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Chi sa parli… oppure non faccia finta di sapere! (Piccinini e la morte di David Rossi)

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Chi sa parli… oppure non faccia finta di sapere! (Piccinini e la morte di David Rossi)

Uno scandalo che non c’è, dietro alle mezze frasi dell’ex sindaco di Siena alle Iene

 

Parlare di festini in una imprecisata villa tra Arezzo e Siena, in una fascia di quattro o cinquecento chilometri quadrati di un’area agricola di grandissimo pregio, costellata di ville che sembra il firmamento, mi ricorda tanto Collodi quando descrive i grandi medici al capezzale di Pinocchio:

“A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo!“- “Mi dispiace” disse la Civetta “di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero“.

“E lei non dice nulla?” domandò la Fata al Grillo-parlante. “Io dico che il medico prudente, quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto”.

Tutto ruota attorno al mistero della morte di David Rossi, il portavoce del Monte dei Paschi volato da una finestra la sera del 6 marzo 2013, nel pieno della bufera che aveva investito la banca.

«Ho seri dubbi - dice Piccini - che David si sia suicidato»: e fin qui nulla di nuovo, perché i dubbi ce li ha tutta l’Italia. Ma nel fuori onda l'ex sindaco tira fuori una storia da brividi. Parla di «alcune ville tra l'aretino e il mare», e dei festini che si facevano lì. Sarebbe per questo, secondo lui, che la magistratura potrebbe avere abbuiato tutto per evitare che scoppi una bomba morale. Poi per finire, un pizzico di servizi segreti, un spruzzatina di hard core, qualche personaggio nazionale da coprire e la torta nazional complottara è servita.

Io non ho intimamente alcun dubbio che ci siano verità inconfessate da confessare, ma sarebbe ora che a parlare chiaro coi magistrati e non solo con le telecamere delle Iene, cominciasse proprio chi ha occupato la sedia da primo cittadino, riferendo ciò che conosce da fonte diretta ed attendibile. Perché delle chiacchiere dei soliti quattro amici al bar, non sappiamo veramente cosa farcene.

Non voglio neppure immaginare cosa possa aver provato la moglie di Rossi, Antonella, guardando e riguardando le immagini crude del marito che le Iene hanno mandato in onda: non solo quelle ormai arcinote del corpo che cade quasi all'impiedi, e dei due colleghi di Rossi che mezz'ora dopo si avvicinano al morto, lo guardano e se ne vanno senza chiamare aiuto; ma anche quelle del corpo di Rossi sul tavolo dell'obitorio, spogliato, cosparso di segni e ferite che il volo non spiega. 

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