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L’associazione “vittime del salvabanche” mostra il lato oscuro della sua stessa natura

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L’associazione “vittime del salvabanche” mostra il lato oscuro della sua stessa natura

E’ assai lecito associarsi per poter meglio rappresentare le proprie istanze, ma quando si passa dalla rappresentazione al posizionamento politico, si snatura l'associazione, la protesta diventa strumentale e si mistifica l’origine del problema. Basterebbe esser piu' trasparenti per superare il problema!

 


Ho avuto modo di leggere il comunicato che accompagna l’organizzazione delle proteste intorno all’arrivo di Matteo Renzi alla festa dell’Unità. Un comunicato che in certi tratti mi è sembrato frutto piu' della retorica di una segreteria di un partito che di una associazione di risparmiatori. 

L’obiettivo, secondo me ormai dichiarato senza veli, non ha piu’ alcuna relazione diretta con la tutela delle vittime del salvabanche, ma esclusivamente quello di posizionarsi. Forse in funzione delle elezioni in arrivo? Ai prossimi mesi l'ardua sentenza! 

Intendiamoci, manifestare politicamente o meno, è lecito, anzi “lecitissimo”.

In una democrazia matura, la dialettica politica è il sale stesso della libertà. Riempire di manifesti la città con scritto “RENZI GO HOME” è entusiasmante così come criticare la Banca d’Italia, la Consob, il governo.

Nessuno ha infatti diritto di sentirsi sopra le parti, tutti possono essere criticati e giudicati. Io stesso, contro queste istituzioni tutte, in occasione del decreto salvabanche, ho scritto articoli che ho dovuto sottoporre ad autocensura, sul filo della querela.

Scrivo pertanto con la coscienza serena di chi ha spesso ogni singola parola ed ogni singolo rigo dedicato alla vicenda, per condannare lo scempio Banca Etruria, per cercare di individuare i responsabili e per criticare il sistema bancario di sorveglianza.

Ho sempre pensato invece, che una associazione che si ponga a tutela di un gruppo di cittadini, vessati in modo piu’ o meno pesante (e non desidero entrare nella polemica specifica), dovrebbe essere in grado di accogliere qualsiasi posizione in essa rappresentata, limitandosi a difendere i vessati a prescindere dal governo in carica o dal colore della maggioranza.

Si dovrebbe attaccare frontalmente il problema, entrare nel merito delle questioni cercando di diventare una “massa critica” in grado di fare ascoltare la propria voce.

Lo scopo, l’unico scopo, dovrebbe essere quello di difendere gli associati senza tenere in alcuna considerazione la natura politica della controparte. Cambiano i governi, cambiano le maggioranze, ma i problemi restano. Se accetto di schierarmi politicamente, rischio di diventare un’arma spuntata al primo cambio di maggioranza!  

Ecco alcuni stralci del comunicato dell’associazione: “La faccia tosta con la quale Renzi viene ad Arezzo, alla festa dell'Unità per presentare il suo libro, ci fa comprendere la presunzione e la sfacciataggine di un partito, quello del Pd, lontano ormai anni luce dalla gente e dai loro problemi”.

Dopo la solita minestrina riscaldata sulla Boschi che è figlia di tanto padre ecc. ecc.e l’attacco a Bankitalia, ma in forma abbastanza soft, la conclusione: “Oggi il Pd ha un segretario che va in tour a presentare un libro distante anni luce dai cittadini. Avanti popolo, recitava una loro vecchia canzone... andate pure avanti.. Ma senza popolo”.

Scriveva un anonimo commentatore che “fra le associazioni dei consumatori esiste una triste realtà: come i sindacati, anche le associazioni dei consumatori sono fortemente politicizzate e, dunque, non di rado, finiscono per intervenire solo quando il consumatore coinvolto è stato danneggiato da un loro avversario politico”.

Se queste frasi le avesse dette la Meloni, Salvini o Grillo, sarebbe stata propaganda spicciola. Meno spicciola (ed infatti non le ha mai dette) colui che ha nominato come capo tutt’ora in carica di CONSOB, il vice ministro dell'Economia e delle Finanze nel quarto Governo Berlusconi Giuseppe Vegas o come governatore di Bankitalia (il 20 ottobre 2011 è stato designato dal governo Berlusconi) Ignazio Visco al posto dell'uscente Mario Draghi.

Scrive il FQ che: “Tra i rischi per gli utenti (delle associzioni di risparmiatori), uno su tutti: che l’associazione dei consumatori si trasformi in un sistema per procacciare affari agli avvocati a essa legati. Vale per tutte le organizzazioni, siano queste riconosciute o meno da ministero e regioni: "Definirsi paladini dei consumatori, può essere una mossa di marketing dietro cui si nascondono gli interessi di singole persone”. 

Ma la storia patria ci insegna che spesso queste associazioni (Polverini docet) sono il piu’ formidabile lancio per una carriera politica fulminante, anche se spesso seguita ad una altrettanto fulminante discesa negli inferi dei trombati.

In attesa di vedere a breve, quali seggi faran posto a cotanta verve polemica, magari scalzando altrettanti scalpitanti candidati, ci accontentiamo per adesso delle imponenti e furenti manifestazioni di popolo, fatte alla luce del sole e non solo di notte, davanti alla ex fonderia Bastanzetti.

Avanti popolo… val per tutti!  

 

 

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