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Il centrodestra di Arezzo prima crea accoglienza e poi distrugge il ligio Pier Luigi Rossi come capro espiatorio del business sui profughi

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Il centrodestra di Arezzo prima crea accoglienza e poi distrugge il ligio Pier Luigi Rossi come capro espiatorio del business sui profughi

Se non bastasse a delucidare il titolo, un episodio polemico relativamente recente, ossia i frizzi intercorsi tra il primo cittadino di Castiglion Fiorentino e il Primo Rettore di Fraternita dei Laici, c’è anche di più.

 

C’è, ad esempio, la rendicontazione annuale delle attività della più antica istituzione di Arezzo, Ipab diretta e controllata dal Comune. E mai possibile che al vaglio degli amministratori di centrodestra, di giunta e di consiglio comunale, sia passata inosservata, dal novembre del 2015 ad oggi, la fervida intraprendenza nel campo dell’accoglienza ai profughi del Magistrato di Fraternita dei Laici capeggiato da Pier Luigi Rossi, dirigente di Forza Italia, messo in Fraternita dal sindaco Ghinelli?

Di cosa sarebbe l’unico reo il bistrattato Pier Luigi Rossi?  Di avere fatto tutto di testa sua e di difendere il suo operato? In pratica, ci vogliono far credere che il Primo Rettore non abbia mai riferito alcunché al sindaco e ad altri referenti della sua parte politica.  Va a finire che si è specializzato in profughi di sua solipsistica sponte. Ha agito dolosamente in questi 21 mesi, culminati nella partecipazione alla nuova gara di assegnazione degli appalti per l’accoglienza bandita dalla Prefettura di Arezzo.

Certo, questa è la versione a cui farebbe molto comodo che tutti credessimo. Comodo ai vari tribuni cittadini del centrodestra, fortemente in imbarazzo con l’opinione pubblica cittadina, nonché con le proprie gerarchie di partito, sul caso Fraternita. Di cui non troveremo mai traccia nei giornali di destra. Neanche una mezza parola. Tanto è scoraggiante.

Ma veniamo all’episodio, relativamente recente.

Lo scorso giugno, il sindaco Mario Agnelli si profuse in una delle sue oramai consuete giaculatorie televisive contro la facoltà data ai richiedenti asilo di esigere la residenza nel comune in cui opera il centro in cui hanno ospitalità. Quella volta, il primo cittadino castiglionese mise in relazione i riflessi che ciò comporta sui costi della pubblica amministrazione alla renitenza – da lui ravvisata – dei migranti ad accettare i lavori socialmente utili messi a disposizione dei volontari dall’amministrazione locale. Agnelli puntò il dito sugli ospiti di Fraternita e Pierluigi Rossi li difese dalle critiche del sindaco della cittadina del Cassero.

Possibile che non sia giunta ad Arezzo, eco alcuna, agli amministratori del centrodestra, di giunta e di consiglio comunale, della vivace querelle tra il primo cittadino del capoluogo della Valdichiana, loro alleato, e il Primo Rettore, già big di Forza Italia nel capoluogo?

Il centrodestra comunale, in queste ore - ed esattamente da quando Informarezzo e ArezzoTv hanno pubblicato l’elenco dei nuovi appalti assegnati agli operatori economici dell’accoglienza ai profughi – si sta scatenando in un pirotecnico fuoco amico all’insegna di Pier Luigi Rossi. È un tiro al bersaglio talmente crepitante di tali critiche e tante disapprovazioni dirette a lui e soltanto a lui, da creare un abissale contraccolpo di vuoto di memoria nei suoi detrattori.

Nessuno di loro, amministratori di giunta e di consiglio comunale, era al corrente del business sui profughi, già intrapreso da chi c’era prima di PierLuigi Rossi? Ossia dalla Primo Rettore Lietta Fornasari, capofila di un insieme di attività ex novo di Fraternita, tra cui, l’ospitalità ai migranti?

Ramo d’impresa ereditata nel 2015 da P.L. Rossi, quando la Fornasari si dimise a settembre e lui venne nominato a novembre. Con quale mandato? Di puntare sulla realizzazione del Museo dell’Oro. Non di smettere di partecipare agli appalti assegnati dalla Prefettura nel campo dell’accoglienza.

Non è un parto di Rossi questa attività. Lui l’ha ereditata dal passato Magistrato. Bè – si potrebbe dire – a certe eredità, qualche volta, si rinuncia. Se non altro per coerenza. Linearmente   con slogan tipo “Basta Migranti”.

Domanda: sindaco e centrodestra hanno mai chiesto al nuovo Magistrato capeggiato da Rossi di essere coerente? Se sì, quando!?  Se no: come mai no, prima di oggi?

Altra domanda: fino all’altro ieri, l’attuale Primo Rettore e il Magistrato insediato con lui, avevano onorato il mandato che rispecchia il nuovo corso comunale? Il Museo dell’Oro è stato aperto? Si! E allora perché tanto accanimento contro Rossi? Perché è il feticcio che può essere incenerito in piazza onde ottenere la catarsi delle delusioni che finora il sindaco, la giunta, il centrodestra comunale, hanno inflitto ai loro stessi sostenitori?

Ma, semmai, chi non sta onorando il mandato ricevuto dagli elettori è, proprio, il centrodestra comunale, in tutte le sue varie componenti (rappresentate e non nello schieramento comunale) impegnatissime nel trasformare PierLuigi Rossi in un comodo capro espiatorio, funzionale a nascondere le responsabilità politiche di una compagine non in grado di sapere neanche cosa fanno le aziende che sta governando.

Fatto sta che in molti stanno investendo la propria visibilità ai danni di “Minestrina”. Già da prima ossequiato davanti e dileggiato alle spalle. Ora lo vogliono unica vittima destinata a scontare, agli occhi della pubblica opinione, una specie di complicità immigrazionista, colpa che semmai ricade su tutte le componenti politiche, le quali pur sapendo, tacevano per opportunismo e convenienza a non mettersi contro un ex big locale dei berlusconiani, decotto ma pur sempre un uomo di fiducia di Ghinelli. In attesa di ricavarne un profitto, in termini di visibilità, trasformandolo nell’unico capro espiatorio colpevole di incoerenza e di “intelligenza con l’avversario”.

E queste stesse componenti del centrodestra, oltretutto, stanno giocando anche su di un altro piano per riabilitarsi agli occhi della pubblica opinione cittadina, esasperata sulla questione sicurezza e arrabbiata di vedere quanto e come il centrodestra comunale sta perdendo anche questa partita.

Vi siete accorti con quale disinvolta rapidità tutti hanno fatto la claque alla linea dettata (estemporaneamente) dal sindaco Ghinelli? Battimani sperticati appena il primo cittadino ha dato fiato alla seguente direttiva: chi guadagna bei soldoni con gli immigrati, investa una quota parte in sicurezza sociale, a beneficio dell’interesse più generale.

Purtroppo, ci sono da considerare degli inconvenienti, non automaticamente eliminabili con la retorica politichese messa in campo per distrarre l’opinione pubblica dalla gaffe immigrazionista che ricade su tutto il centrodestra.

Ad esempio: c’è chi prefigura un nuovo orizzonte nel campo dei servizi alla persona. Acciderboli, senonché è normato dalla Regione, che ne è la fonte dei finanziamenti. Questi soldi, trasferiti dal giro d’affari dell’accoglienza, dovrebbero andare a remunerare fondi messi a disposizione dalla Regione e impiegati malamente?

C’è chi immagina un autarchico avvenire di sicurezza grazie al Terzo Settore. Ne fanno parte molti degli operatori economici indicati come futuri investitori nel campo del diffuso benessere sociale. Senonché, la nuova legge nazionale individua nel Terzo Settore non più un campo di azione del volontariato, ma un settore dell’economia sociale in cui operano vere e proprie imprese. Aziende ad ogni effetto, obbligate a tutti gli adempimenti in materia di bilancio e di rendicontazioni. Come una qualsiasi impresa. Ciò significa che se ciascuno degli appaltatori di accoglienza, dovesse pagare un dazio sul proprio business, prima dovrebbe espletare obbligatori passaggi di bilancio, che richiederebbero tempo. Molto tempo. Forse da oggi ad un paio di anni si vedrà qualcosa di concreto.

Infine, va sottolineata una contraddizione stridente nel sindaco Ghinelli, il quale predica bene sul reinvestimento del business dell’accoglienza, ma razzola male se trattasi di esigerlo.

Mi spiego: tra gli operatori che fanno la parte del leone nell’accoglienza ai profughi c’è ad Arezzo l’Associazione del Bangladesh, la quale introita la bellezza di mezzo milione di euro.

Il sindaco, a quanto si è capito se la claque non fosse stata subito assordante, vorrebbe che ne investisse una parte in sicurezza. Bene.

Ad esempio, perché mai non mandare i bengalesi a sorvegliare gli attraversamenti pedonali davanti alle scuole? Bè, per la semplice ragione che già lo fanno. Gratuitamente? A titolo di cooperazione con la città in cui ospitano i migranti. No. il Comune li paga, contribuendo al reddito dell’associazione del Bangladesh.

Chissà se lo sanno (o fanno finta di non saperlo) gli stessi amministratori di centrodestra, di giunta e di consiglio comunale, che hanno fatto finta di non sapere che crescendo numericamente gli arrivi, cresceva anche l’apporto di Fraternita, in termini di posti messi a disposizione della Prefettura.

Il centrodestra comunale ora dice “Azzerateli!”.

“Azzeratevi!” è l’eco che giunge al centrodestra. E non è più un brontolio sommesso e neanche una speculazione contro un capro espiatorio di comodo individuato in Pier Luigi Rossi. Il quale stanno cucinando a fuoco vivo, come non si farebbe con una minestrina.

 

 

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