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L’Archivio dei diari premia Riccardo Iacona e Giulio Regeni

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L’Archivio dei diari premia Riccardo Iacona e Giulio Regeni

 

 

L’Archivio dei diari rende omaggio al lavoro di Riccardo Iacona e al ricordo vivo di Giulio Regeni. Nel corso della 33ª edizione del Premio Pieve Saverio Tutino, il concorso dedicato alle scritture autobiografiche inedite che si svolgerà a Pieve Santo Stefano in provincia di Arezzo dal 14 al 17 settembre, Iacona riceverà il “Premio Città del diario”, il riconoscimento che l’Archivio attribuisce dal 2005 a personalità del panorama culturale che si sono particolarmente distinte per il loro lavoro sulla memoria, e che annovera tra i vincitori Giusi Nicolini, Carlo Lucarelli, Ettore Scola, Vinicio Capossela, Nanni Moretti, Sergio Zavoli, Mario Dondero, Francesco De Gregori, Mario Perrotta, Rita Borsellino, Ascanio Celestini, Marco Paolini.

La memoria del futuro – scrive la direzione artistica del Premio Pieve - nasce dal racconto del presente. Se il racconto è buono, la memoria potrà essere buona. Se il racconto è cattivo, non potrà che essere cattiva. Se il racconto è vero, onesto, documentato, la memoria potrà essere vera, onesta, documentata. Se il racconto è falso, bugiardo, mistificato, non potrà che essere falsa, bugiarda, mistificata.

Con il suo lavoro di giornalista e conduttore televisivo, Riccardo Iacona è da molti anni uno dei principali artefici del racconto del presente del nostro Paese, e un garante della memoria. Artefice di un racconto buono, vero, onesto e documentato. Garante di una memoria che potrà poggiare sugli stessi valori. Le inchieste e i reportage che realizza insieme alla sua squadra di collaboratori, ci consegnano verità sociali, politiche, economiche e culturali altrimenti condannate all’oblio. O peggio preda della menzogna. Le pagine di storia collettiva che ha contribuito a scrivere, sono fonti inappuntabili per la rappresentazione futura del vissuto comune, termini di paragone sui quali misurare la percezione del singolo e da seguire per non discostarsi dalla strada della verità. Il “Premio Città del diario” 2017 è un omaggio al suo lavoro e ai riflessi positivi che ha sulla comunità, in termini di conoscenza e consapevolezza. Un lavoro che continueremo a riscontrare tra le righe dei diari e delle memorie della gente comune che riceveremo negli anni a venire.

Iacona ritirerà il premio domenica 17 settembre alle ore 16.30 in Piazza Plinio Pellegrini, a Pieve Santo Stefano (AR), nel corso della manifestazione conclusiva del Premio.

Il premio a Regeni sarà riconosciuto nel corso di un incontro che si svolgerà venerdì 15 settembre ore 18.00 presso il Teatro Comunale di Pieve Santo Stefano. Sarà l’occasione per parlare a tutto tondo di Giulio con i giornalisti che hanno vinto il “Tutino giornalista” dal 2013 in poi. L’incontro con Francesca Borri, Giulia Bosetti, Nicolò Giraldi e Lorenzo Colantoni sarà presentato da Pier Vittorio Buffa. Il premio sarà ritirato dal presidente della Fnsi, Beppe Giulietti.

Un figlio, uno studioso, un ricercatore, un viaggiatore. Giulio Regeni - scrive la direzione artistica del Premio Pieve -è stato molte cose nella vita, prima di essere privato della vita con violenza e per ragioni incomprensibili in Egitto, in un giorno tra la fine del gennaio e l’inizio del febbraio 2016. È stato un ragazzo animato da pulsioni e passioni vivissime, con uno spirito aperto alla scoperta, alla conoscenza, al dubbio, all’indagine, alla condivisione. È per rendere omaggio a questo suo spirito che l’Archivio dei diari ha deciso di attribuirgli un premio simbolico ma molto sentito, quello che porta il nome del suo fondatore, il “Premio Tutino giornalista”. Un riconoscimento destinato ogni anno, da cinque anni, a “un giovane giornalista emergente curioso del mondo e delle persone che lo abitano”. Giulio Regeni non è mai stato un giornalista di professione. Ma è stato di più: un ragazzo che è andato per il mondo e incontro alle persone con una curiosità generosa, e il volto sorridente. Che è andato per documentarsi, capire, trasmettere conoscenza. Che ha pagato con la vita queste sue qualità, per ragioni che ancora oggi restano ignote, e che saranno per sempre inaccettabili. 

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