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Quando i politici caddero dal pero

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Quando i politici caddero dal pero

Ormai i migranti sono l'unico problema di questa città. Tutto il resto è decisamente passato in secondo piano.

 

Crisi economica, banche che saltano, difficoltà sociali, inceneritori, acqua pubblica o privata, spazzatura, aree vaste... ormai sono solo rumori lontani, echi di antichi dibattiti che non contano piu' nulla.

Stupefacente è invece la presa di posizione di Forza Italia in merito alla scoperta dell'acqua calda. Ovvero che la Faternita dei Laici, guidata da un suo importante esponente, ha osato partecipare alla "messa a dimora" di un centinaio di migranti. 

O tempore, o mores... La paura dei movimenti popolar/intestinali che da questa scelta posson derivare, ha fatto diramare un comunicato che nel migliore dei casi fa sorridere. E mi fermo.

Faccio mia invece la riflessione dell'amico ed ex consigliere comunale, maestro Cristiano Rossi: "Oggi un importante partito della maggioranza di centro destra del Comune di Arezzo si è accorto (!!) che la Fraternita dei Laici (azienda partecipata di nomina del Sindaco) gestisce da tempo l'accoglienza di decine di profughi. 

Ora le questioni sono due: o il primo rettore e il cda della Fraternita hanno tenuto nascosto (chiaramente impossibile) questo servizio e i relativi introiti (un milione di euro l'anno) oppure l'uscita del partito di maggioranza (che esprime anche l'assessore alle politiche sociali e la presidenza della omonima commissione) contro la Fraternita è palesemente opportunista nei modi e nei tempi. 

Oppure non lo sapevano davvero, che è forse peggio...

Credo, invece, che per il Comune di Arezzo, poter gestire direttamente, attraverso una partecipata, l'accoglienza dei profughi e ciò che vi ruota intorno (trasparenza dei bilanci, relazione con il territorio, integrazione, sicurezza...) poteva essere l'occasione per dare l'esempio alle altre associazioni e cooperative del territorio".

La questione è semplice: i migranti ci sono e vanno gestiti. Possiamo lasciarlo fare ai privati e alle cooperative, oppure agli enti di pubblica assistenza, che come la Fraternita dei Laici, ma anche come le varie Caritas, Croci bianche, rosse e verdi, utilizzeranno con certezza gli utili, a volte anche cospicui, in modo che ricadano interamente sui nostri territori.

Pretendere che a fare un passo indietro, siano proprio quegli enti che potrebbero generare la massima ricaduta sociale da questo sforzo finanziario, a favore degli stessi cittadini, è follia politica e miopia amministrativa. Il costo di questa operazione infatti, per effetto dell'indotto che genera e dei denari che residuano (e che indubbiamente sono anche tanti), può avere ricadute di notevole utilità per il nostro territorio. 

Se gli utili di questa operazione (tralasciando pure l'indotto rilevante), vandranno infatti a favore degli enti di pubblica assistenza (es. Caritas, Croce Bianca, Rossa, Fraternita ed altri) significa che nel medio periodo potremo contare su servizi alla persona sempre piu' efficaci e tempestivi. 

Se è vero tuttavia, che i vantaggi e gli svantaggi di questa operazione ricadono su fasce sociali e su aree geografiche diverse, ciò non significa che dobbiamo eliminare i possibili vantaggi in nome di una purezza politica tutta da dimostrare. Significa casomai che è necessario trovare la strada (come anche il sindaco ha indicato ieri) per cercare di alleviare gli svantaggi a chi ne soffre il maggior carico e ridistribuire efficacemente i vantaggi su tutti.  

Significa, come ben spiega Cristiano Rossi, mettersi alla testa di questi enti, vigilare sul loro operato, essere di esempio sui metodi di integrazione e con essi realizzare quelle azioni concrete che possono limitare il bivaccamento sociale dei disperati. 

 
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