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MISTERO (O MIRACOLO) A ROTELLE E STAMPELLE AL TORTAIA: CARROZZINA DA INVALIDO SI MATERIALIZZA DAL NULLA

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MISTERO (O MIRACOLO) A ROTELLE E STAMPELLE AL TORTAIA: CARROZZINA DA INVALIDO SI MATERIALIZZA DAL NULLA

A meno di un miracolo, un prodigio grazie al quale chi bisognava di carrozzina e di stampelle è tornato in piena forma, ci sta di farsi qualche domanda sulla stranezza di una sedia a rotelle apparsa come d’incanto in mezzo ad un prato, all’interno di una via secondaria, al Tortaia.

 

 Rubata? Scordata lì? Certo che è bizzarro.

E’ vero che ad Arezzo di mistero non è caso di parlare ogni volta in cui una bicicletta viene rivenuta in stato di abbandono in un parco cittadino. Si sa: c’è lo zampino di qualcuno emulatore dei ladri immortalati in una delle più famose pellicole del cinema neorealista italiano del tempo che fu. E che oggigiorno è ritornato, con l’unica variante  rappresentata da chi recita la parte dei mariuoli mentre la refurtiva è la stessa, con manubrio e due ruote.

Ma di mistero è un po’ il caso di parlare se le ruote sono due anteriori e una coppia posteriore, non c’è il sellino ma una seduta e neppure un manubrio ma due maniglie impugnabili da chi la sospinge, ed è una carrozzina a rotelle.  In buono stato. Forse di ausilio ad un anziano o disabile oppure un invalido temporaneo. Magari, chiedersi chissà chi l’ha abbandonata in un angolo appartato, in mezzo al verde, seminascosta dietro una siepe e distante da sguardi che si volgessero da  via Maestri del Lavoro verso il punto in cui la carrozzina è posteggiata.

Se, inoltre, si aggiunge che ad essersi materializzata non è la carrozzina soltanto ma c’è annesso un paio di stampelle, ecco che allora l’arcano diventa una domanda. Un interrogativo privo di risposta, contrariamente al caso comune di  avvistamento di una bicicletta rubata. Ed escludendo che c’entra qualcosa  la cattiva abitudine, altrettanto ricorrente, di certuni maleducatamente portati ad abbandonare sotto il cielo quanto di più ingombrante hanno intenzione di disfarsi da casa propria.

La sedia a rotelle è comparsa dal nulla, e sta lì da almeno tre giorni,  a ridosso di una grossa siepe divisoria tra i  piazzali di due grossi condomini. Carrozzina , ed annesse stampelle infilate tra le leve dei poggiapiedi,  sono arrivate lì, nessuno sa dire come,  e da lì non si sono spostate da altrettante notti, abbandonate anche alle intemperie. A giudicare dal modello somiglia  ad una comunissima sedia a rotelle ospedaliera, e infatti il San Donato è qui vicino,  ma le carrozzine non si distinguono poi tanto e di simili se ne acquistano anche in sanitaria.

Se dietro c’è un furto,  si tratterebbe di una refurtiva quantomeno anomala. Anche in  zona, ci mancherebbe,  come sul vicino Colle del Pionta, sono a bizzeffe le biciclette trafugate e abbandonate.   Questa, però, è  la primissima volta che qualcosa di inspiegabile (e non è detto che vi sia alcunché di losco) verte su una sedia a rotelle.

E questi ausili per camminare? Di chi sono?

Hanno cominciato a chiederselo i condòmini che la avvistano dalla finestre. Altrettanto  i vicini di casa accortisi di questa bizzarria, abbastanza insolita. E non si sottraggono a porsi la stessa domanda anche quei pochi che s’incamminano lungo il vialetto, poco usato, che costeggia la siepe. Ma, intanto,  nessuno ha saputo darsi una risposta e neanche l’ha trovata tra i conoscenti che stanno nei paraggi. Non che la cosa dia turbamento  più di tanto, tutto sommato si tratta di giocare con un po’ di mistero.

 

Se di furto si trattasse allora ci sarebbe da dire che in fatto di  fantasia oggigiorno la realtà supera anche Ladri di Biciclette. Se fosse un miracolo, chissà quanta strada ha già fatto il novello Lazzaro, reggendosi di nuovo sulle proprie gambe. Se, infine, si trattasse di  un caso di cattiva gestione di ausili messi a disposizione dalla Asl, bè, in questo caso  un po’ ci sarebbe da ridire. Se non altro perché non è raro il caso di richiedenti non autosufficienti  che aspettano mesi prima di ottenere una sedia a rotelle così. 

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