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Riportare al centro dell’attenzione dei medici il paziente e non solo la sua malattia

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Riportare al centro dell’attenzione dei medici il paziente e non solo la sua malattia

Venerdì 8 settembre una giornata di studi organizzata dal Dipartimento di Arezzo dell'Università di Siena sul ruolo delle scienze sociali e comportamentali, della filosofia e delle arti espressive nella formazione dei futuri professionisti della salute

 

E' possibile riportare al centro dello sguardo medico e della formazione dei futuri professionisti della salute l'uomo e non solo la sua malattia? Come, e a quali condizioni, la medicina può rafforzare i propri rapporti con le scienze sociali e comportamentali, entrare in dialogo con la filosofia morale e con gli apporti delle arti espressive? Quali sono gli strumenti e le competenze trasversali necessarie a un buon esercizio della pratica clinica? 
A queste e ad altre domande cercherà di rispondere il workshop organizzato dal Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale dell’Università di Siena, con sede ad Arezzo, insieme all’Università Pompeu Fabra e alla Fondazione Antoni Esteve di Barcellona, che si terrà venerdì 8 settembre nella sala consiliare del palazzo del Rettorato di Siena (via Banchi di sotto). 
“E un’iniziativa a carattere multidisciplinare - spiega il professor Carlo Orefice, docente di Pedagogia presso il Dipartimento universitario - che vuole tracciare un percorso per offrire spunti di riflessione educativa sul rapporto tra Medical Humanities e formazione dei professionisti della salute”. 
I lavori della giornata di studi, dal titolo “Soft Skills in Medical Education: the Role of Medical Humanities”, inizieranno alle ore 9 e si concluderanno nel pomeriggio con la partecipazione di professionisti provenienti dalle comunità accademiche e mediche italiane e spagnole. 
“Dopo alcuni anni dall’introduzione di specifici corsi di letteratura e scienze umanistiche all'interno delle Facoltà mediche - commenta Josep Baños, docente di Farmacologia dell’Università Pompeu Fabra -, dobbiamo convincere le istituzioni che formano i medici che la letteratura, le arti visive ed espressive, la storia o la filosofia possono aiutare gli studenti a comprendere meglio il complesso orizzonte del malato e della sua malattia”. 
La giornata di studi si concluderà nel pomeriggio con la presentazione di un Master sulle Medical Humanities che l’Università di Siena e l’Università Pompeu Fabra di Barcellona organizzeranno insieme.

 
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