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Il presidente Osvaldo Ranica e l'ad Silvano Manella delineano gli scenari futuri di UBI banca in Toscana

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Il presidente Osvaldo Ranica e l'ad Silvano Manella delineano gli scenari futuri di UBI banca in Toscana

Presentati gli scenari futuri a due mesi dalla fusione per incorporazione della ex Etruria in Ubi Banca.

 

La sensazione generale è di trovarsi davanti a persone perbene. Memori di ciò che è accaduto a Prato con la collezione Alberti e la BPV, le prime domande hanno riguardato il patrimonio artistico di Casa Bruschi.

Val la pena ricordare quanto accadde a Prato. Palazzo degli Alberti è uno storico palazzo gentilizio di Prato, situato nel centro della città, nell'isolato fra via Banchelli, via Rinaldesca e via dell'Altopascio. Sede storica della Cassa di Risparmio di Prato, oggi del gruppo Banca Popolare di Vicenza, qui l'istituto bancario aveva collocato e aperto al pubblico la sua notevole raccolta d'arte.

Tradizionalmente detto "Il casone degli Alberti" ha l'ingresso è sulla piccola piazza che si apre su via Rinaldesca.

La Banca Popolare di Vicenza, nel 2008 aveva acquisito la Cassa di Risparmio di Prato portandosi via - sembrava temporaneamente per una mostra - parte rilevante della collezione artistica pratese. La promessa era riportarli "in città" una volta conclusa la mostra vicentina. Ma così non avvenne e il rifiuto dell’allora presidente della banca Gianni Zonin, nel corso di un incontro con il presidente della Provincia, avevano fatto esplodere il caso e la senatrice fiorentina Rosa Maria Di Giorgi, e il deputato pratese Matteo Biffoni, in merito alla vicenda espressero giudizi al vetriolo: "Spogliare un territorio dei suoi capolavori artistici è un atto degno dei conquistadores di Cortez o dei nazisti nella seconda Guerra mondiale. L’acquisizione di una banca da parte di un altro istituto di credito, non può autorizzare atti che privino il territorio e i cittadini di quadri di eccezionale pregio, come fossero bottino di guerra”.

Ma le risposte date dagli amministratori di Ubi non hanno lasciato spazio a equivoci. Persone in assoluta buona fede che probabilmente non hanno neppure compreso il motivo di tanto interessamento su un aspetto che tutto sommato deve essere parso loro marginale e su cui certamente non hanno posto neppure troppa attenzione. Casa Bruschi, hanno precisato, resterà al centro dell’attenzione artistica della banca, ma anche della città di Arezzo.  

Ranica ha quindi confermato la centralità dell'asset oro nel progetto di Ubi, annunciando anche la liquidazione di Oro Trading, la commerciale orafa che per anni aveva rappresentato una carta importante di Bpel. "Ci sono le aziende, che commercializzino" ha detto Ranica, inutile che lo facciamo anche noi, Del resto i margini operativi si erano molto abbassati negli ultimi anni.  Ha però precisato che l’esperienza acquisita ad Arezzo nella gestione del metallo prezioso, sarà estesa a tutta la banca.

Nessuna particolare spiegazione al rapporto che UBI banca intenderà stabilire nel nostro territorio tra raccolta e impieghi. BE dei tempi d’oro infatti, impiegava gran parte della raccolta effettuata nella sua area di copertura, ad interventi mirati alle imprese del territorio. Difficile immaginare che adesso questo flusso non prenda la direzione inversa, ma per il momento non possiamo far altro che stare a guardare.

Da segnalare il recupero della fiducia sul territorio: sono 3.400 i contatti riattivati con privati e aziende dopo la cessione a Ubi banca. Non ancora un saldo in pari, ma entrambi sono fiduciosi che questo avvenga presto

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