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Migranti al lavoro per ripulire l’Arno

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Migranti al lavoro per ripulire l’Arno

Interventi lungo l’asta dell’Arno, in particolare nel tratto tra Montevarchi e Rignano Il presidente Paolo Tamburini: «Questo è il vero volontariato. Si tratta di una iniziativa molto utile per l’integrazione e contro l’immaginario discriminatorio»

 

 

Migranti al lavoro per ripulire l’Arno tra Montevarchi e Rignano. L’iniziativa, avviata da qualche giorno, vede un gruppo di richiedenti asilo partecipare in maniera volontaria alla sistemazione degli argini del fiume. Anche Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, infatti, partecipa al progetto Migranti Bonificatori voluto dalla Regione e per il quale è previsto l’impiego di circa 200 persone extracomunitarie in tutta la Toscana. «Questo è il vero volontariato», commenta il presidente del Consorzio, Paolo Tamburini. «Si tratta, infatti, di una iniziativa molto utile per l’integrazione e contro l’immaginario discriminatorio». Il presidente Tamburini precisa anche che «con questa iniziativa i migranti non entrano nel mondo del lavoro ma, seppur una prestazione gratuita e volontaria, è tuttavia un modo per inserirsi in una società nuova, è una presa di contatto diversa da quella che hanno vissuto».

I migranti sonoimpiegati per la raccolta di rifiuti e materiale di scarto dopo che il Consorzio ha provveduto alla formazione delle persone che partecipano al progetto e dopo aver fornito loro il materiale come scarpe, giubbottini e palette perché i migranti possano lavorare in sicurezza. Gli extracomunitari si occupano di togliere materiale non particolarmente ingombrante (buste, residui, bottiglie, carte) l’asta dell’Arno, da Pratovecchio a Reggello, area di pertinenza del Consorzio 2. «Questa esperienza - conclude Tamburini - potrà tornare utile a queste persone per trovare lavoro. Di certo è un modo per avviare un percorso di integrazione con il territorio che li ospita».

Al termine dell’iniziativa saranno rilasciati degli attestati di partecipazione a tutti i migranti, un riconoscimento non soltanto simbolico, ma che certificherà il valore sociale dell’iniziativa e l’importanza dell’apporto che hanno portato al Paese che li ospita.

 

 

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