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Rosaria Bindi detta "Rosy"e la caccia alle streghe

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Rosaria Bindi detta "Rosy"e la caccia alle streghe

La sua crociata contro la massoneria tout-court

 

L'onorevole di Sinalunga ricopre incarichi elettivi dal 1989, prima a Strasburgo quindi a Roma. 28 anni di poltrone e di polemiche per le sue posizioni, condizionate da una visione non laica.

Personalmente la associo alla Binetti ed altri oscurantisti che l'Italia non merita: così è la democrazia, così si esercita la tolleranza insegnata da Voltaire.

Dal 2012 è il 15° presidente della commissione parlamentare antimafia, evergreen istituzionale.

In questo ruolo, a seguito di potenziali infiltrazioni (ma i giudici decidono, non la tv) della criminalità organizzata in istituzioni del sud Italia, ella sta conducendo una guerra con i fantasmi che aleggiano in un territorio dove la legalità è optional. La signorina Bindi inserisce la massoneria fra questi, infatti ha convocato i vertici istituzionali di 4 associazioni che nella testa della onorevole rappresenterebbero la massoneria in Italia -mentre esse delineano solo sé stesse-; ha chiesto loro quali garanzie queste prevedessero contro le infiltrazioni “mafiose” e ha chiesto che venissero consegnati gli elenchi dei loro membri in Sicilia e Calabria. 

Ovviamente una forzatura, gli elenchi di qualsivoglia associazione sono protetti costituzionalmente e dalle norme sulla privacy, infatti nessuno ha consegnato alcun elenco. Allora, con atto che richiede un approfondimento giuridico e annuncia ricorsi, ha inviato forze dell'ordine ad impossessarsene. Questione di non poco conto, questo è un atto che sottrae i cittadini al loro giudice naturale, facendosi carico della responsabilità della privazione dei diritti costituzionali.

Per fare un esempio, pensate che i partiti politici mettano gli elenchi degli iscritti a disposizione di corsa e ringraziando? Mai visto! Ma sullo specifico caso massonico, orrore e ribrezzo.

La signorina Bindi esterna ed è apparsa in televisione anticipando -alla trasmissione condotta da Iacona su Rai3- le conclusioni della indagine della commissione. Segnalo che negli anni '80 venne istituita la commissione d'inchiesta P2, affidata alla onorevole Anselmi: ricordate gli esiti per caso? Anche allora furono sequestrati gli elenchi, dopo 30 anni sono stati restituiti senza farne uso, salvo pubblicare i nomi degli iscritti, atto che nulla c'entrava colle indagini: pura caccia alle streghe.

La questione P2 costituì (anche ora) una profonda ferita per i veri massoni italiani, segnalò come i vertici della istituzione massonica coinvolta abusassero discrezionalmente delle loro prerogative, permettendo la creazione di una loggia nascosta, quindi estranea all'ordinamento, dove si concentravano individui indifferenti alla massoneria, sotto l'azione del Gelli.

Il presidente dell'antimafia parla adesso di associati alla massoneria condannati al 416bis.

Ma non specifica. Lancia il sasso e nasconde la mano. Generalizza. Insinua. Svia l'attenzione dai colleghi politici. Depista. Minimizza le responsabilità di chi pesca nel torbido stando contemporaneamente nelle istituzioni. O non capisce o agisce di proposito, per fini discutibili.

Esistono sedie ed elefanti, pesche e susine, esistono associazioni di uomini che si dichiarano massoni, ma la massoneria come tale non esiste, al pari di religioni o ideologie.

Ma numerosi gruppetti di persone si nascondono sotto il cappello della massoneria per far gli affari loro, anche sporchi. Un fardello per i massoni di quelle realtà che svolgono al loro interno le azioni proprie della massoneria storica e tradizionale, quella detta “regolare”. Sono due gruppi in Italia. Altri 198 (circa) non sono altro che associazioni che scimmiottano nel nome o nella struttura le caratteristiche della massoneria. Da massone mi interessa far capire le dimensioni di un fenomeno che è reale e che induce moltissimi in errore: generalizzare senza conoscere. 

Alcuni gruppi in buona fede, altri (i più) totalmente estranei ai valori propri della massoneria: amore fraterno, carità e verità. Principi che purtroppo non si applicano da tutti i membri di quelle due associazioni regolari, ove sono anche individui che fanno un uso improprio della loro appartenenza. Una verifica che i vertici devono approfondire con costanza e severità. Una realtà che esiste, da sempre, da quando la massoneria è parsa a qualcuno uno strumento per i propri affari. Una massoneria tradizionale ed una fasulla, definita para o simil o pseudo. La ampiezza delle relazioni internazionali, la presenza nel mondo civile sono strumenti utili, ma non dirimenti, a distinguere il grano dal loglio. Mischiare le une e le altre è mistificazione; nelle audizioni l'hanno spiegato alla Bindi: o non ha capito o vuole fare confusione per sua utilità (o pregiudizio tipico delle sue posizioni filoclericali).

Non mi stupisce che la trasmissione tralasci di sottolineare come chi indaga, veri magistrati, abbia chiaramente parlato di massoneria deviata. Iacona viene dalla scuola di Santoro, giornalismo urlato e ideologizzato coi nostri soldi di abbonati obbligati Rai. Approfondisse sulle mancanze degli eletti o nominati a ruoli pubblici. Parlasse dei 35 miliardi d'euro annui di Iva non riscossa. Ma darebbe fastidio, meglio generalizzare altrove, puntare il dito verso un mondo che deve avere segreti solo i modi di riconoscimento e dove ogni membro promette il rispetto delle leggi. Anche se poi non sempre accade. Come nelle forze dell'ordine e magistratura: se volessimo generalizzare come fanno taluni, faremo torto alle decine di servi dello Stato caduti (uccisi) nell'adempimento.

So che i valori massonici in Italia vengono applicati con parsimonia. Molti anni fa, nella loggia aretina di cui ero membro, in occasioni di elezioni si ebbero due situazioni assai diverse: un fratello comunicò che il suo futuro impegno politico era incompatibile colla associazione e se ne allontanò; un altro “casualmente” informava della sua candidatura in una lista: considerato che in loggia non si parla di religione o politica, questo atteggiamento gli costò i voti di chi lo avrebbe votato.

Per questo ed altro da oltre 10 anni sono membro della massoneria inglese, quella che celebra adesso i 300 ani dalla fondazione. Mi interessano i valori e le persone. Non sempre è così nella penisola, è un tema complesso e a tal fine sto preparando un articolo esaustivo per un periodico inglese dedicato alla massoneria per parlarne ad un pubblico stupito da tali dinamiche.

Che la Bindi faccia così è ingiusto. Anche perché temo la commissione non arrivi a niente, come le altre 14. Interessi e commistioni esistono, se le vogliono cercare. Ma pare diano per assodato il legame massone-criminale. Se trasparisse l'impegno a individuare i criminali, a prescindere, sarei molto più contento. Evitando atti che minano la fiducia nel diritto. Oggi tocca ai massoni, domani a qualcun'altro. Bocciofile, pubbliche assistenze etc. basta che ne sia membro una mela marcia e si troveranno nel trituratutto. Una discutibile gogna mediatica che è anche arma di distrazionie di massa. Dalla loro mancanze.

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