è sempre disponile a confrontarsi per cercare di dare al cittadino i servizi che si aspetta.

Il comune dell'area sud (Ar, Gr e Si) con la produzione, in assoluto, più alta di rifiuti urbani totali è Castiglione della Pescaia (1571,25 kg abitanti anno), insieme ad altri comuni toscani con forte affluenza turistica è tra quelli con la produzione più alta di rifiuti a livello regionale; come pensate di fare per affrontare il problema della produzione di rifiuti da flussi turistici?

Come ho già avuto modo di dire in precedenza, gran parte del territorio in cui operiamo risente in modo significativo dei flussi turistici. Questi sono una risorsa di primaria importanza per il nostro tessuto economico, ma per il Gestore rappresentano un problema da affrontare con attenzione e cognizione di causa. Per questo, abbiamo cercato di implementare sistemi di raccolta differenziata durante i periodi estivi soprattutto nelle località costiere. Ad esempio in alcuni comuni da giugno a settembre è attiva una raccolta differenziata direttamente in spiaggia, con gli stabilimenti balneari che in alcune zone sono serviti anche da una raccolta quotidiana porta a porta.

Nel periodo estivo inoltre, nei comuni più soggetti ai flussi turistici, sono rafforzate anche le attività di comunicazione rivolte al cittadino, come ad esempio la presenza nei mercati settimanali della stazione ecologica itinerante. Si tratta di un furgone attrezzato per la raccolta differenziata dove residenti e turisti hanno potuto richiedere informazioni, prendere materiali informativi e conferire particolari tipologie di rifiuto che di norma non possono essere raccolte attraverso i contenitori stradali come, ad esempio, pile, batterie, farmaci scaduti, olio alimentare esausto, lampadine. Altre azioni di sensibilizzazione sono state fatte in diversi comuni, non solo costieri, anche attraverso la partecipazione a festival e manifestazioni dove il Gestore ha potuto confrontarsi direttamente con residenti e turisti, cercando di promuovere in ognuno una forte coscienza ambientale.

Leggi anche ARPATnews " La produzione di rifiuti urbani nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto" - 2015 (ultimi dati disponibili certificati dalla Regione Toscana)

 

 

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